In flessione d'un 10% il mercato germanico della scarpa: in fiera per confrontare le strategie di mercato. Non servono più ampliamenti degli spazi, ma servizi migliori

Sull’Expo Schuh l’ombra della crisi

15/01/2003 in Economia
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Di Luca Delpozzo

In questi tren­t’an­ni Riva schuh è cresci­u­ta tan­to che ormai i cli­en­ti, tito­lari di gran­di catene di dis­tribuzione sparse in tut­to il mon­do, non riescono più a vagliare le offerte di tut­ti gli stand: lo affer­ma il sign­or Eich­holz, fonda­tore e pres­i­dente emer­i­to del­la man­i­fes­tazione rivana che con­clude: «La fiera è già trop­po grande, con 800 espos­i­tori siamo arrivati al lim­ite fisiologico».I motivi per las­cia­re in lista d’at­te­sa un dis­cre­to numero di espos­i­tori, soprat­tut­to asi­ati­ci, sono strut­turali e con­giun­tu­rali. Da una parte la Ger­ma­nia, che rap­p­re­sen­ta il mag­giore mer­ca­to europeo, sta conoscen­do una crisi mai vista, una fles­sione nel­l’or­dine del 10% delle ven­dite, pre­oc­cu­pazione per il pos­to di lavoro, con­trazione degli acquisi­ti per pru­den­za e per minore disponi­bil­ità. In quest’ot­ti­ca la fiera è diven­ta­ta anche pun­to d’in­con­tro in cui gli oper­a­tori con­frontano le strete­gie per super­are le dif­fi­coltà del momen­to. Le accresciute dif­fi­coltà di mer­ca­to han­no costret­to a molti­pli­care l’of­fer­ta ed accel­er­are la pro­duzione. Una vol­ta a gen­naio di rac­coglievano gli ordi­ni per l’au­tun­no inver­no suc­ces­si­vo; adesso i pro­dut­tori sono in gra­do di sod­dis­fare richi­este con con­seg­na a feb­braio-mar­zo: nes­suno rischia più grossi acquisti sul lun­go peri­o­do per non intasare di mer­ce inven­du­ta (e paga­ta) i mag­a­zz­i­ni. Ne con­segue che i rap­p­re­sen­tan­ti rin­no­vano il cat­a­l­o­go anche quat­tro o sei volte nei dod­i­ci mesi: tan­to occorre essere sveg­li e pron­ti a cat­turare disponi­bil­ità anche min­i­mali del mer­ca­to per soprav­vi­vere in un mer­ca­to dove la tor­ta è sem­pre la stes­sa ma i com­men­sali aumen­tano di numero e d’ap­peti­to. L’in­va­sione di mer­ce in espo­sizione è diven­ta­ta così immen­sa che i cli­en­ti arrivano col pre­cat­a­l­o­go sul quale si sono seg­nati i prodot­ti più vici­ni alle rispet­tive esi­gen­ze: quel­li guardano e tut­to il resto è come non ci fos­se. Riva, con­clude Eich­holz, deve solo miglio­rare i servizi, come cit­tà e come fiera, per ten­er­si la gal­li­na dalle uova d’oro.

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