L'Anas pagherà gli agricoltori dopo 7 anni di continui rinvii. Per la consegna dei soldi ai coltivatori di Castiglione fissata una sala del municipio per i primi di dicembre

Tangenziale, arriva il saldo degli espropri

Di Luca Delpozzo

Se è vero, sarà una boc­ca­ta d’os­sigeno per i quar­an­ta agri­coltori, spol­pati nove anni fa del­la ter­ra des­ti­na­ta a sor­reg­gere la tan­gen­ziale di Cas­tiglione. Se invece è un altro bluff, gli espro­priati non staran­no cer­to con le mani in mano a far­si una bel­la risa­ta, ma passer­an­no alle maniere for­ti. E la protes­ta potrebbe anche arrivare a bloc­care la tan­gen­ziale. Ma dal­la parte del­l’Anas assi­cu­ra­no: «I sol­di ci sono. Gli agri­coltori avran­no la liq­uidazione del paga­men­to». E c’è anche una data: il 4 dicembre.Per la con­seg­na uffi­ciale del sal­do, in tut­to cir­ca un mil­iar­do, il ven­ti per cen­to di quel­lo che era il totale del deb­ito, è sta­ta preno­ta­ta una sala del munici­pio di Castiglione.Una cer­i­mo­nia uffi­ciale, che dovrebbe met­tere fine ad un tor­men­tone dura­to otto anni. Gli espro­priati era­no sta­ti pagati all’at­to del­la fir­ma del­l’ac­cor­do bonario dell’80% del­la cifra con­venu­ta. Ed oggi la notizia fa tirare un sospiro di sol­lie­vo a Car­lo Ansel­mi, vicedi­ret­tore del­la : «Dopo le nos­tre ripetute sol­lecitazioni final­mente abbi­amo avu­to le garanzie dal­la Prefet­tura- dice e aggiunge: «Se le promesse, e non me lo auguro, non ver­ran­no man­tenute, siamo pron­ti a scen­dere in cam­po e a bloc­care la strada».Il decre­to di espro­prio prevede­va che la liq­uidazione del ris­arci­men­to avvenisse dopo 5 anni dal­l’ac­cor­do da parte del­la dit­ta costrut­trice del­la tan­gen­ziale, la Mazzi di Verona. Nel ’98 il prefet­to pos­ticipò però tale ter­mine di altri due anni. Gli agri­coltori, sostenu­ti dalle asso­ci­azioni di cat­e­go­ria, ave­vano anche inten­zione di chiedere gli inter­es­si legali mat­u­rati nel frat­tem­po. Un’al­tra richi­es­ta era quel­la rel­a­ti­va ai cosid­det­ti ‘reli­quati inutilizzabili’.Durante i lavori, infat­ti, ven­nero inter­rot­ti i canali irrigui, che poi nel rifar­li era­no sta­ti allon­ta­nati dal­la sede stradale.Uno sposta­men­to che sec­on­do la Coldiret­ti ave­va cre­ato delle strisce di ter­reno inuti­liz­z­abile per gli agri­coltori. La Coldiret­ti, quin­di ave­va chiesto che l’Anas pagasse anche questo dan­no cre­ato ai coltivatori.A quan­to sem­bra, i ritar­di sareb­bero dovu­ti ad un buco finanziario.In sostan­za, l’Anas non avrebbe avu­to la disponi­bil­ità per il paga­men­to, facen­do così orec­chie da mer­cante ai ripetu­ti sol­leciti degli agri­coltori, delle asso­ci­azioni di cat­e­go­ria e perfi­no del prefet­to, che ave­va autor­iz­za­to gli espropri.«Avevano fini­to i sol­di- sin­te­tiz­za Ansel­mi- e per questo era sta­ta chi­es­ta una per­izia sup­ple­ti­va. Adesso spe­ri­amo che la vicen­da si concluda».