Assemblea pubblica sull’Alta capacità. «Il cantiere decennale avrà effetti collaterali imprevedibili»

Super-treno carico di troppe incognite

19/01/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Roberto Darra

Quale futuro per il prog­et­to di lin­ea fer­roviaria alta veloc­ità, in par­ti­co­lare sul­la parte di trac­cia­to che inter­es­sa le province di Bres­cia e Verona? Una doman­da impeg­na­ti­va, soprat­tut­to in rifer­i­men­to alle con­seguen­ze ambi­en­tali del­la grande opera infra­strut­turale, a cui cercherà di rispon­dere l’assemblea pub­bli­ca con­vo­ca­ta ven­erdì alle ore 20.30 nell’aula magna delle scuole medie di Lona­to. Ad orga­niz­zare l’iniziativa la «Lista per Lona­to», il Comi­ta­to svilup­po sosteni­bile, il Coor­di­na­men­to provin­ciale dei Comi­tati ambi­en­tali, il Grup­po ambi­ente di Cal­ci­na­to. Parte­ci­pano all’incontro Fed­eri­co Lori­ni ed Eras­mo Venosi del Comi­ta­to sci­en­tifi­co del­la Con­feren­za per­ma­nente dei sin­daci delle trat­te alta veloc­ità Nord Est. Ha dato la pro­pria ade­sione il coor­di­na­men­to provin­ciale cir­coli «Legam­bi­ente». La lin­ea di alta veloc­ità inter­esserà il Comune di Lona­to con un trac­cia­to qua­si intera­mente in gal­le­ria. Un tun­nel arti­fi­ciale a ridos­so dell’azienda Fer­alpi, a fian­co dell’autostrada ed il piaz­za­le di stoccag­gio del­la pro­duzione del­la «Wier­er», per pros­eguire poi in doppia gal­le­ria nat­u­rale fino a dopo il casel­lo autostradale di Desen­zano. Sette chilometri in doppio tun­nel con un fronte di 40 metri. «Sul trat­to di inter­esse per Lona­to — spie­ga Gio­van­ni Con­tiero del­la Lista — si presterà par­ti­co­lare atten­zione alle prob­lem­atiche gen­er­ate dal­la real­iz­zazione del­la gal­le­ria e soprat­tut­to sulle ques­tioni legate alla cantier­iz­zazione dell’opera e la via­bil­ità da definire per la real­iz­zazione stes­sa. Per quan­to riguar­da le realtà pro­dut­tive inter­es­sate dall’imbocco del­la gal­le­ria pos­ta ver­so Cal­ci­na­to, va seg­nala­ta la stip­u­la di un accor­do, che coin­volge le ditte Wier­er, Fogli­a­ta e Con­sorzio di imp­rese che dovrebbe real­iz­zare l’opera, e che prevede la des­ti­nazione di aree all’interno del Pl4 di Fogli­a­ta, di stoccag­gio tem­po­ra­neo del­la pro­duzione, vis­to che i piaz­za­li delle due indus­trie sono inter­es­sati dal pas­sag­gio dell’opera. Da evi­den­ziare il fat­to che Fer­alpi non parte­ci­pa all’accordo, e sul trac­cia­to ha pre­sen­ta­to pro­prio ricor­so al Tar. Il trac­cia­to prevede la parziale demolizione di una parte sep­pur min­i­ma dei capan­noni dell’azienda siderur­gi­ca». E anco­ra: «Nell’accordo — pros­egue Con­tiero -, viene inoltre indi­vid­u­a­ta la pos­si­bile area di cantiere per la real­iz­zazione dell’opera. Un’area che va dall’autostrada A4 fino a via Salera, a ridos­so del­la fer­rovia. Un’area che ospiterà le strut­ture di servizio al cantiere, il depos­i­to dei mate­ri­ali e mezzi ed il trat­ta­men­to dei mate­ri­ali per il dis­in­quina­men­to dopo il proces­so di escav­azione. Un cantiere la cui preved­i­bile dura­ta è di dieci anni». I prin­ci­pali prob­le­mi dell’opera nel­la sua fase di real­iz­zazione riguardano sicu­ra­mente la via­bil­ità, per le migli­a­ia di mezzi che arriver­an­no e lascer­an­no il cantiere. Una via­bil­ità che dovrebbe inter­es­sare via Cam­pagna ed il sovrap­pas­so autostradale in prossim­ità del­la Wier­er ver­so la frazione Cam­pagna da un lato ed il sot­topas­so via Napoleone Tirale dall’altro. A liv­el­lo prog­et­tuale non è anco­ra sta­ta trova­ta rispos­ta al prob­le­ma via­bil­ità che dovrebbe inter­es­sare, nei ter­mi­ni di preved­i­bile dis­a­gio i cit­ta­di­ni di Cam­pagna e via Tirale e del­la zona arti­gianale Pip Moli­ni. «Il Comune di Lona­to — con­clude Con­tiero — ha rimes­so in dis­cus­sione la stra­da di col­lega­men­to sot­topas­so — Pip Moli­ni, pre­tenden­do una parte­ci­pazione di Cepav alla sua real­iz­zazione. L’enorme area di cantiere è indi­vid­u­a­ta nel nuo­vo Prg, come area da des­ti­nar­si a stan­dard urban­is­ti­ci per la real­iz­zazione di inter­ven­ti di ril­e­van­za pub­bli­ca e di servizi. Si pone il prob­le­ma dell’esproprio tem­po­ra­neo dell’area ai pri­vati per l’installazione nel cantiere o in alter­na­ti­va dell’acquisto dell’area da parte del Comune, con assun­zione di mutuo e rel­a­ti­vo inden­niz­zo da parte di Cepav in prospet­ti­va del futuro uti­liz­zo come area di stan­dard pub­bli­co». Ques­tioni che riman­gono aper­ti come l’incertezza sulle pre­vi­sioni di inizio lavori.