Sopralluogo dei tecnici a Peschiera e Castelnuovo alla ricerca degli 85mila metri quadri del quartier generale. Chincarini: «Mettiamo alloggi e magazzini nell’area demaniale»

Supertreni, si studia il cantiere

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

I tec­ni­ci di Cepav (Con­sorzio Eni per l’) e han­no effet­tua­to un sopral­lu­o­go nelle aree di Peschiera e Castel­n­uo­vo inter­es­sate non solo dall’attraversamento del­la nuo­va lin­ea fer­roviaria ad alta veloc­ità, ma anche dal cantiere, des­ti­na­to a rimanere aper­to per diver­si anni. La del­egazione ha super­vi­sion­a­to in mat­ti­na­ta il ter­ri­to­rio di Peschiera e nel pomerig­gio quel­lo di Castel­n­uo­vo. Abbi­amo vis­to le aree del San­tu­ario e laghet­to del Frassi­no, dell’insediamento indus­tri­ale Arda e la zona denom­i­na­ta Mano di fer­ro, al con­fine con il comune man­to­vano di Pon­ti sul Min­cio», spie­ga il sin­da­co , «ser­vono due aree di vastis­sime dimen­sioni: una di 50mila metri qua­drati per ospitare la zona in cui gli operai vivran­no negli anni del cantiere, e un’altra di cir­ca 35 mila dove saran­no ubi­cati i deposi­ti dei mate­ri­ali e dei mezzi». È ques­ta la realtà che pre­oc­cu­pa mag­gior­mente il sin­da­co di Peschiera: l’utilizzo, qua­si una sor­ta di occu­pazione, del ter­ri­to­rio; per evitare questo pro­prio da Chin­car­i­ni è arriva­ta la pro­pos­ta di usare le aree dema­niali adi­a­cen­ti al casel­lo autostradale aril­i­cense, tra l’atro già dotate di capan­noni, che potreb­bero essere facil­mente adat­tati per ospitare operai e tec­ni­ci. «Dis­cutere di questo non è solo impor­tante, è fon­da­men­tale per il futuro del nos­tro ter­ri­to­rio. E invece dall’ispezione di mart­edì sono emer­si due dati: quel­lo pos­i­ti­vo è l’aver trova­to da parte di Cepav e Tav la mas­si­ma disponi­bil­ità e corte­sia; vedere i luoghi diret­ta­mente ha por­ta­to anche loro a ren­der­si con­to delle crit­ic­ità del nos­tro ter­ri­to­rio ed è chiara la loro volon­tà di arrivare quan­to pri­ma alla Con­feren­za di servizi». «A fronte di questo, però, bisogna con­statare l’assenza, nonos­tante le promesse, del­la Regione e del­la Provin­cia: quest’ultima ha manda­to un fun­zionario, per­sona cor­dialis­si­ma, ma nes­sun diri­gente né, tan­to meno, un asses­sore». «È ques­ta assen­za a pre­oc­cu­pare oltremo­do», sot­to­lin­ea Chin­car­i­ni, «il prob­le­ma più grande, infat­ti, non è il trac­cia­to, di cui si è par­la­to per anni; è quel­lo che può calare sulle nos­tre aree adesso: ora si decide di come sarà la vita del nos­tro paese nei prossi­mi 10 anni. Ed è triste con­statare che, anco­ra una vol­ta, le realtà locali ven­gono las­ci­ate da sole e Regione e Provin­cia con­tin­u­ano ad essere assen­ti. Esat­ta­mente come il demanio, che deve dirci se pos­si­amo o meno uti­liz­zare le sue aree e quei capan­noni evi­tan­do di dev­astare il ter­ri­to­rio con il cantiere per la Tav». E anche se questo cantiere è des­ti­na­to a pesare soprat­tut­to su Peschiera, anche per Castel­n­uo­vo le per­p­lessità sono molte. «Con­cor­do pien­amente con il col­le­ga Chin­car­i­ni», dice Mau­r­izio Bernar­di, «l’incontro con Cepav e Tav è sta­to senz’altro utilis­si­mo, ma lo sarebbe potu­to essere molto di più con la parte­ci­pazione di tut­ti gli attori di questo prog­et­to. Da noi non c’era nem­meno il fun­zionario del­la Provin­cia. Ce n’era, però, uno di Soci­età autostrade, in pre­vi­sione del nuo­vo casel­lo autostradale». Il sin­da­co di Castel­n­uo­vo sot­to­lin­ea che anche questo prog­et­to «con­tribuirà a sot­to­lin­eare la crit­ic­ità mag­giore del nos­tro ter­ri­to­rio che res­ta quel­lo del­la ». Il nuo­vo casel­lo potrebbe sof­fo­care di traf­fi­co il cen­tro abi­ta­to di Castel­n­uo­vo: l’incontro con i tec­ni­ci di Cepav e Tav era una buona occa­sione per par­lare anche del pros­egui­men­to del­la vari­ante alla statale sino a Verona nord. «Ave­va­mo un’opportunità per trovare le soluzioni migliori e pen­sare alle risorse nec­es­sarie. L’assenza dei sogget­ti più impor­tan­ti», com­men­ta con amarez­za Bernar­di, «svilisce anche il ten­ta­ti­vo di risol­vere i prob­le­mi. I sig­nori dell’Alta veloc­ità sono in fase di approvazione del prog­et­to defin­i­ti­vo. Questo sig­nifi­ca: passer­e­mo di lì. Dunque è tar­di per scelte che com­portereb­bero stravol­gi­men­ti del trac­cia­to; ma è nec­es­sario fare in modo che per la Con­feren­za di servizi tut­ti si pos­sa lavo­rare insieme per pro­teggere il ter­ri­to­rio dalle con­seguen­ze del­la real­iz­zazione di un’infrastruttura di tale portata».

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