L'associazione, fondata cinque anni fa nel Basso Sarca, conta oggi 80 soci. Ma potrebbero essere di più. Nella Banca del Tempo il patrimonio è lo scambio di saperi

Sul tuo conto corrente? Ore preziose

18/03/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

Si fa un gran par­lare di qual­ità del­la vita, ma chissà per­ché molti trascu­ra­no uno dei modi più sem­pli­ci e diret­ti per miglio­rar­la: la riscop­er­ta degli altri e di se stes­si. La Ban­ca del Tem­po, un’as­so­ci­azione che più di altre vive di relazioni umane, è una sor­ta di carti­na tor­na­sole, per­ché il numero dei suoi soci in genere è diret­ta­mente pro­porzionale alla vivac­ità del tes­su­to sociale in cui opera. Anche nel Bas­so Sar­ca c’è la Ban­ca del Tem­po, l’han­no fon­da­ta cinque anni fa 35 per­sone. Oggi i soci sono rad­doppiati, ma potreb­bero essere molti di più, se solo la gente si decidesse ad uscire dal guscio.«Ognuno di noi — dice Car­la Passeri­ni, pres­i­dente del­l’as­so­ci­azione — ha in sè un grande poten­ziale che spes­so non ha la pos­si­bil­ità di esprimere. La Ban­ca del Tem­po aiu­ta a tirar­lo fuori, a val­oriz­zare ciò che di meglio sap­pi­amo fare. La nos­tra ric­chez­za sono le abil­ità, le conoscen­ze, le capac­ità di cias­cun socio. Met­ten­dole a dis­po­sizione degli altri attra­ver­so il mec­ca­n­is­mo del­lo scam­bio alla pari, creiamo non solo una rete di sol­i­da­ri­età fra i soci, ma rin­franchi­amo anche l’au­tosti­ma. Tut­to questo però diven­ta dif­fi­cile quan­do le per­sone non si conoscono abbas­tan­za da fidar­si l’u­na del­l’al­tra. Ecco per­ché insis­to nel dire che bisognerebbe parte­ci­pare di più alle attiv­ità del grup­po, agli incon­tri men­sili, alla vita sociale in genere».Ma per­ché uno dovrebbe aderire alla Ban­ca del Tem­po? «Per cen­to ragioni — risponde Luca Gel­mi, il vicepres­i­dente — per­ché cen­to sono i saperi che la Ban­ca mette a dis­po­sizione. Abbi­amo soci che offrono il loro tem­po per inseg­nar­ti a fare fotografie, a rica­mare, scia­re o per aiutare tuo figlio a recu­per­are in matem­at­i­ca; altri che aggius­tano la bici­clet­ta o il rubi­net­to che perde, altri anco­ra che ti accom­pa­g­nano al cin­e­ma o che al pos­to tuo fan­no la fila alla pos­ta o sbrig­ano una prat­i­ca in comune. La Ban­ca orga­niz­za lo scam­bio di prestazioni, che sem­pre, di qualunque natu­ra e qual­ità esse siano, ven­gono cal­co­late in tem­po. Le due ore che un socio imp­ie­ga, tan­to per fare un esem­pio, a tagliare l’er­ba del tuo gia­rdi­no, saran­no accred­i­tate sul suo «con­to cor­rente». Potrai essere tu stes­so, oppure un altro socio che è in deb­ito e che ha l’a­bil­ità o la disponi­bil­ità nec­es­saria, a resti­tuir­gliele cuci­nan­do per lui una tor­ta o badan­do al suo cane men­tre è in vacanza».La Ban­ca del Tem­po, aggiunge Car­la Passeri­ni, non è altro che un modo per risco­prire val­ori tradizion­ali e riat­ti­vare i rap­por­ti di buon vic­i­na­to che un tem­po si sta­bili­vano spon­tanea­mente nei pae­si. «Solo che il nos­tro sis­tema garan­tisce rec­i­proc­ità e par­ità. Per essere più chiari, la nos­tra non è un’as­so­ci­azione di volon­tari­a­to, per­ché ciò che dai pri­ma o poi, quan­do ne hai bisog­no e in forme diverse, ti ver­rà cer­ta­mente resti­tu­ito. Non è det­to poi che lo scam­bio avven­ga solo tra due soci. Sono diverse le attiv­ità col­let­tive del­la Ban­ca. Abbi­amo orga­niz­za­to molti incon­tri ed anche cor­si sug­li argo­men­ti più dis­parati, e devo dire che la parte­ci­pazione non è man­ca­ta, anzi. E le gite? Anche una gran bel­la espe­rien­za, resa pos­si­bile gra­zie ad una socia che conosce benis­si­mo la nos­tra zona ed i suoi angoli meno noti ma comunque incan­tevoli. Quan­do aderisci a una Ban­ca del Tem­po — con­clude Car­la Passeri­ni — lo in genere per­ché cre­di pos­sa tornar­ti utile. Se poi ci rimani non è solo per questo moti­vo, ma anche per­ché val­orizzi le tue risorse, i tuoi saperi, per­ché ti grat­i­fi­ca. Infine per­ché ti per­me­tte di sco­prire il meglio degli altri».

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