Castelnuovo e Peschiera ribadiscono la contrarietà al tracciato e sono pronti a scendere in piazza Conferenza di servizi il 19 a Roma ma per il Comitato non c’è tempo per le osservazioni

Supertreni, una fermata in tribunale per salvare il santuario e l’ambi

08/12/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Basso lago

Castel­n­uo­vo e Peschiera han­no con­fer­ma­to la loro con­tra­ri­età alla lin­ea fer­roviaria dell’, o Alta capac­ità, e si prepara­no a pre­sen­tar­la uffi­cial­mente a Roma, nel­la Con­feren­za di servizi con­vo­ca­ta per giovedì 19. Una battaglia nel­la quale si pro­fi­la anche la pos­si­bil­ità di un ricor­so al Tri­bunale ammin­is­tra­ti­vo regionale da parte del Comi­ta­to di tutela del san­tu­ario del Frassi­no e del ter­ri­to­rio. «Sti­amo lavo­ran­do in ques­ta direzione, con il sup­por­to di uno staff tec­ni­co dell’ di Pado­va che ne sta val­u­tan­do i ter­mi­ni», spie­ga Lau­ra Richel­li, por­tav­oce del comi­ta­to, «anche per­ché sul quo­tid­i­ano L’Arena di ven­erdì scor­so, a pag­i­na 18, è sta­to pub­bli­ca­to l’avviso rel­a­ti­vo alla Con­feren­za di servizi del 19: se è vero che ci sono 60 giorni di tem­po per pre­sentare le osser­vazioni, ci chiedi­amo che val­ore può avere una Con­feren­za di servizi fat­ta pri­ma che siano trascor­si questi ter­mi­ni?». «E non è tut­to», con­tin­ua la Richel­li, «come si pos­sono chiedere ai cit­ta­di­ni le even­tu­ali osser­vazioni al prog­et­to quan­do di prog­et­ti, o ipote­si, ne esistono anco­ra almeno tre? Forse la , pri­ma di ques­ta richi­es­ta, dovrebbe definire qual è il trac­cia­to che intende real­iz­zare, in modo da con­sen­tire, a chi ne ha inten­zione, di pre­sentare osser­vazioni pun­tu­ali e per­ti­nen­ti. A questo pun­to c’è l’impressione che, come in altre occa­sioni, si stia cer­can­do, da qualche parte, di forzare tem­pi e deci­sioni ma sen­za che ve ne siano i pre­sup­posti». D’altra parte le per­p­lessità sono molte e lo han­no evi­den­zi­a­to sia gli ammin­is­tra­tori di Castel­n­uo­vo sia quel­li di Peschiera: a Castel­n­uo­vo, giovedì pomerig­gio, il Con­siglio comu­nale ha delib­er­a­to la pro­pria oppo­sizione al prog­et­to pur pre­ven­ti­van­do già una serie di richi­este a tutela del ter­ri­to­rio da pre­sentare a Roma nel caso in cui non ci fos­sero mar­gi­ni di dis­cus­sione sul trac­cia­to; diver­sa è la posizione emer­sa nell’incontro di ven­erdì sera a Peschiera, in un’affollatissima riu­nione pub­bli­ca, in cui l’amministrazione ha pre­sen­ta­to ai cit­ta­di­ni le ipote­si di trac­cia­to sca­tu­rite sino a oggi dal con­fron­to tra Comu­ni e Con­sorzio, il quale res­ta, però, piut­tosto anco­ra­to al dis­eg­no iniziale (Alta Veloc­ità par­al­lela all’A4). «Sostanzial­mente, siamo vici­ni a quan­to deciso a Castel­n­uo­vo», dice Michele Per­belli­ni, asses­sore alla , «nel sen­so che siamo real­isti e quin­di la pre­oc­cu­pazione di tute­lare il nos­tro ter­ri­to­rio sig­nifi­ca anche non esporlo ulte­ri­or­mente ai rischi che potreb­bero derivare dal perseguire un sog­no non con­cretiz­z­abile. Siamo, però, deter­mi­nati nel difend­ere Peschiera, attra­ver­sa­ta già da troppe infra­strut­ture; deve esistere la pos­si­bil­ità di un per­cor­so alter­na­ti­vo, più a sud, e che non ci dan­neg­gi, vis­to che nes­suno può garan­tire al 100 per cen­to che una sim­i­le opera non avrà riper­cus­sioni neg­a­tive». Il dibat­ti­to ha dato voce alle molte dif­fi­den­ze dei cit­ta­di­ni aril­i­cen­si nei con­fron­ti del trac­cia­to che li riguar­da (un susseguir­si di gal­lerie, inclusa quel­la di oltre due chilometri sot­to il San­tu­ario del Frassi­no, trincee e viadot­to sul Min­cio): la Tav come prog­et­to alter­na­ti­vo ad un vero svilup­po delle Fer­rovie, per le troppe risorse che toglierebbe a qualunque altro dis­eg­no; le vio­lazioni e man­cate promesse con cui si con­frontano quo­tid­i­ana­mente le popo­lazioni del cen­tro Italia per il prog­et­to Alta veloc­ità che li riguar­da; la poca con­sid­er­azione dell’impatto di un sim­i­le inter­ven­to su un ter­ri­to­rio che insiste su un sot­to­suo­lo del­i­catis­si­mo, argilloso, non cer­to roc­cia, e pieno di falde acquifere; il ten­ta­ti­vo da parte del Con­sorzio, e di chi ne ha sposato la causa, di dividere il fronte dei Comu­ni; la con­vinzione che il portare l’attenzione su quale trac­cia­to indi­vid­uare ser­va solo a non far pen­sare al vero que­si­to, ovvero se l’Alta veloc­ità qui ser­va real­mente a qual­cuno o qual­cosa. «Seden­do­ci a Roma, ter­re­mo con­to di tut­ti gli inter­ven­ti di ques­ta sera», ha con­clu­so il sin­da­co Bruno Dal­la Pel­le­g­ri­na; «una così sen­ti­ta parte­ci­pazione ci raf­forza e fare­mo di tut­to per difend­ere il nos­tro ter­ri­to­rio cer­can­do, al tem­po stes­so, di essere propos­i­tivi; ci auguri­amo di trovare anco­ra mar­gi­ni di inte­sa altri­men­ti, se non avre­mo altra pos­si­bil­ità, ogni soluzione sarà utile, inclu­so, come già det­to, lo schier­ar­ci tut­ti sul Min­cio. E dopo ques­ta sera, pen­so che sare­mo davvero in molti».

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