Lo studio condotto dall’Università degli Studi di Bologna e promosso da varie realtà pubbliche e private dell’area dell’Alto Mincio, con il Parco Giardino Sigurtà in qualità di capofila, ha rilevato un netto calo della presenza dei piccoli moscerini (simulidi), grazie all’utilizzo di un preparato microbiologico innocuo.

Successo per il progetto di studio per il contenimento dei moscerini sottoscritto al Parco Giardino Sigurtà

Di Redazione

Nel periodo primaverile, estivo e a volte autunnale i simulidi, piccoli moscerini parenti delle zanzare, sono una presenza fastidiosa per la popolazione e gli animali dell’area dell’Alto Mincio; la risposta messa in atto da Enti locali e privati in passato era quella di combattere gli esemplari adulti attraverso pesticidi nebulizzati in aria, con risultati sempre scoraggianti e ricadute su tutta la zona interessata. Questi insetti vivono “da piccoli” (larve) nei corsi di acqua ricchi di ossigeno: le femmine pungono – per nutrirsi e fare maturare le uova – soprattutto i grandi mammiferi e l’uomo, poiché attirati dal calore corporeo e dall’emissione di anidride carbonica del respiro.

Per questo motivo il Parco Giardino Sigurtà in collaborazione con il Comune di Valeggio sul Mincio (VR), il Comune di Castelnuovo del Garda (VR), il Comune di Peschiera del Garda (VR), AGS Azienda Gardesana Servizi, Depurazioni Benacensi, il Parco Acquatico Cavour, Alto Mincio Family Park e il Golf Club Paradiso del Garda ha promosso un progetto di studio (che continuerà fino al 2019 e di cui il 12 aprile verrà firmato l’accordo tra i soggetti partecipanti durante la conferenza stampa al Parco Giardino Sigurtà) che ha coinvolto, DipSA – Università degli Studi di Bologna (responsabilità scientifica sotto la guida del Prof. Fabrizio Santi e del Prof. Paolo Radeghieri), l’Associazione Sei Zampe e dintorni di Bologna e Sanitaria Servizi Ambientali (per la parte tecnica) per attuare delle strategie di contenimento dei simulidi.

L’obiettivo è stato raggiunto grazie ad un preparato microbiologico innocuo come il Bacillus thuringiensis israelensis che combatte le larve all’interno dei bacini di acqua (circa 13 km del fiume Mincio e 8 km di torrenti minori e canali). I riscontri infatti sono stati positivi: già dopo i primi anni della sua attuazione si è registrata una migliorata vivibilità delle zone all’interno del progetto: la presenza dei moscerini è scesa al di sotto di livelli ritenuti accettabili, senza eradicare gli insetti, ma mantenendo le loro popolazioni sotto vigile controllo.

 

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