Una situazione diametralmente opposta anche se ad accelerare il potenziamento ci volle una disgrazia, avvenuta nel 1998. L’Arma e la Finanza, ma anche Polizia di Stato e Guardia costiera vigilano sul bacino benacense

Sul Garda un’autentica flotta

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Se il lago d’Iseo lamen­ta d’essere trascu­ra­to sul ver­sante di sicurez­za e con­trol­li, il fratel­lo più grande, il , sei volte l’estensione del Sebi­no, sta sicu­ra­mente meglio in fat­to di pron­to inter­ven­to e sicurez­za del­la . È vero che il flus­so tur­is­ti­co sul Bena­co è impo­nente, tan­to da ren­der­lo una delle mete tur­is­tiche più sig­ni­fica­tive del Bel­paese. Ma il divario è uguale­mente notev­ole, e forse il lago d’Iseo qualche ragione per lamen­tar­si in fon­do ce l’ha. SUL LAGO di Gar­da (fonte: , 2009) i han­no mezzi navali a Desen­zano, Salò, Riva e Peschiera, la a Peschiera e Riva, la a Salò (ed una in arri­vo a Desen­zano), i Vig­ili del Fuo­co a Desen­zano, Salò, , Tor­ri del Bena­co e Riva e, infine, la a Salò e Gargnano. A ques­ta aut­en­ti­ca flot­ta che sol­ca, chi nel­la sta­gione esti­va, chi nei fine set­ti­mana e chi, come la Guardia Costiera 24 ore su 24 in 365 giorni l’anno, si deve aggiun­gere quel­la delle asso­ci­azioni di volon­tari­a­to: i han­no un’imbarcazione a Salò, la Croce Rossa a Sirmione e Bar­dolino, i Volon­tari di Tremo­sine in loco e il Servizio di sal­va­men­to a Mal­ce­sine. C’è poi la Polizia urbana di Sirmione che, di recente, ha mes­so in acqua un’idromoto che fa servizio di vig­i­lan­za lun­go il litorale. Eppure, appe­na dieci anni fa di questi mezzi ce n’erano in servizio neanche un ter­zo. Nell’agosto 1998, però, a scuotere le coscien­ze e il las­sis­mo delle isti­tuzioni pre­poste, fu la trage­dia di una famigli­o­la scozzese che, noleg­gia­to un moto­scafo a Limone, fu tra­vol­ta da un improvvi­so nubifra­gio che s’abbattè sul lago. Morirono in tre. Seguirono polemiche e proteste, molti si chiesero se il Gar­da potesse essere con­sid­er­a­to un lago davvero sicuro dopo che una famiglia di tur­isti rimas­ta aggrap­pa­ta ad una bar­ca roves­ci­a­ta per metà pomerig­gio ed un’intera notte, venne soc­cor­sa, ormai trop­po tar­di, solo il mat­ti­no seguente dal bat­tel­lo spazz­i­no nel gol­fo di Desen­zano, sen­za più tre dei suoi naufraghi. LA COMUNITÀ del Gar­da, a quel tem­po pre­siedu­ta da Ade­lio Zanel­li, pro­mosse un giro di incon­tri a Roma con il diri­gente Olivia Pos­tori­no, l’allora capo dell’Ispettorato di Por­to, Edoar­do Gavazzi e fun­zionari del min­istro Treu. Il risul­ta­to fu che Treu mandò un pre­sidio del­la Guardia Costiera di Venezia per tre mesi l’anno a Gargnano, Nel 2006, min­istro Bianchi (gov­er­no Pro­di), la pre­sen­za del­la Guardia costiera divenne per­ma­nente, con com­pi­ti di coor­di­na­men­to dei mezzi delle forze dell’ordine con una cen­trale oper­a­ti­va e due sos tele­foni­ci 1530 e 21300. La macchi­na dei soc­cor­si può ora con­tare su una flot­ta adegua­ta alle esi­gen­ze di sicurez­za per tur­isti e abi­tan­ti delle sponde garde­sane. Le imbar­cazione di cara­binieri o del­la Guardia costiera sono diven­tate nel tem­po un pun­to di rifer­i­men­to per chi­unque «uti­lizzi» il lago, scon­giu­ran­do tragedie sim­ili a quel­la del 1998.