Ripresi i lavori di costruzione dell’osservatorio astronomico vicino al rifugio Novezzina. Sarà gestito dal Circolo astrofili veronesi e costerà 260mila euro

Sul Baldo a riveder le stelle

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo

Sono ripresi, dopo l’avvenuto sban­ca­men­to del ter­reno, i lavori per la real­iz­zazione dell’osservatorio astro­nom­i­co ama­to­ri­ale che affi­an­ca, in local­ità Novezzi­na, l’orto botan­i­co. Un osser­va­to­rio che, una vol­ta in fun­zione, sarà aper­to al pub­bli­co e sarà gesti­to sia sul piano tec­ni­co che per quan­to riguar­da l’attività divul­ga­ti­va dal Cir­co­lo astro­fili verone­si. L’intera provin­cia oggi non dispone di osser­va­tori astro­nomi­ci nè di plan­e­tari aper­ti al pub­bli­co, quin­di l’opera è forte­mente atte­sa dal pub­bli­co degli appas­sion­ati, anche per­chè pun­ta a met­tere insieme le esi­gen­ze del­la divul­gazione sci­en­tifi­ca con quelle pro­prie del­la ricer­ca e del­la prat­i­ca ama­to­ri­ale dell’astronomia da parte dei soci del cir­co­lo veronese. Un osser­va­to­rio, quin­di, che nasce con una spic­ca­ta vocazione didat­ti­co-sci­en­tifi­ca, ori­en­ta­ta in par­ti­co­lare alle scuole di tut­ti i liv­el­li ma anche al pub­bli­co in gen­erale, nonchè — in prospet­ti­va — all’inserimento nel­la grande rete di Inter­net. Mon­tagna e cielo stel­la­to, un binomio inscindibile nel quale la limpi­dez­za, la lon­tanan­za di fonti di luce in gra­do di causare il cosid­det­to inquina­men­to lumi­noso e il luo­go stes­so sti­molano l’osservazione di quel­la «metà del pae­sag­gio» spes­so dimen­ti­ca­ta. «Il monte si pres­ta in modo par­ti­co­lare all’osservazione astro­nom­i­ca — evi­den­zia Flavio Castel­lani, del diret­ti­vo degli astro­fili verone­si e impeg­na­to nel­la parte stru­men­tale dell’impianto di Novez­za — e il sito prescel­to a 1260 metri garan­tisce l’accessibilità nell’intero arco dell’anno solare». A ospitare la cop­pia di tele­scopi, in con­fig­u­razione Sc da 16’’, uno dei quali des­ti­na­to a riprese con par­ti­co­lari tele­camere astro­nomiche, l’altro per riprese fotogra­fiche e osser­vazioni, sarà una cupo­la riv­o­luzionar­ia poliedri­ca, a base ottag­o­nale, di cinque metri di diametro inter­no, carat­ter­iz­za­ta da una strut­tura auto­por­tante for­ma­ta da ele­men­ti a svilup­po piano. Il prog­et­to, su dis­eg­no di Ren­zo Mar­co­lon­go e svilup­pa­to da un altro socio del Cir­co­lo astro­fili, prevede l’automazione sia delle fun­zioni rel­a­tive alla cupo­la prin­ci­pale (aper­tu­ra e chiusura, rotazione in fase col tele­sco­pio, chiusura di emer­gen­za e mon­i­tor­iz­zazione del cielo) che del­lo stru­men­to prin­ci­pale (mes­sa a fuo­co, pun­ta­men­to, acqui­sizione e trat­ta­men­to immag­i­ni, uti­liz­zo di fil­tri). Con­dizione nec­es­saria, ques­ta, per il lavoro di ricer­ca sci­en­tifi­ca e la garanzia del­la pre­sen­za nel tem­po di oper­a­tori appas­sion­ati. Inoltre è pre­vista la pos­si­bil­ità di con­trol­lo remo­to — via Inter­net — delle fun­zioni stesse, sec­on­do una filosofia di più liv­el­li di abil­i­tazione, nonchè l’accessibilità tramite il web delle immag­i­ni e dati rac­colti. Ciò molti­plicherà le pos­si­bil­ità didat­tiche, quali l’effettuazione di con­feren­ze a dis­tan­za, la pro­gram­mazione di per­cor­si di stu­dio con le scuole e i grup­pi, di lavoro e di attiv­ità coor­di­nate con altri osser­va­tori sim­ili facen­ti parte del­la rete mon­di­ale di astrono­mia Inter­net. Il cos­to com­p­lessi­vo dell’opera, finanzi­a­ta al 50 per cen­to dal­la Regione con fon­di des­ti­nati all’area del Bal­do e per l’altro 50 per cen­to dal Comune di Fer­rara, è di poco infe­ri­ore ai 260 mila euro.

Parole chiave: