Il «Parco della Rocca» si prepara per il futuro Via al piano attuativo

Su un’area di 900mila metri quadrati

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Di Luca Delpozzo
Claudio Andrizzi

La tor­na alla rib­al­ta nel­lo sce­nario garde­sano con quel­lo che può essere defini­to come il pri­mo pas­so ver­so la real­iz­zazione del prog­et­to di par­co: un prog­et­to di val­oriz­zazione anche tur­is­ti­ca di un’area di 900 mila metri qua­drati, attual­mente adibi­ta a par­co comu­nale di inter­esse sovra­co­mu­nale, mes­so a pun­to già da alcu­ni mesi, che ave­va tut­tavia bisog­no di un pri­mo stru­men­to attua­ti­vo per com­in­cia­re a con­cretiz­zarsi seri­amente. Ebbene, tale stru­men­to è sta­to adot­ta­to ven­erdì sera dal con­siglio comu­nale: nel­la sostan­za, si trat­ta di un piano attua­ti­vo che rego­la­men­ta ogni tipo di attiv­ità urban­is­ti­ca nel par­co, det­tan­do le norme nec­es­sarie per rego­lare qual­si­asi tipo di inter­ven­to in ques­ta zona del­i­ca­ta e di grande pre­gio ambi­en­tale, floro-fau­nis­ti­co e arche­o­logi­co. Stareb­bero insom­ma in questo doc­u­men­to le regole nec­es­sarie per com­in­cia­re a pen­sare seri­amente alla trasfor­mazione del par­co del­la Roc­ca in un’area attrez­za­ta e orga­niz­za­ta sec­on­do un mod­el­lo ben pre­ciso, stu­di­a­to e for­mal­iz­za­to in un prog­et­to già pre­sen­ta­to lo scor­so anno. Il mod­el­lo che l’amministrazione ha in mente è quel­lo di un par­co attrez­za­to, con per­cor­si, aree di sos­ta e di ris­toro, cal­i­bra­to per non più di 100 mila vis­i­ta­tori all’anno, con la delim­i­tazione di un’entrata e di un’uscita e con un ingres­so che, una vol­ta ulti­ma­to il prog­et­to, diven­terebbe a paga­men­to. Un prog­et­to la cui real­iz­zazione non può cer­to dirsi immi­nente, con­sid­er­a­to che le risorse finanziarie sono anco­ra tutte da trovare: l’amministrazione sta val­u­tan­do a liv­el­lo isti­tuzionale, sia con la Regione che con la Comu­nità euro­pea, l’esistenza di fon­di legati alla riqual­i­fi­cazione ambi­en­tali cui pot­er avere acces­so, ma il prob­le­ma del finanzi­a­men­to del prog­et­to è anco­ra tut­to da risol­vere, così come quel­lo dell’eventuale ges­tione del par­co (è anco­ra in gio­co l’idea del­la cos­ti­tuzione di un Con­sorzio fore­stale che com­pren­da Comune e pro­pri­etari delle aree). «Di cer­to tut­tavia l’adozione del piano attua­ti­vo rap­p­re­sen­ta la con­cretiz­zazione del­lo stru­men­to nec­es­sario per muo­vere i pri­mi pas­si in ques­ta direzione — dice il sin­da­co — Qual­si­asi tipo di inter­ven­to si voglia fare nell’area del par­co sarà infat­ti dis­ci­plina­to da questo piano». Quali i con­tenu­ti del doc­u­men­to? «Va innanz­i­tut­to sot­to­lin­eato che il piano è sta­to sud­di­vi­so in varie sot­to­zone — spie­ga il pri­mo cit­tadi­no — Vi saran­no aree par­ti­co­lar­mente del­i­cate e pre­giate sulle quali non sarà pos­si­bile effet­tuare alcun tipo di inter­ven­to tranne lavori di manun­ten­zione, altre dove invece potrà espli­car­si la real­iz­zazione delle strut­ture nec­es­sarie al futuro par­co». Berti­ni spie­ga ad esem­pio che per i pro­pri­etari delle aree non sarà più pos­si­bile sten­dere recinzioni come suc­ces­so, tra gran­di polemiche, un paio di anni fa, sen­za autor­iz­zazione. Ven­gono rego­la­men­tate inoltre le even­tu­ali real­iz­zazioni di per­cor­si, aree di sos­ta, delle zone di ingres­so ed usci­ta, insom­ma di tutte le even­tu­ali mod­i­fiche che sareb­bero nec­es­sarie una vol­ta che il par­co diven­tasse un’area attrez­za­ta con ingres­so a paga­men­to. E per alcune abitazioni pre­sen­ti all’interno dell’area (non più di 3 o 4 edi­fi­ci) saran­no per­me­s­si pic­coli ampli­a­men­ti per adegua­men­ti igien­i­co-san­i­tari (cir­ca 50 metri qua­drati ad abitazione). Da sot­to­lin­eare che nel con­siglio di ven­erdì è sta­to adot­ta­to anche il piano sulle col­orime­trie, che rego­la­men­ta le col­orazioni degli edi­fi­ci del cen­tro stori­co con il fine di armo­niz­zare l’impatto visi­vo recu­peran­do la carat­ter­iz­zazione tipi­ca del luo­go. Chi­unque in futuro deci­da di met­ter mano alla ver­ni­ciatu­ra ester­na di un edi­fi­cio dovrà essere autor­iz­za­to pre­ven­ti­va­mente dal Comune.

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