Il sindaco Fiorenzo Pienazza non è dell’idea di chiudere al traffico il lungolago di Desenzano

Sul lungolago di Desenzano «una pedonalizzazione a metà»

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Di Luca Delpozzo
Desenzano del Garda

Il sin­da­co Fioren­zo Pien­az­za non è dell’idea di chi­ud­ere al traf­fi­co il lun­go­la­go di Desen­zano, e non vede di buon occhio nem­meno l’ipotesi di far real­iz­zare a impren­di­tori pri­vati i nuovi parcheg­gi sot­ter­ranei di cui si par­la da anni sot­to piaz­za Cap­pel­let­ti e sot­to la mara­tona. Questi due ele­men­ti di chiarez­za sono arrivati mart­edì sera durante l’incontro con i com­mer­cianti, gli alber­ga­tori e i rap­p­re­sen­tan­ti delle cat­e­gorie eco­nomiche, riu­ni­ti per dis­cutere di e traf­fi­co in cen­tro stori­co. Sul­la pedonal­iz­zazione del lun­go­la­go, Pien­az­za è sta­to piut­tosto chiaro: «Se vietas­si­mo la cir­co­lazione — ha det­to — avrem­mo ogni giorno del­la set­ti­mana la situ­azione che si ver­i­fi­ca al mart­edì, quan­do c’è il mer­ca­to e tut­to il traf­fi­co va a intasare la vec­chia statale, con code e dis­a­gi per tut­ta la cit­tà». Da qui la soluzione scelta: la stra­da è più stret­ta, las­tri­ca­ta con pavi­men­tazione di pre­gio, con veloc­ità lim­i­ta­ta a trenta chilometri orari, ma non chiusa al traf­fi­co. «Sarà una soluzione di com­pro­mes­so — ha spie­ga­to il sin­da­co — sostanzial­mente ded­i­ca­ta ai pedoni ma non ris­er­va­ta a loro». Con ques­ta filosofia dal 7 gen­naio com­in­cer­an­no i lavori di sis­temazione del trat­to com­pre­so fra la e il Ponte alla veneziana; per il resto del lun­go­la­go, cioè dal Parc hotel al Desen­zani­no, si vedrà più avan­ti ma il con­cet­to base è quel­lo enun­ci­a­to da Pien­az­za. Così dicen­do il sin­da­co ha scon­tenta­to diver­si abi­tan­ti del cen­tro stori­co, che anco­ra chiede­vano una com­ple­ta pedonal­iz­zazione. Ma il con­cet­to di Pien­az­za va abbas­tan­za incon­tro alle aspet­ta­tive dei com­mer­cianti. «Se si costringe la gente a parcheg­gia­re a un chilometro dai negozi, o a rischiare multe tut­ti i giorni, nes­suno ver­rà più qui a fare i suoi acquisti — ha det­to Giuseppe De Gasperi­ni, vice pres­i­dente dell’Associazione com­mer­cianti -. In uno sce­nario del genere molti negozi chi­ud­ereb­bero e Desen­zano diven­terebbe una cit­tà fan­tas­ma». Sil­vano Nem­ber del­la Con­fe­ser­centi: «Pedonal­iz­zare avrebbe sen­so se ci fos­sero abbas­tan­za parcheg­gi di prossim­ità, altri­men­ti si rischia di far saltare l’equilibrio tra le esi­gen­ze dei res­i­den­ti e quelle di chi, lavo­ran­do nei negozi e nei locali pub­bli­ci, è qui per guadag­nar­si il pane». È un tema, quel­lo dei parcheg­gi, che ha però mes­so d’accordo res­i­den­ti e com­mer­cianti: sono trop­po pochi, dicono con­cor­di. Sia da parte di Gior­gio Fez­zar­di del Comi­ta­to del cen­tro stori­co che di Ange­lo Zam­mari­ni del­la Ascom è tor­na­ta con forza la pro­pos­ta di real­iz­zare parcheg­gi inter­rati sot­to la mara­tona e sot­to piaz­za Cap­pel­let­ti: opere che ver­reb­bero real­iz­zate dai pri­vati, con una parte dei posti auto lib­era e in uso pub­bli­co, men­tre il resto rimar­rebbe ai finanzi­a­tori dell’opera che potreb­bero vendere garages sot­ter­ranei o ten­er­li per sè. È un’idea che non con­vince Pien­az­za: «In molti pae­si del lago, per esem­pio a Sirmione, i parcheg­gi a paga­men­to sono un capi­to­lo impor­tante dei bilan­ci comu­nali; ma se noi li las­ci­as­si­mo real­iz­zare dai pri­vati le strut­ture rester­an­no di loro pro­pri­età, e il Comune non potrà decidere nul­la, nem­meno sulle tar­iffe». Dunque bisogna stu­di­are soluzioni diverse, e già il Comune ha nom­i­na­to degli esper­ti per real­iz­zare un piano par­ti­co­lareg­gia­to delle soste nel cen­tro stori­co. I prog­et­ti per soluzioni con­crete arriver­an­no però fra qualche mese. Ma il lun­go­la­go non è solo mac­chine e parcheg­gi: «Dovrebbe essere una risor­sa, un volano tur­is­ti­co — ha det­to Vit­to­rio Ceri­ni a nome degli alber­ga­tori -. Invece, così com’è, il nos­tro lun­go­la­go è brut­to, fa pena: da questo pun­to di vista, siamo in ritar­do rispet­to a tut­ti gli altri comu­ni del Garda».

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