Soffrono i canneti, problemi per gli aliscafi

Sul Garda affiorano nuove spiagge e calette

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Ques­ta tor­ri­da estate africana, che non ha risparmi­a­to nem­meno il , ha un piacev­ole rovescio del­la medaglia. A causa del­l’ab­bas­sa­men­to dei liv­el­li del Bena­co — sot­to di qua­si un metro e mez­zo rispet­to alla nor­ma — stan­no emer­gen­do delle spi­aggette e delle calette di cui non si conosce­va nem­meno l’e­sisten­za. Sepolte fino­ra dal­l’ac­qua, a Cam­pi­one, Tremo­sine, Tig­nale stan­no affio­ran­do delle inse­n­a­ture nat­u­rali sulle quali i più for­tu­nati si godono la tintarel­la. Sono calette che dur­eran­no poche set­ti­mane per­ché poi, molto prob­a­bil­mente, ritorner­an­no sot­t’ac­qua. Anche attorno alle , a Sirmione, è pos­si­bile passeg­gia­re tran­quil­la­mente, spo­stan­dosi sulle ban­cate roc­ciose in prece­den­za cop­erte dall’acqua. Ma non è tut­ta grazia, purtrop­po, il momen­to attuale che vede il più grande lago ital­iano impov­er­i­to d’ac­qua, anche se la situ­azione in gen­erale res­ta sot­to con­trol­lo. Ieri (i dati sono del­la ) il liv­el­lo era attes­ta­to sui 25 cen­timetri sopra lo zero idro­met­ri­co, ben lon­tano anco­ra dai 15, che rap­p­re­sen­tano la soglia di crisi. Lo scari­co a valle era di 56 metri cubi al sec­on­do. In situ­azioni del genere la pri­ma a risen­tirne è la di lin­ea: traghet­ti, bat­tel­li, ma soprat­tut­to alis­cafi, han­no un pescag­gio notev­ole, tra i 4 e i 5 metri. Se il liv­el­lo dovesse abbas­sar­si ulte­ri­or­mente, i prob­le­mi mag­giori li avreb­bero pro­prio gli alis­cafi, che comunque ver­reb­bero sos­ti­tu­iti dai cata­ma­rani. A ris­chio i por­tic­ci­oli più interni e quel­li in cui l’ul­ti­mo dra­gag­gio risale a parec­chi anni fa. I can­neti com­in­ciano a sof­frire di tan­to cal­do e del­l’ab­bas­sa­men­to del lago. Ma non c’è un allarme imme­di­a­to. Sul­l’it­tio­fau­na il dis­cor­so è invece più arti­co­la­to. Abbi­amo rac­colto il parere di due pesca­tori pro­fes­sion­isti, Mar­co Cav­al­laro, di Desen­zano, che è anche esper­to del­la com­mis­sione provin­ciale del­la pesca, e Adeli­no Sig­nori, di Sirmione. Entram­bi, lo dici­amo subito, sono sul­la stes­sa lunghez­za d’on­da. «Il tem­po del­la ripro­duzione dei pesci è già ter­mi­na­to in pri­mav­era — com­men­ta Cav­al­laro — quin­di non ci sono prob­le­mi. Prob­le­mi invece li noti­amo nel­la pesca del core­gone, per­ché è un pesce che predilige le acque fres­che e, per­ciò, si tiene lon­tano dal­la cos­ta. C’è un rovescio del­la medaglia pos­i­ti­vo, se vogliamo: ed è la sar­di­na. Pro­prio a causa del grande cal­do di giug­no, questo pesce ha antic­i­pa­to la ripro­duzione a mag­gio. Di luc­ci, per esem­pio — ril­e­va anco­ra Cav­al­laro — se ne stan­no pren­den­do un sac­co, per­ché è vorace e quin­di si avvic­i­na ovunque». E le alghe? «Le alghe purtrop­po van­no in putre­fazione e non può cos­ti­tuire un ali­men­to per una cer­ta parte degli acquati­ci». Anche Adeli­no Sig­nori con­fer­ma «che i nidi dei pesci e degli acquati­ci sono già sta­ti abban­do­nati dai pic­coli, in questo peri­o­do han­no già depos­to le loro uova i cavé­dani, le aole, le arborelle. I can­neti invece sof­frono ma, in com­p­lesso, la pesca si sta sal­van­do. Molti pesci, che preferiscono le acque pro­fonde, sono scom­par­si ed è dif­fi­cile pren­der­li. Quel che può creare delle malau­gu­rate morìe — spie­ga Sig­nori — è l’assen­za di ossigeno: man­can­do il ven­to e le pre­cip­i­tazioni, il lago mostra caren­ze di ossigeno, vitale per i pesci».