Per il pesce da primato si scatena un’operazione delle guardie provinciali. I balneanti olandesi che l’avevano preso a nuoto, abbattendolo con un pugno, hanno violato le regole: 100 euro di contravvenzione e blocco amministrativo per l’esemplare da 20,5 c

Supertrota sotto sequestro. L’avevano già venduta per 350 euro, multat

17/07/2003 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

Seques­tra­ta per­ché pesca­ta abu­si­va­mente. L’eccezionale tro­ta di 20 chili e mez­zo cat­tura­ta mart­edì da un tur­ista olan­dese, aiu­ta­to da due con­nazion­ali, nel campeg­gio La Roc­ca, in local­ità San Pietro, è sta­ta pre­sa in con­seg­na dalle guardie provin­ciali. Dopo un pomerig­gio di accer­ta­men­ti, le guardie han­no potu­to accertare che il pesce era sta­to pesca­to sen­za licen­za e che quin­di non pote­va rimanere nelle mani di chi l’aveva recu­per­a­to. Tan­tomeno pote­va essere ven­du­to, come invece ave­va pen­sato di fare il tur­ista straniero che l’aveva mes­so all’asta in Inter­net. Un’asta che ave­va già atti­ra­to l’attenzione di vari poten­ziali acquiren­ti e che si era chiusa nel giro di poche ore. Ad aggiu­di­car­si lo stra­or­di­nario esem­plare, per le dimen­sioni da vero Guin­ness dei pri­mati, era sta­to Fab­rizio di Venosa, gestore del ris­torante La Log­gia Ram­bal­di, al por­to. Con­siglia­to e sprona­to dall’attore veronese , come tan­ti venu­to a conoscen­za dell’eccezionale ritrova­men­to, si era acca­parra­to la tro­ta per 350 euro. Vol­e­va imbal­samar­la e met­terela in mostra nel suo locale e lì era già arriva­to con il pesce quan­do ieri, nel tar­do pomerig­gio, le guardie provin­ciali si sono pre­sen­tate per prel­e­var­lo, dopo essere state al campeg­gio per multare il pesca­tore sen­za per­me­s­so: la sanzione per pesca abu­si­va pre­vista dal­la legge, 100 euro. L’entusiasmo del ris­tora­tore si è però subito smorza­to. «Una vol­ta ammi­ra­ta la super­ba pesca e super­a­ta l’euforia per una pos­si­bile abbuf­fa­ta con gli ami­ci», ave­va così spie­ga­to i motivi per cui ave­va com­per­a­to la tro­ta pri­ma che venisse seques­tra­ta da parte degli agen­ti provin­ciali, «ho pen­sato che sarebbe sta­to poco eti­co e soprat­tut­to immorale dis­trug­gere in quel modo un pesce tan­to eccezionale che nes­suno ne ricor­da di sim­ili. Così alla fine, sol­lecita­to anche dal sug­ger­i­men­to dell’amico Fabio Testi, ave­vo deciso di imbal­samare la tro­ta per poter­la esporre nel mio ris­torante, con tan­to di fotografie, così da tra­man­darne il ricor­do». Da una veloce ricer­ca era emer­so infat­ti che quel­lo cat­tura­to dai tre olan­desi sarebbe il più grosso esem­plare di tro­ta lacus­tre trova­to nelle acque del Gar­da. Resta­va un uni­co dub­bio, subito fuga­to: un’altra grossa tro­ta pre­sa alla vig­ilia di del 1973 da Paride e Pino Malfer di Gar­da, padre e figlio, non rag­giunge­va i 20 chili ma solo i 19 chili e tre etti. La tro­ta cat­tura­ta in local­ità San Pietro dai tre vacanzieri era sta­ta aggan­ci­a­ta in modo for­tunoso vis­to che gal­leg­gia­va boc­cheg­giante a pochi metri dal­la riva. È sta­to quin­di facile, per il trio olan­dese, tramor­ti­la con un pug­no, trasci­narla in spi­ag­gia e mostrar­la, sot­to gli occhi stupi­ti degli altri ospi­ti del campeg­gio, alle per­sone che si era­no pre­cip­i­tate dopo che si era sparsa la voce del­la stra­or­di­nar­ia pesca. Tut­to il resto è sta­to un con­tin­uo susseg­guir­si di colpi di sce­na, fino all’ultimo atto: il seque­stro amministrativo.

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