Servono traghettini veloci per rivoluzionare il trasporto su acqua. Chincarini e Passionelli vogliono rilanciare l’azienda pubblica e il servizio per i pendolari

Sul Garda il modello Sydney

Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

Il sen­a­tore e sin­da­co di Peschiera, , coor­di­na­tore del­la com­mis­sione gov­er­na­ti­va incar­i­ca­ta di stu­di­are le emer­gen­ze del , insieme al sin­da­co di Tor­ri, , ha deciso di affrontare il tema del trasporto pub­bli­co sulle acque del lago. Chin­car­i­ni ha mes­so in agen­da per set­tem­bre la con­vo­cazione di un tavo­lo di trat­ta­ti­va, a nome dei sin­daci del­la spon­da veronese, con i ver­ti­ci region­ali, nazion­ali e con il gestore gov­er­na­ti­vo, . «È da decen­ni che lo svilup­po del­la è bloc­ca­to», spie­ga il sen­a­tore leghista, «bisogna pas­sare dal­la ges­tione com­mis­sar­i­ale a una polit­i­ca di rilan­cio del servizio, sfrut­tan­do la pro­fes­sion­al­ità di chi vi lavo­ra. La com­pe­ten­za su questo trasporto deve pas­sare alle Regioni e ai Comu­ni». Pas­sionel­li entra nel­lo speci­fi­co ed elen­ca i cam­bi­a­men­ti nec­es­sari: «Innanz­i­tut­to il trasporto deve divenire più veloce, con corse ogni 15 o 30 minu­ti, con mezzi veloci come gli alis­cafi, che fan­no tut­ta la trat­ta da Riva a Desen­zano in 40 minu­ti. Il servizio deve pros­eguire anche alla sera, mag­a­ri fino alle due di notte, come fun­ziona in molti trasporti cit­ta­di­ni, per dare la pos­si­bil­ità al tur­ista di Tor­ri, che mag­a­ri vuole andare a cena a Limone, di trovare il mez­zo per far­lo. Da Tor­ri ci sono solo due bat­tel­li al giorno, uno alle 11.15 che arri­va a Riva alle 13.30 e un altro alle 18.35 che arri­va a Sirmione alle 20.05». Pas­sionel­li ha anche un esem­pio con­cre­to da portare a mod­el­lo: «La baia di Syd­ney, in Aus­tralia», affer­ma, «è con­for­ma­ta in modo molto sim­i­le al Gar­da ed è col­le­ga­ta con un servizio di traghet­ti­ni per trasporto per­sone che fun­ziona come un servizio di auto­bus. Ma sen­za andare tan­to lon­tano, un altro esem­pio è il trasporto traghet­ti di Venezia. Il Gar­da ha bisog­no di un sis­tema di questo tipo, per fare fronte alla con­ges­tione del­la su gom­ma». Di met­ro­pol­i­tana sull’acqua è da tan­to che si par­la sul lago, il sis­tema però deve essere dota­to di mezzi. Il sin­da­co di Tor­ri è dras­ti­co: «Lo sta­to di fat­to è un servizio non all’altezza del tur­is­mo che abbi­amo. Non si può pre­tendere che il tur­ista ven­ga e paghi fior di quat­tri­ni se quan­do si muove rimane per ore sul­la stra­da o ad atten­dere i bat­tel­li. Il bat­tel­lo sulle trat­te di media dis­tan­za, tipo Gar­da-Salò, imp­ie­ga mez­za gior­na­ta, questo è folle. La un tem­po era migliore, c’erano più corse e più fer­mate». Chin­car­i­ni, a sua vol­ta, sot­to­lin­ea la neces­sità, intan­to, di com­in­cia­re a par­larne. «Il nos­tro com­pi­to», sostiene, «è quel­lo di fotogra­fare la realtà, poi tutte le isti­tuzioni dovran­no fare la loro parte. Peschiera, come Desen­zano, è sede del ricovero not­turno delle imbar­cazioni del­la Nav­i­gar­da, che ha l’esclusiva di un trat­to di area a Pun­ta Mari­na, dove finisce il lago ed inizia il Min­cio. Se venis­sero trasferite le com­pe­ten­ze agli enti locali per noi quell’area sarebbe molto preziosa, lo Sta­to gestisce una porzione bel­lis­si­ma del nos­tro ter­ri­to­rio, esclu­den­do­ci». «È chiaro», pros­egue il sin­da­co di Peschiera, «che per inter­ven­ti di questo tipo serve il medio o lun­go peri­o­do, anche 10 anni per­ché qual­cosa si muo­va, ma sti­amo par­lan­do del sis­tema lago: se investi e una polit­i­ca di lun­go respiro, tra 10 anni tor­na tut­to, se las­ci fer­mo lo svilup­po del trasporto, invece, per­di tut­to». Anche il sin­da­co di , Pietro Meschi, entra nel mer­i­to del­la ques­tione. «Il traf­fi­co su stra­da deve essere risolto, gli stes­si auto­bus riman­gono bloc­cati, la via dell’acqua è una delle risorse che abbi­amo, ma ci vogliono molti servizi che adesso man­cano. Sul lago coman­dano tut­ti eccet­to gli ammin­is­tra­tori locali. Sul nos­tro ter­ri­to­rio c’è il molo di Cisano: è sem­pre sta­to un attrac­co ma da anni è sta­to sop­pres­so, men­tre per la frazione sarebbe impor­tante venisse ripristi­na­to». Nel dar voce al prob­le­ma si unisce ai sin­daci Michele Bertuc­co, pres­i­dente provin­ciale di Legam­bi­ente: «La nav­igazione va poten­zi­a­ta e non deve avere solo final­ità tur­is­tiche, deve diventare sis­tema per ridurre il traf­fi­co inquinante sul­la garde­sana e per facil­itare i col­lega­men­ti fra i comu­ni del Gar­da. La Nav­i­gar­da deve parte­ci­pare ai tavoli sui prob­le­mi del­la mobil­ità del lago, non ci sem­bra purtrop­po che l’azienda pen­si la stes­sa cosa». I sin­daci di Peschiera, Tor­ri e Bar­dolino pro­pon­gono delle soluzioni, par­tendo dal pre­sup­pos­to delle final­ità del trasporto. Gior­gio Pas­sionel­li spie­ga: «Il servizio da crociera va bene, ma il servizio pri­or­i­tario è quel­lo del trasporto pub­bli­co. Tut­ti i miei col­leghi del­la spon­da veronese sono con­cor­di con ques­ta tesi. Il giro del lago è lun­go 150 chilometri; l’attraversata 75 chilometri: ser­vono imbar­cazioni pic­cole che par­tano a orari caden­za­ti. Lun­go il per­cor­so ci vogliono più deposi­ti per le barche, con attrac­chi nuovi per le fer­mate not­turne». «Il servizio ora», con­tin­ua il pri­mo cit­tadi­no di Tor­ri, «è fat­to con bat­tel­li che por­tano centi­na­ia di passeg­geri. Di questi mezzi ne può bastare qual­cuno ad uso tur­is­ti­co, men­tre ser­vono soprat­tut­to imbar­cazioni fun­zion­ali al pen­dolar­is­mo. È chiaro che per met­tere in acqua un servizio di questo tipo ci vogliono finanzi­a­men­ti enor­mi e non ci saran­no gran­di guadag­ni, però mi chiedo se un servizio pub­bli­co deve per forza essere in atti­vo quan­do va a miglio­rare la qual­ità di vita di tut­ti, per giun­ta copren­do un’area inter­re­gionale». Chin­car­i­ni e Pas­sionel­li han­no anche già un’idea su come com­in­cia­re ad appli­care la riv­o­luzione dei trasporti. «Servirebbe un con­sorzio o una soci­età con tut­ti i Comu­ni, le Provin­cie e le Regioni, che potreb­bero accedere a finanzi­a­men­ti anche europei oltre che nazion­ali. Bisogna rifare sia flot­ta che ges­tione. Chi costru­isce por­ti nuovi può fare anche attrac­chi per i bat­telli­ni e per le fer­mate not­turne». Umber­to Chin­car­i­ni pre­cisa che per risol­vere i prob­le­mi di mobil­ità occorre la sin­er­gia di tut­ti: «I Comu­ni pos­sono inter­venire sul­la via­bil­ità locale e creare parcheg­gi e aree di scam­bio, Vene­to Strade inter­viene sul­la garde­sana, il Genio Civile sui por­ti, Nav­i­gar­da sug­li orari e sug­li inves­ti­men­ti». Un labir­in­to di isti­tuzioni, se si pen­sa che il Gar­da è sogget­to a tre Regioni, tre Provin­cie e moltissi­mi Comu­ni, tut­ti da met­tere d’accordo, men­tre la com­pe­ten­za per la nav­igazione pub­bli­ca è statale. Pietro Meschi ricor­da: «Imbar­cazioni pic­cole, di nuo­va gen­er­azione, non han­no bisog­no di fon­dali par­ti­co­lari, quin­di oltre ad essere più veloci e meno inquinan­ti, potreb­bero rag­giun­gere molte più local­ità». Ad esem­pio il molo di , nuo­vo e già chiu­so causa il bas­so liv­el­lo dell’acqua.