Il ricordo commosso del ministro per il figlio. La biblioteca, in via Fantoni, intitolata a Marzio Tremaglia

Taglio del nastro per il centro studi Rsi

03/12/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Ieri mat­ti­na, a Salò, è sta­ta inau­gu­ra­ta la del «Cen­tro stu­di e doc­u­men­tazione sul peri­o­do stori­co del­la Rsi», in via Fan­toni. Il pres­i­dente Rober­to Chiari­ni l’ha inti­to­la­ta a Marzio Tremaglia, l’asses­sore regionale pre­mat­u­ra­mente scom­par­so: un omag­gio per il con­trib­u­to pro­fu­so nel­la fase di cos­ti­tuzione. Tra i pre­sen­ti suo papà, il min­istro Mirko Tremaglia. Dopo il salu­to del sin­da­co , Chiari­ni ha affer­ma­to di non vol­er «togliere mer­i­ti ai tan­ti che si sono prodi­gati». Poi ha let­to un mes­sag­gio del pres­i­dente del­la , Rober­to Formigo­ni, e cita­to una frase di Margheri­ta Yource­nar, trat­ta da «Le mem­o­rie di Adri­ano»: fon­dare una bib­liote­ca è come costru­ire un granaio pub­bli­co. «Dif­fondere l’idea del­la com­pren­sione è un com­pi­to fon­da­men­tale delle isti­tuzioni — ha scrit­to Formigo­ni -, e vale per tut­ti i peri­o­di, anche per la Repub­bli­ca sociale ital­iana di Ben­i­to Mus­soli­ni, del­la cui fine ricorre il 60° anniver­sario. Marzio, uomo di pro­fon­da cul­tura, fu con me fin dal ’95: una sta­gione fat­ta di pas­sione e di lavoro. Per il Cen­tro stu­di stanz­iò 260 mil­ioni di vec­chie lire, ed acquistò i fon­di Sus­mel e Graziani, ora con­sulta­bili in modo analiti­co». Viviana Becca­los­si, numero 2 al Pirellone, ha det­to che «il Cen­tro stu­di ave­va bisog­no di un’anima (la bib­liote­ca) e di un ange­lo, Marzio. Abbi­amo cre­du­to nel suo sog­no. E la Regione farà la sua parte per quan­to riguar­da il sosteg­no e i finanzi­a­men­ti. Oggi non occorre riven­di­care, ma stu­di­are. Marzio era un uomo orgogliosa­mente di parte, ma con un pro­fon­do rispet­to nei con­fron­ti di tut­ti. Ques­ta inizia­ti­va è sta­ta con­tes­ta­ta. Ma chi non ha conoscen­za del pas­sato non può avere sper­anze per il futuro. L’amministrazione comu­nale di Predap­pio, da sem­pre di sin­is­tra, con­sid­era come tesori i luoghi del­la memo­ria, anche per motivi tur­is­ti­ci. Per­chè no Salò? Non occorre restau­rare, ma ricor­dare un deter­mi­na­to peri­o­do stori­co. Io riten­go che la pianta del­la toller­an­za pas­si attra­ver­so bib­lioteche come ques­ta, e mi auguro che da qui tran­siti­no uomi­ni di cul­tura, di tutte le par­ti». Sono poi inter­venu­ti il pres­i­dente del­la Provin­cia, Alber­to Cav­al­li, e l’onorevole Saglia («spero che, in Par­la­men­to, si pos­sa riconoscere il Cen­tro stu­di a liv­el­lo leg­isla­ti­vo»). Scop­er­ta la lapi­de ded­i­ca­ta allo scom­par­so, i pre­sen­ti si sono trasfer­i­ti all’interno del­la sala «del caminet­to». Mirko Tremaglia ha riper­cor­so alcu­ni momen­ti vis­su­ti col figlio: «Mi è dif­fi­cile pren­dere la paro­la — ha affer­ma­to -. E’ un’ emozione. Il giorno in cui sono diven­ta­to min­istro, nel giu­rare davan­ti al capo del­lo Sta­to, ho ded­i­ca­to quell’evento eccezionale a Marzio. Una gior­nal­ista scrisse: nel ’43 Mirko giurò per Salò (c’erano di mez­zo gli ide­ali), ora per la Repub­bli­ca, indi­can­do il cielo con la mano. Il gesto di un padre anti­co, che piange il figlio, ma tira drit­to. Io avrei volu­to pas­sare il tes­ti­mone a Marzio, invece è suc­ces­so il con­trario». Tremaglia ha poi ram­men­ta­to di avere cam­bi­a­to per due volte la Cos­ti­tuzione, facen­do approvare il voto a mil­ioni di ital­iani all’estero. Ter­mi­na­ta la cer­i­mo­nia, all’ho­tel Bel­lerive è sta­to pre­sen­ta­to «Le fonti per la sto­ria del­la Rsi», edi­to dal­la casa editrice Mar­silio di Venezia. Il vol­ume, cura­to dal soprint­en­dente del­l’Archiv­io cen­trale di Sta­to, Aldo Ric­ci, rac­coglie gli atti del con­veg­no tenu­to a Salò nel novem­bre 2003.

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