Giornata di informazione al santuario sull’alta capacità. I contestatori: «Falde acquifere a rischio». I frati del Frassino aspergono di acqua santa i comitati contro i supertreni

Tav, benedetto chi protesta

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

La benedi­zione di padre Oreste Mar­ca­to, frate guardiano del san­tu­ario del­la , che ha asper­so di acqua san­ta gli espo­nen­ti dei comi­tati civi­ci con­tro la lin­ea fer­roviaria ad , ha chiu­so, nel tar­do pomerig­gio di domeni­ca, la gior­na­ta di infor­mazione sul con­tes­ta­to trac­cia­to dei supertreni, orga­niz­za­ta, pro­prio davan­ti alla chiesa, dal coor­di­na­men­to dei comi­tati. Alla man­i­fes­tazione han­no pre­so parte anche il sin­da­co di Peschiera, Bruno Dal­la Pel­le­g­ri­na, l’assessore al ter­ri­to­rio Michele Per­belli­ni, Anto­nio Ver­la­to di Italia Nos­tra ed Emilio Crosato, pres­i­dente del comi­ta­to per il Par­co delle . I comi­tati han­no pre­dis­pos­to dei tavoli per la con­sul­tazione del prog­et­to, mes­so a dis­po­sizione dal Comune di Peschiera, oltre a un’ ampia doc­u­men­tazione; era illus­tra­to anche il trac­cia­to alter­na­ti­vo, pro­pos­to anco­ra molti anni fa, a sud delle colline moreniche, soluzione tut­to­ra aus­pi­ca­ta dai comi­tati, dalle asso­ci­azioni ambi­en­tal­iste e dalle ammin­is­trazioni comu­nali che, anco­ra una vol­ta, han­no rib­a­di­to di non oppor­si al prog­et­to dell’alta veloc­ità in quan­to tale ma solo al suo pas­sag­gio in ques­ta parte del ter­ri­to­rio. Per dar meglio l’idea di cosa cam­bierebbe con la real­iz­zazione del­la nell’area del san­tu­ario, è sta­to usato del nas­tro per delim­itare la parte di piaz­za­le che ver­rebbe spaz­za­ta via, insieme a molte delle piante che ora fiancheg­giano il viale che con­giunge, in lin­ea diret­ta, la chiesa con la stat­ua ded­i­ca­ta alla Madon­na. E pro­prio ques­ta figu­ra è sem­bra­ta veg­liare per tut­ta la gior­na­ta sui molti che si sono avvi­c­i­nati dan­do così ragione a chi sostiene che la gran parte delle per­sone non ha un’idea esat­ta di cosa suc­ced­erebbe se il prog­et­to venisse real­iz­za­to; tan­to che i rap­p­re­sen­tan­ti dei comi­tati di Sona e San Boni­fa­cio han­no annun­ci­a­to altre gior­nate come quel­la di Peschiera in altre local­ità. «La Tav stravol­gerebbe rad­i­cal­mente l’attuale sce­nario», ha det­to Per­belli­ni, «ma questo sarebbe il meno; ben più gravi sono altri aspet­ti: sono pre­ven­ti­vati otto anni di cantiere, che sig­nif­i­cano otto, ma io cre­do molte di più, sta­gioni, tra cui quelle estive, con il prob­le­ma delle polveri in sospen­sione. Chi può dire quali e quan­ti dan­ni ciò com­porterà a cari­co dell’ambiente e del­la nos­tra econo­mia, lega­ta al tur­is­mo? Sono molti i dub­bi sul­la gal­le­ria nel­la zona del Frassi­no, per­ché abbas­san­dosi trop­po si com­pro­met­tereb­bero le falde acquifere; il laghet­to, sito di inter­esse comu­ni­tario, rischia di scom­par­ire. Un peri­co­lo ripetu­ta­mente seg­nala­to alle isti­tuzioni e che, in giug­no, è sta­to riconosci­u­to anche dal­la Regione, che lo ha scrit­to nel parere invi­a­to al min­is­tero delle Infra­strut­ture e Trasporti». Nel doc­u­men­to si rac­co­man­da «una par­ti­co­lare atten­zione a tutte le inter­feren­ze che l’opera potrà avere con suo­lo e sot­to­suo­lo e asset­to idro­ge­o­logi­co. Tali prob­le­mi, rel­a­tivi alla parte di trac­cia­to rica­dente nell’arco moreni­co del Gar­da, pos­sono avere effet­ti neg­a­tivi sull’alimentazione delle sor­gen­ti e su even­tu­ali fenomeni di sub­si­den­za». Nei prossi­mi giorni l’assessore con­tat­terà il min­istro per l’ambiente Altero Mat­te­oli, l’onorevole Ugo Mar­ti­nat, gli asses­sori e con­siglieri region­ali e i par­la­men­tari del col­le­gio veronese, per invi­tar­li «a pren­dere visione dei luoghi che sti­amo cer­can­do di difend­ere. Sono con­vin­to, infat­ti, che qua­si nes­suno conosca la realtà di cui si sta par­lan­do». Il sin­da­co Bruno Dal­la Pel­le­g­ri­na ha rib­a­di­to «la forte deter­mi­nazione dell’amministrazione a portare avan­ti la battaglia; il trac­cia­to va sposta­to: i tec­ni­ci non han­no mai det­to che ciò non è pos­si­bile, ma solo che nes­suno ha mai chiesto loro di preparare un altro prog­et­to. Spostare la Tav a sud delle colline moreniche è, dunque, solo ques­tione di volon­tà politica».