Col progetto internazionale Foralps si potranno monitorare est Veronese, Lago di Garda, Valpolicella e Valdadige. Installato sulla torre un radar che permette di prevedere i temporali violenti

Sul castello si «fiuta» la grandine

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Di Luca Delpozzo
Francesca Mazzola

«Tem­po­rale in arri­vo entro due ore, pre­vista gran­dine». L’avviso potrebbe arrivare via Sms entro un paio d’anni a tutte le per­sone inter­es­sate ad avere infor­mazioni meteo pun­tu­ali e in tem­po reale, oppure trasfor­mar­si nell’accensione di un sis­tema di boe lumi­nose che ser­vono a chi è in mez­zo al lago per cor­rere ai ripari pri­ma di trovar­si sopraf­fat­to dal­la tem­pes­ta. A met­tere l’informazione in rete potrebbe essere il cen­tro Arpav di Teo­lo, dopo aver decod­i­fi­ca­to i dati del radar che da qualche mese svet­ta sul­la torre del castello.Valeggio, infat­ti, è sta­to scel­to come sito ide­ale nell’ambito del prog­et­to Foralps, inser­i­to nel pro­gram­ma «Inter­reg III B Spazio Alpino» e che si rifà alla diret­ti­va euro­pea sul­la risor­sa acqua. Foralps prevede l’installazione di micro­radar mete­o­ro­logi­ci in Val d’Aosta, a Valeg­gio, in Friuli, in Slove­nia vici­no a Lubiana e nel­la Car­inzia aus­tri­a­ca, in col­lab­o­razione con isti­tuzioni aus­tri­ache e slovene e, per quan­to riguar­da l’Italia, l’Agenzia regionale pre­ven­zione ambi­ente Vene­to. A coor­dinare lo stu­dio sper­i­men­tale, che si con­clud­erà alla fine del 2007, è l’ di Tren­to. I radar in fun­zione nelle val­late alpine sono pro­totipi a scan­sione ver­ti­cale real­iz­za­ti dal Politec­ni­co di Torino.Il radar di Valeg­gio esegue scan­sioni oriz­zon­tali per un rag­gio di 30 chilometri, copren­do il , in parte la Valpo­li­cel­la e la Val­dadi­ge, l’est del­la provin­cia scalig­era. Ha un cos­to di 30mila euro, è sta­to instal­la­to in giug­no, ha super­a­to il col­lau­do e a breve dovrebbe entrare a regime, garan­ten­do la cop­er­tu­ra 24 ore su 24. Gestir­lo, se dal­la fase sper­i­men­tale si passerà a quel­la per­ma­nente, dovrebbe costare tra cen­to e i 150mila euro l’anno. «Il nos­tro com­pi­to», spie­ga la dot­tores­sa Francesca Pred­i­ca­tori, respon­s­abile dell’unità oper­a­ti­va agen­ti fisi­ci dell’Arpav di Verona, «è quel­lo di fare un’analisi del rap­por­to costi ben­efi­ci di questo poten­ziale servizio. Abbi­amo iden­ti­fi­ca­to i prob­a­bili uten­ti, invi­a­to ques­tionari e rac­colto già parec­chie risposte».In sostan­za si trat­ta di capire la ricadu­ta, in ter­mi­ni di agrom­e­te­o­rolo­gia ad esem­pio, o per la , di un servizio di “now­cast­ing”, ovvero di pre­vi­sioni degli even­ti atmos­feri­ci su scala locale e in tem­pi ristret­ti, al mas­si­mo 24 ore.«L’area veronese prescelta», riprende la Pred­i­ca­tori, «è con­sid­er­a­ta una delle più gran­dini­gene: ci sono in media 40 tem­po­rali all’anno, 30 grand­i­nate». La for­mazione di un tem­po­rale è rap­i­da, un paio d’ore, e cal­co­larne l’arrivo e l’intensità non è pos­si­bile con il radar del cen­tro mete­o­ro­logi­co di Teo­lo, vali­do invece per le pre­vi­sioni su vas­to rag­gio. Quel­lo di Valeg­gio, dunque, andrebbe ad inte­grare il sistema.I ques­tionari sono sta­ti for­ni­ti ad alcune soci­età autostradali, alle soci­età veliche, al Con­sorzio dife­sa pro­duzioni agri­cole. «Pro­prio dagli agri­coltori», spie­gano nel­la sede veronese dell’Arpav dove ieri mat­ti­na era in cor­so una riu­nione oper­a­ti­va del prog­et­to, «arri­va il mag­gior inter­esse per questo genere di servizio di pre­vi­sione. La pre­vi­sione delle pre­cip­i­tazioni, ad esem­pio, con­sen­tirebbe di razion­al­iz­zare i trat­ta­men­ti delle colti­vazioni». Per quan­to riguar­da il lago di Gar­da, un vali­do sis­tema di aller­ta potrebbe tenere a ter­ra o far rien­trare in tem­po chi vuole nav­i­gare, oltre che met­tere in preavvi­so le forze di pri­mo inter­ven­to. Per quan­to riguar­da i radar col­lo­cati nelle val­late alpine, questi dareb­bero impor­tan­ti indi­cazioni prin­ci­pal­mente per la ges­tione delle risorse idriche.

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