La Camera di commercio di Verona ha presentato un proprio studio dedicato al Garda-Baldo. Turismo e vino le attività che fanno da traino all’imprenditoria locale

Sul lago l’economia decolla

11/06/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Il tur­is­mo e il . Sono questi i volani dell’economia garde­sana e del Bal­do, con un anda­men­to in con­tin­ua cresci­ta: il dato viene dal­lo stu­dio degli indi­ca­tori eco­nomi­ci del ter­ri­to­rio real­iz­za­to dal servizio stu­di e ricer­ca del­la cam­era di com­mer­cio di Verona, pre­sen­ta­to ieri mat­ti­na all’ex chiesa Dis­ci­plina nell’ambito del­la sec­on­da edi­zione dell’iniziativa «La Cam­era di com­mer­cio incon­tra il ter­ri­to­rio». All’incontro han­no pre­so parte, oltre ad alcu­ni ammin­is­tra­tori locali, il pres­i­dente del­la Provin­cia di Verona, Elio Mose­le, l’assessore provin­ciale ai trasporti, Luca Sebas­tiano; pre­sente anche il dep­u­ta­to Fed­eri­co Tes­ta, nom­i­na­to in com­mis­sione attiv­ità pro­dut­tive, com­mer­cio e tur­is­mo. Quel­la di Bar­dolino è la terza tap­pa del ciclo di incon­tri orga­niz­za­to per pre­sentare questo lavoro. «Questo appun­ta­men­to ha un par­ti­co­lare sig­ni­fi­ca­to per la Cam­era di com­mer­cio», ha det­to il pres­i­dente dell’ente, Fabio Bor­to­lazzi, «per­ché rap­p­re­sen­ta un modo con­cre­to di essere vici­ni al ter­ri­to­rio di per­ti­nen­za e di col­lab­o­rare alla sua cresci­ta. Le nuove sfide del mer­ca­to inter­nazionale ci pon­gono nel­la neces­sità di dis­porre in tem­po reale dei dati eco­nomi­ci , da cui ricavare gli anda­men­ti: ele­men­ti, questi, indis­pens­abili per la pro­gram­mazione delle linee di sviluppo».Il pres­i­dente del­la Cam­era di com­mer­cio ha sot­to­lin­eato l’elemento di novità del­lo stu­dio real­iz­za­to quest’anno: l’analisi dei bilan­ci delle soci­età di capitali.«Se rius­cire­mo a con­fer­mare ques­ta anal­isi per almeno tre anni, potremo avere un quadro anco­ra più pre­ciso del­la solid­ità, solvi­bil­ità e capac­ità di svilup­po e raf­forza­men­to del sis­tema imp­rese veronese. Anche questo è un ele­men­to che ci aiu­ta nell’affrontare nel modo cor­ret­to il futuro del­la nos­tra econo­mia». Bor­to­lazzi ha evi­den­zi­a­to la col­lab­o­razione con l’ di Verona e con la Provin­cia ringrazian­do, per questo, il pres­i­dente Elio Mose­le. «Il nos­tro ter­ri­to­rio e l’area Bal­do Gar­da vivono un momen­to di ripresa», ha det­to Mose­le, «un impren­di­tore di Bar­dolino mi dice­va che ad aprile ave­va reg­is­tra­to un più 35 per cen­to rispet­to all’anno prece­dente. Per questo dob­bi­amo ringraziare il ruo­lo delle isti­tuzioni, che han­no dota­to quest’area di infra­strut­ture impor­tan­ti: aero­por­to, autostrade». «Chiedo alla Cam­era di com­mer­cio di essere pre­sente nel­la ges­tione delle infra­strut­ture e del­la realtà eco­nom­i­ca provin­ciale, che ha nel baci­no del Gar­da uno dei suoi attrat­tori prin­ci­pali. La col­lab­o­razione è la scelta per la proiezione del nos­tro ter­ri­to­rio in un futuro che mi auguro pos­i­ti­vo». Alcu­ni dati del­la ricer­ca: delle oltre 89mila imp­rese attive nel­la provin­cia di Verona al quar­to trimestre 2005, 8.693 fan­no rifer­i­men­to a pae­si dell’area del Bal­do Gar­da; e tra questi il pri­ma­to appar­tiene a Castel­n­uo­vo, 1.080 imp­rese attive, segui­to da Peschiera con 1.004. Nell’area la mag­giore inci­den­za è data dalle attiv­ità legate al tur­is­mo, in par­ti­co­lare la voce «alberghi e ris­toran­ti», che con 1.229 imp­rese rap­p­re­sen­ta il 14,1 per cen­to delle imp­rese attive del ter­ri­to­rio, rispet­to al dato provin­ciale che è del 5,2.È Mal­ce­sine il comune con il mag­gior numero di queste strut­ture recettive, 220, segui­to da Lazise (172), Bar­dolino (171) e Peschiera (145).Dal 2000 al 2005 l’incremento di imp­rese attive in ques­ta parte del ter­ri­to­rio veronese è sta­to del 10,2 per cen­to: qua­si il doppio dell’aumento (6,6) di imp­rese reg­is­tra­to a liv­el­lo provinciale.«Viviamo in una provin­cia for­tu­na­ta rispet­to all’andamento nazionale e l’area Bal­do Gar­da ne rap­p­re­sen­ta un ango­lo par­ti­co­lar­mente felice. Ma non dob­bi­amo per questo fer­mar­ci: l’invito», ha det­to Bor­to­lazzi, «è di andare ver­so forme di aziende orga­niz­zate e di cer­care per i set­tori trainan­ti, il vino ad esem­pio, forme di unifi­cazione». «Ciò sig­nifi­ca non perdi­ta di iden­tità o di autono­mia azien­dale ben­sì met­tere insieme i servizi, come avviene in tutte le fil­iere, per pre­sen­tar­si alla grande dis­tribuzione con pac­chet­ti com­pleti. Dob­bi­amo raf­forzaci per con­trastare com­peti­tori sem­pre più agguerriti».

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