Cinquant'anni prima della Siora Veronica un altro bragozzo navigava il lago

Sul Garda il fantasma del Norge

27/06/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Un ven­to più furi­bon­do e teso di qualunque for­tu­nale sof­fia nelle vele del­la «Sio­ra Veron­i­ca», il bragoz­zo vara­to domeni­ca scor­sa da Hans Ren­ner che intende uti­liz­zar­lo per crociere tur­is­tiche sul lago: il ven­to del­la nos­tal­gia, degli anni che scap­pano uno dietro all’al­tro in fuga rapinosa, cam­bian­do le carte in tavola sen­za che uno nem­meno se ne accor­ga. Il giorno stes­so in cui è apparsa sul gior­nale la notizia del­la fes­ta in piaz­za per la Sio­ra Veron­i­ca, è piom­bato in redazione, sec­co come un chio­do, abbron­za­to ed azz­i­ma­to come un fig­uri­no, Guer­ri­no Delana, ottan­ta e più pri­ma­vere sulle spalle. Nelle manone agi­tate in con­tin­u­azione, un ritaglio del­l’Al­to Adi­ge del 5 agos­to 1959 che annun­ci­a­va, con tito­lo su tre colonne ed una foto (qua­si una rar­ità nel gri­giore di piom­bo delle pagine di quegli anni) che il Norge II era tor­na­to a veleg­gia­re sul lago. Il Guer­ri­no, sem­pre pron­to a cav­al­care nuove imp­rese per sbar­care il lunario, ave­va sco­v­a­to a Toscolano un bar­cone mez­zo sfas­ci­a­to, l’ave­va com­pra­to, tira­to col moto­scafo Adri­ano (non­no degli Speedy) con­dot­to da Gui­do Dan­ti a Mal­ce­sine al cantiere Fel­trinel­li dove l’ave­vano rimes­so a nuo­vo. Luc­ci­cante e splen­di­do, con un paio di vele dip­inte da Arri­go Dal Lago, rib­atez­za­to Norge II (il Norge I era la bar­ca di Lui­gi Bigio Delana, padre di Guer­ri­no), il bar­cone por­ta­va in giro, agli ordi­ni del cap­i­tano Chi­cari­ni, i rap­p­re­sen­tan­ti delle prime agen­zie di viag­gi che, dopo i dis­as­tri del­la guer­ra, sta­vano rior­ga­niz­zan­do il tur­is­mo europeo e risco­pren­do il Gar­da. Cinquan­t’an­ni più tar­di la sto­ria si ripete: uno scafo pri­ma dimen­ti­ca­to e poi rimes­so a nuo­vo, vara­to col suo cari­co di prog­et­ti per l’avvenire. Il ved­er­lo scrit­to ha costret­to Guer­ri­no Delana a mis­urare tut­t’in­tera la dis­tan­za in cui il Norge è spro­fonda­to. Nes­suna sor­pre­sa se il vec­chio mari­naio ha avu­to uno scat­to.