In molte aree residenziali si attendono da anni le tabelle indicative delle vie, tutte regolarmente registrate. Molte targhe sono in magazzino ma manca chi le appende

Strade senza nome, un labirinto

20/03/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
(s.b.)

A Pacen­go stan­no ulti­man­do di dare un nome alle vie, con tan­to di targhe nuove di zec­ca. E qualche tar­ga è pronta anche per la frazione di Colà, fer­ma nei mag­a­zz­i­ni del Comune in atte­sa che gli addet­ti la appongano sul muro gius­to. Ma per il resto delle aree di nuo­va edi­fi­cazione di Lazise, in atte­sa di ved­er com­ple­ta­ta la topono­mas­ti­ca ormai da qualche anno, il prob­le­ma sus­siste. Quartieri come Zap­po, Paiari, Barum, Pra Leor, sono come il tan­to famoso quartiere Bronx degli Sta­ti Uni­ti. Qui come in Amer­i­ca, infat­ti, non ci sono vie, tra­verse, slarghi con un nome, con una iden­ti­fi­cazione topono­mas­ti­ca. Tut­to è las­ci­a­to al caso, alla gener­i­ca denom­i­nazione di local­ità o di sito. Insom­ma, un vero labir­in­to. Così per rag­giun­gere una famiglia, un conoscente, un ami­co, un cit­tadi­no di Lazise, occorre conoscere a mena­di­to la zona, oppure affi­dar­si ad un res­i­dente. Non un res­i­dente qualunque, o giun­to a Lazise da altri comu­ni da poco tem­po; occorre avere a dis­po­sizione un orginario, una per­sona che conosce a mena­di­to e fin dal­la nasci­ta le mappe mil­i­tari del paese. Non è uno scher­zo, ma la pura ver­ità. La sfi­da è aper­ta a chi­unque. Iden­ti­fi­care una abitazione ai Pairi piut­tosto che allo Zap­po è una vera impre­sa. E sì che la topono­mas­ti­ca, almeno a liv­el­lo bura­crati­co, è sta­ta real­iz­za­ta: in ammin­is­trazione ogni nuo­va via ha il pro­prio nome, come è logi­co che sia. Da anni, infat­ti, il Comune ha «dato il nome» a numerose vie del­la per­ife­ria e delle nuove aree urbane. Ma solo la frazione di Pacen­go e parte di Colà han­no avu­to la for­tu­na di pot­er vedere col­lo­cate le nuove tabelle iden­ti­fica­tive. Il resto è tut­to bloc­ca­to, anche se adesso qual­cosa si è mes­so in moto gra­zie alla recente instal­lazione di un uffi­cio topono­mas­ti­ca con un addet­to, che ha il com­pi­to anche di sta­bilire i numeri civi­ci. Dal momen­to che l’amministrazione di Luca Sebas­tiano ormai ha i giorni con­tati, e che chi suben­tr­erà dopo il voto ammin­is­tra­ti­vo di pri­mav­era avrà inizial­mente prob­le­mi più imme­diati da risol­vere, il ris­chio tut­tavia è che quel 40 per cen­to di vie anco­ra pri­vo di una tabel­la con nome riman­ga irri­conosci­bile ai più anco­ra per un bel pez­zo, sal­vo che per qualche inter­ven­to da te real­iz­za­to dagli abi­tan­ti. In un paese tur­is­ti­co, di richi­amo inter­nazionale, ques­ta situ­azione non è cer­to un otti­mo bigli­et­to da visi­ta, ma sem­mai una nota sto­na­ta fra tan­ta bellez­za. Quel­lo che più rin­cresce è il fat­to che molte tabelle metal­liche con impres­so il nome delle vie sono gia­cen­ti da tem­po nei mag­a­zz­i­ni comu­nali, sen­za che qual­cuno spin­ga sull’acceleratore per far­le appen­dere al pos­to gius­to.

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