I disabili dell’Aidm scrivono a Brancher per bloccare la gestione mista voluta da Venezia e il restauro di un solo padiglione. Medici e pazienti determinati a chiedere il ripristino di tutti i servizi e il reintegro del personale

«Subito il recupero di tutto il centro specializzato»

11/11/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

«La Regione abban­doni l’idea del­la ges­tione mista, affi­di a un pri­va­to la ges­tione dell’ospedale, che l’Inail dovrà acquistare e ristrut­turare per intero. Nel frat­tem­po, l’Ulss 22 di Bus­solen­go ripris­ti­ni tutte le attiv­ità mediche e sos­ti­tu­is­ca il per­son­ale man­cante, trasfer­i­to o licen­zi­atosi». Non FA scon­ti a nes­suno Rober­to Bassi, il pres­i­dente dell’Aidm (asso­ci­azione inter­re­gionale dei dis­abili motori) nel for­mu­la­re per iscrit­to le richi­este e i prob­le­mi dell’unica strut­tura san­i­taria pub­bli­ca dell’alto Gar­da veronese. Il doc­u­men­to è sta­to con­seg­na­to alcu­ni giorni fa alla seg­rete­ria del sot­toseg­re­tario alle riforme isti­tuzion­ali, onorev­ole Aldo Branch­er. Di con­cer­to con i medici dell’ospedale e con l’amministrazione comu­nale di Mal­ce­sine, vincitrice, assieme a Bren­zone, del ricor­so al Tar con­tro la Regione che nel 2002 vol­e­va chi­ud­ere la strut­tura, ora Bassi fa il pun­to sul­la situ­azione. In prat­i­ca, dopo la riu­nione a porte chiuse nel­la quale, assieme ai medici, ave­va lamen­ta­to caren­ze diret­ta­mente a Branch­er, Bassi ha con­seg­na­to le «richi­este di ordine immo­bil­iare e ges­tionale». In prat­i­ca, alla luce del prog­et­to dell’Ulss 22, Bassi ave­va chiesto di «sospendere tem­po­ranea­mente le trat­ta­tive di ven­di­ta all’Inail, in atte­sa di ottenere le garanzie che l’ospedale ven­ga ristrut­tura­to per intero». La richi­es­ta era parsa oppor­tu­na perfi­no a Branch­er, pro­mo­tore del­la ven­di­ta all’Inail. Tan­to che, come han­no rifer­i­to i pre­sen­ti, lui stes­so si sarebbe impeg­na­to a fare chiarez­za sul­la vicen­da del prog­et­to rel­a­ti­vo al solo padiglione B. «Ril­e­va­to che il padiglione B è sta­to ristrut­tura­to qua­si total­mente e che nul­la si dice sul des­ti­no del padiglione A», fan­no sapere i dis­abili, «chiedi­amo garanzie sul­la ristrut­turazione anche di quest’ultimo per non spre­care i sol­di dell’Inail. I sette mil­ioni che l’ente dovrà imp­ie­gare per ristrut­turare l’intero com­p­lesso dovran­no essere usati coin­vol­gen­do anche il pri­va­to, che poi gestirà l’ospedale. Solo così si potrà creare una strut­tura con le carat­ter­is­tiche nec­es­sarie alle pecu­liar­ità dei pazi­en­ti cui l’ospedale è des­ti­na­to, e cioè preva­len­te­mente a per­sone con prob­le­mi orto­pe­di­ci, ammalati da riabil­itare, e pazi­en­ti con gli esi­ti tar­di­vi del­la poliomielite». I dis­abili chiedono: «la Regione abban­doni l’idea di una ges­tione mista in cui al pri­va­to andrebbe solo il 49 per cen­to delle quote e per un peri­o­do di tem­po di soli tre anni più tre». Meglio allo­ra affi­dare la strut­tura, «con mas­si­ma urgen­za, intera­mente a un part­ner pri­va­to, da indi­vid­uare attra­ver­so un ban­do di con­cor­so, e per un las­so di tem­po che incen­tivi gli inves­ti­men­ti. Alla Regione il com­pi­to di eseguire con­trol­li». Infine un pun­to che sta avvilen­do medici e infer­mieri: l’impossibilità di «andare avan­ti così per la man­ca­ta sos­ti­tuzione di medici, infer­mieri e ter­apisti, licen­zi­atisi o trasferi­tisi per il cli­ma di incertez­za sull’ospedale», e la «man­ca­ta atti­vazione del­la con­sulen­za neu­rofi­si­o­log­i­ca, indis­pens­abile», come ave­vano ricorda­to nelle due ultime riu­nioni, sia il pri­mario del­la riabil­i­tazione, Bruno Danzi, che il medico Mil­lo Mar­ti­ni. Ma non è tut­to. Bassi ha chiesto anche all’Ulss 22 di «eseguire i lavori, già autor­iz­za­ti e finanziati ma da anni bloc­cati, rel­a­tivi agli ascen­sori, alle scale anti­ncen­dio, alla inter­na e ai parcheg­gi dell’ospedale». Insom­ma: dis­abili e medici vogliono un seg­nale con­cre­to da parte del­la Ulss 22 e del­la Regione per­ché vengano ripristi­nate le attiv­ità dell’ospedale anteceden­ti alla delib­era del novem­bre 2002, e l’attivazione del­la con­sulen­za per la quale la divi­sione di neu­rolo­gia di Bor­go Roma da tem­po avrebbe già con­ces­so l’assenso. Ad Aldo Branch­er ora il com­pi­to di dare segui­to alle ragioni dei dis­abili e dei medici. Il sot­toseg­re­tario, attra­ver­so un suo col­lab­o­ra­tore, ha fat­to sapere che «par­lerà non appe­na otter­rà le risposte dagli enti coin­volti», e ha rib­a­di­to che nel­la trat­ta­ti­va con l’Inail «non sus­siste alcun prob­le­ma». Res­ta da capire se Ulss 22 e Regione «smet­ter­an­no di fare orec­chie da mer­cante», come han­no con­clu­so dall’ospedale, anche alla luce delle inter­rogazioni fat­te sia dal dep­u­ta­to trenti­no Lui­gi Olivieri, sia dai con­siglieri region­ali di oppo­sizione, i Demo­c­ra­ti­ci di Sin­is­tra Welpon­er e March­ese; sia da quat­tro espo­nen­ti del­la mag­gio­ran­za, pri­mo fir­matario Pao­lo Ceroni di Allean­za nazionale, ma sot­to­scrit­ta anche da Leonar­do Padrin, pres­i­dente del­la com­mis­sione san­ità ed apparte­nente a Forza Italia, oltre che dai due dell’Udc, Ono­rio De Boni ed Iles Braghetto.