Molto materiale bellico non è ancora stato recuperato. A Limone riemerso un proiettile da mortaio della Seconda Guerra mentre si sono perse le tracce degli ordigni della missione in Kossovo

Sul fondo del lago una Stantabarbara

Di Luca Delpozzo
Luca Belligoli

Il Gar­da cela nelle sue acque un enorme arse­nale; ingom­brante ered­ità di even­ti bel­li­ci anche recen­ti come il con­flit­to che due anni fa ha mar­to­ri­a­to il Koso­vo. A ricor­darce­lo sono i ritrova­men­ti di ordig­ni che avven­gono qua­si a caden­za cicli­ca sulle coste del Bena­co. Qualche giorno fa sul­la spi­ag­gia di Limone un bam­bi­no tedesco si è ritrova­to fra le mani un proi­et­tile da mor­taio di 75 mil­limetri del­la Sec­on­da guer­ra mon­di­ale. Il vec­chio ordig­no lun­go una trenti­na di cen­timetri, è sta­to fat­to bril­lare dagli arti­ficieri del­l’e­serci­to dalle par­ti di Tremo­sine. L’al­larme bombe sul Gar­da è sal­i­to alla rib­al­ta nazionale il 16 aprile 1999, quan­do un F15 del­la Nato, di ritorno da una mis­sione in Koso­vo, in dif­fi­coltà per man­can­za di car­bu­rante, sgan­ciò nel lago sei bombe pri­ma di atter­rare all’aero­por­to di Ghe­di. Nem­meno la Mari­na Mil­itare è rius­ci­ta a indi­vid­uare e recu­per­ate quel fardel­lo esplo­si­vo che prob­a­bil­mente giace sul fon­dale del Bas­so Gar­da. Ma anche nelle acque set­ten­tri­on­ali del Bena­co bombe e proi­et­tili non dovreb­bero man­care spe­cial­mente dalle par­ti del­l’iso­la del Trimel­one. Su quel lem­bo di roc­cia che emerge al largo di Bren­zone cinquan­t’an­ni fa, nel pri­mo dopoguer­ra, esplose una casamat­ta nel­la quale era­no cus­todite armi e munizioni che per buona parte finirono nel lago. Da una spon­da all’al­tra. A Maner­ba nel 1976 sono state recu­per­ate oltre 200 granate, altre tre­cen­to ne sono state ripescate a Toscolano nel 1983. Ma il record spet­ta a Riva; nel 1984 al ter­mine di un’­opera di bonifi­ca i mil­i­tari rius­cirono a iner­tiz­zare cir­ca 30mila granate. A Desen­zano nel 1991 ven­nero alla luce centi­na­ia di proi­et­tili e 400 bombe a mano; sem­pre nelle acque del­la cap­i­tale del bas­so lago bres­ciano nel 1999 sono sta­ti trovati numerosi proi­et­tili da mor­taio. Nel 1994 al largo di Toscolano sono state indi­vid­u­ate cinque bombe d’aereo; il bot­ti­no è sta­to più ric­co l’an­no scor­so quan­do a Sirmione la «pesca» ha frut­ta­to ai mil­i­tari un ric­co bot­ti­no: set­tan­ta bombe d’aereo e diver­si proi­et­tili da mortaio.

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