Tra guglie, boschi e resti della guerra: suggestioni autunnali al «Prà delle Noci»

Sui monti di Tremosine

29/11/2001 in Cultura
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Di Luca Delpozzo
Fausto Camerini

Non è raro, nel dis­cen­dere la Valle del Prà delle Noci, incon­trare alcu­ni di quei camosci recen­te­mente introdot­ti dal­l’Azien­da Regionale delle Foreste nel Par­co del­l’Al­to Gar­da. La gita di oggi va a vis­itare due sel­vagge boc­chette nelle mon­tagne di Tremo­sine: una passeg­gia­ta tra ombrosi boschi, arzi­gogo­late guglie di roc­cia dolomit­i­ca e resti mil­i­tari del­la Grande Guer­ra. E, ciliegi­na finale, la disce­sa nel­la sel­vaggia valle cita­ta. Dal­l’al­topi­ano di Tremo­sine, tra Ser­me­rio e Vil­la, c’è un incro­cio di quat­tro strade: ci si infi­la in auto in quel­la che va a Nord a risalire la Valle del tor­rente San Michele. Poco dopo la diga, quan­do la stra­da prin­ci­pale com­in­cia i pri­mi tor­nan­ti si prende a destra una strad­i­na anco­ra più stret­ta che va a finire nei pres­si di Mal­ga Prà delle Noci dove si parcheg­gia. Da qui partono alcu­ni sen­tieri seg­nalati: se ne prende uno subito a destra indi­ca­to come «sen­ter dei corvà» che risale nel bosco con como­di tor­nan­ti sbu­can­do nel­la radu­ra che ospi­ta Mal­ga Molv­ina. Ci si tiene sul­la destra rien­tran­do nel bosco e rag­giun­gen­do in pochi minu­ti la vic­i­na Boc­chet­ta di Nans­esa dom­i­na­ta da una vec­chia postazione di guardia e che offre un mag­nifi­co panora­ma ver­so la cate­na del Monte e del Monte Altissi­mo di Nago. Si ritor­na alla sot­tostante mal­ga e si prende a destra un sen­tiero seg­nala­to con bol­li gial­li che pro­cede a mez­za­cos­ta con vari salis­cen­di attra­ver­so cenge e pendii boscosi lun­go i fianchi occi­den­tali di Pun­ta Molv­ina e Cima Scla­pa. Si attra­ver­sa una breve gal­le­ria, una como­da cen­gia e, subito dopo, un’al­tra breve gal­le­ria. Si pas­sa accan­to a un pic­co­lo e carat­ter­is­ti­co ago dolomiti­co e si scende pas­san­do ai pie­di di una grossa parete roc­ciosa che si las­cia a destra arrivan­do sul fon­do del­l’al­ta Val del Prà delle Noci. Val la pena di salire in pochi minu­ti a destra alla vic­i­na Boc­ca di Fob­bia, i din­torni del­la quale sono ric­chi di gal­lerie e resid­uati del­la guer­ra 1915–18. Tor­ni­amo breve­mente sul sen­tiero da dove siamo venu­ti e pren­di­amo a destra un sen­tieri­no non seg­nala­to che scende ai rud­eri di Mal­ga Fob­bia cir­con­dati da gigan­teschi alberi. Qui bisogna fare atten­zione per sco­prire il gius­to per­cor­so: alcune carte ripor­tano un sen­tiero sul­la destra idro­grafi­ca ma è da anni pres­sochè inva­so dal­la veg­e­tazione e, sino a che non sarà ripristi­na­to, sarà bene las­cia­r­lo per­cor­rere agli esper­ti del­la zona. Ci si por­ta invece appe­na a valle del­la diru­ta mal­ga e si scende per una trac­cia sul­la sin­is­tra idro­grafi­ca accan­to ad alcu­ni mas­si parzial­mente cop­er­ti dal mus­chio. Poco sot­to la trac­cia diven­ta un evi­dente e mar­ca­to sen­tiero (a questo pun­to diven­ta dif­fi­cile sbagliare) che scende accan­to al tor­rente, lo val­i­ca nei pres­si di alcu­ni affio­ra­men­ti roc­ciosi e, con una breve risali­ta si por­ta su un sen­tiero seg­nala­to che scende da Mal­ga Cia­pa e dal Pas­so di Tremal­zo. Lo si segue a sin­is­tra. Una veloce disce­sa accom­pa­g­nati dalle acqua del sim­pati­co tor­rentel­lo ci ripor­ta alla Mal­ga Prà delle Noci.

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