Intervento del settore ecologia e della polizia provinciale nell’area di Pergolana, Vanon e Piani di Clodia. L’assessore Marinoni: «Una vergogna la quantità di rifiuti che abbiamo trovato»

Task force in azione per ripulire il canneto

11/03/2003 in Attualità
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
(a.j.)

Il can­neto lacus­tre è un vero e pro­prio impianto di nat­u­rale dalle ele­vate prestazioni e dai costi nul­li. È in gra­do infat­ti di trasfor­mare, tramite alcune sue specie, sostanze forte­mente tossiche in com­posti organi­ci innocui. Ecco quin­di l’importanza di sal­va­guardare un’area che è di tran­sizione e giun­tu­ra tra eco­sis­tema acquati­co e quel­lo ter­restre, indis­pens­abile per assi­cu­rare la ripro­duzione dell’avifauna e di non poche specie ittiche. Par­tendo da questo impor­tante pre­sup­pos­to e nel­lo stes­so tem­po con il com­pi­to di provvedere alla pulizia e alla sal­va­guardia delle con­dizioni di igiene delle rive, l’amministrazione comu­nale lacisiense ha provve­du­to, una vol­ta ottenu­ta autor­iz­zazione da parte del set­tore fau­nis­ti­co-ambi­en­tale del­la Provin­cia, a inter­ven­ti di manuten­zione e pulizia dei can­neti e delle rive di sua com­pe­ten­za. Una squadra di addet­ti alla gui­da dell’assessore all’ecologia Fabio Mari­noni, del respon­s­abile comu­nale dell’area eco­log­i­ca Nan­do Chig­no­la e sot­to la sorveg­lian­za del Cor­po di polizia provin­ciale ha provve­du­to, nel mese di feb­braio, allo sfal­cio degli steli di can­na palus­tre. L’intervento ha inter­es­sato in par­ti­co­lare la zona a lago del­la Per­golana, Vanon e Piani di Clo­dia in quel di Pacen­go e ha por­ta­to, al fine di man­tenere la pos­si­bil­ità dell’insediamento delle specie a nid­i­fi­cazione pre­coce, allo sfal­cio di non più di due terzi del­la frazione di super­fi­cie com­p­lessi­va imm­er­sa nel can­neto, e per intero la parte per­ma­nente all’asciutto. «Oper­azione facil­i­ta­ta», fa pre­sente l’assessore comu­nale Mari­noni, «dal sosteg­no e dal­la col­lab­o­razione di per­son­ale mes­so a dis­po­sizione sia dai pro­pri­etari dei campeg­gi che dal­la base nau­ti­ca Car­avel­la. È sta­to così pos­si­bile un inter­ven­to a largo rag­gio ripristi­nan­do in alcu­ni pun­ti anche gli argi­ni che era­no sta­ti cor­rosi dalle onde, in modo così da garan­tire la con­tin­u­azione del­la passeg­gia­ta a lago per l’intero trat­to del ter­ri­to­rio riv­ieras­co di per­ti­nen­za del nos­tro comune». «Questo lavoro», pun­tu­al­iz­za Mari­noni, «ha por­ta­to a con­ferire nelle opporune dis­cariche una notev­ole quan­tità di rifiu­ti di ogni genere e non è sta­to sicu­ra­mente reso facile dall’alto liv­el­lo delle acque del lago, attes­ta­to in questo peri­o­do a 127 cen­timetri sopra lo zero idro­met­ri­co. Situ­azione ques­ta che pre­oc­cu­pa non poco in pre­vi­sione anche di pos­si­bili abbon­dan­ti pre­cip­i­tazioni tem­po­ralesche, che gen­eral­mente accom­pa­g­nano la sta­gione pri­maver­ile, nonché dal­lo sciogli­men­to in mon­tagna delle nevi­cate inver­nali». Per questi motivi Mari­noni ha inter­es­sato anche il prefet­to Francesco Gio­van­nuc­ci per chiedere un autorev­ole inter­ven­to nei con­fron­ti degli Enti pre­posti «affinché il liv­el­lo delle acque lacus­tri sia man­tenu­to costan­te­mente la di sot­to degli attuali pre­oc­cu­pan­ti val­ori».

Parole chiave: