Una centrale elettronica collegata con gli impianti di allarme nelle case private

Sul Garda arrivano le ronde notturne di vigili

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Di Luca Delpozzo
Andrea Biglia

Con­tro la ban­da delle ville ieri a Maner­ba i sette comu­ni del­la Valte­n­e­si, retroter­ra del Gar­da — 10mila case iso­late — han­no sot­to­scrit­to con il prefet­to di Bres­cia Anna Maria Can­cel­lieri una san­ta allean­za. Da metà otto­bre tutte le not­ti, dalle 19 alle 7, il ter­ri­to­rio sarà pat­tuglia­to dai vig­ili urbani — pri­mo caso in Italia — e in con­tem­po­ranea entr­erà in fun­zione una cen­trale capace di lan­cia­re l’allarme in tem­po reale. I pri­vati, a loro vol­ta, pos­sono soll­e­vare i pon­ti lev­a­toi del­la sicurez­za tec­no­log­i­ca: una con­ven­zione tra Maner­ba e la Gpd di Andria (Bari) con­sente a prezzi con­tenu­ti — si parte da 3 mil­ioni — di attrez­zare l’abitazione con sofisti­cati sis­te­mi di allarme col­le­gati, via Gsm, alla medes­i­ma cen­trale, oltre che al cel­lu­lare del pro­pri­etario nel caso sia fuori casa. Lo stes­so mec­ca­n­is­mo vale con il tele­soc­cor­so che si appli­ca al col­lo come una caten­i­na. Han­no già ader­i­to 400 famiglie. «Siamo in sta­to d’assedio, certe ville sono state rap­inate più volte — dice il sin­da­co di Maner­ba -. Così è nato il piano “Valte­n­e­si sicu­ra”. Cos­to? Per il Comune 400 mil­ioni. In cam­bio, spe­ri­amo, il ritorno alla vita nor­male». Alla fir­ma del pro­to­col­lo era­no pre­sen­ti il pres­i­dente del­la Provin­cia Alber­to Cav­al­li, il que­store Pao­lo Scarpis e uffi­ciali dei . «Ques­ta malavi­ta si com­bat­te coor­di­nan­do le forze in cam­po — sot­to­lin­ea il prefet­to Can­cel­lieri — e l’ inter­ven­to dei vig­ili sarà prezioso. Cer­to, occor­rono anche altre mis­ure: norme effi­caci per allon­tanare i clan­des­ti­ni e l’eliminazione di tan­ti ghet­ti. Ma la Valte­n­e­si ha fat­to un grosso pas­so in avan­ti». Così i vig­ili del­la zona, coor­di­nati dal coman­dante di Maner­ba Gian­fran­co Rossi, ris­erver­an­no 6 ore set­ti­manali alle ronde not­turne. Con un po’ di opera di con­vinzione qua­si tut­ti i 21 addet­ti han­no accetta­to i nuovi impeg­ni. E un con­sul­to con Roma ha con­fer­ma­to che anche loro han­no facoltà di iden­ti­fi­care per­sone sospette o fer­mare chi è colto in fla­gran­za (in prog­et­to una cam­era di sicurez­za). Ovvi­a­mente, sen­za sovrap­por­si a polizia e cara­binieri. Ogni anom­alia viene imme­di­ata­mente reg­is­tra­ta dal­la cen­trale, dice Domeni­co Troia, ammin­is­tra­tore del­la Gpd: che cosa in par­ti­co­lare viene manomes­so — la fines­tra, una por­ta — e al pri­mo seg­nale di pre­sen­ze estra­nee si accende l’illuminazione. «Ma va com­bat­tuto anche il sec­on­do liv­el­lo del­la delin­quen­za — sot­to­lin­ea il sin­da­co di Padenghe Gian­car­lo Alle­gri — quei sig­nori che inve­stono il denaro sporco. Da noi oper­a­no soci­età edilizie sospette». Il Gar­da, osser­va l’assessore provin­ciale , vuol dire 7 mil­ioni e mez­zo di pre­sen­ze di tur­isti. La pau­ra delle rap­ine rischia di com­pro­met­tere anche la mag­giore ric­chez­za del lago.

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