TAV Brescia, Giunta regionale approva parere su opera. Parolini: “salvaguardare turismo e agricoltura”

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Di Luigi Del Pozzo
 “C’è la richi­es­ta di gestire i cantieri in modo da min­i­miz­zare la super­fi­cie e il tem­po di occu­pazione dei ter­reni, quel­la di tute­lare alcu­ni ambiti speci­fi­ci come il sito palafit­ti­co­lo UNESCO del Lavagnone e di assi­cu­rare ai pen­dolari un servizio fer­roviario veloce ed effi­ciente sul­la lin­ea stor­i­ca, ma anche la neces­sità di inve­stire sul­la stazione di Mon­tichiari e la dis­po­sizione di col­lo­care impianti, strut­ture ammin­is­tra­tive e di servizi com­ple­men­tari fuori dall’aree più sen­si­bili dal pun­to di vista pae­sag­gis­ti­co, tur­is­ti­co, agri­co­lo e stori­co”. Sono queste alcune delle pre­scrizioni e delle rac­co­man­dazioni avan­zate da Mau­ro Paroli­ni, Asses­sore al Tur­is­mo, Com­mer­cio e Terziario, e con­tenute nel dis­pos­i­ti­vo approva­to oggi dal­la Giun­ta regionale riguardante il prog­et­to defin­i­ti­vo del­la Lin­ea AC/AV Tori­no-Venezia, trat­ta -Verona: lot­to fun­zionale Bres­cia-Verona. Ad annun­cia­r­lo è lo stes­so Paroli­ni, che in una nota dif­fusa al ter­mine del­la sedu­ta odier­na, ha sot­to­lin­eato l’importanza per il ter­ri­to­rio bres­ciano “di cogliere appieno le oppor­tu­nità di svilup­po offerte da ques­ta infra­strut­tura, sen­za però che i ben­efi­ci che ne derivano siano annul­lati dai pos­si­bili impat­ti neg­a­tivi nel­la sua realizzazione”.

TRASPORTO FERROVIARIO, GARANZIE PER I PENDOLARI — Tra le prin­ci­pali pre­scrizioni pro­poste da Paroli­ni e com­p­rese nel­la delib­era, quel­la di “garan­tire un servizio fer­roviario nazionale sul­la lin­ea stor­i­ca che man­ten­ga e, se pos­si­bile, incre­men­ti la fre­quen­za e la qual­ità dei treni, in par­ti­co­lare dei treni più veloci sul­la trat­ta Venezia — Verona — Desen­zano — Bres­cia — Milano con con­dizioni di sosteni­bil­ità e acces­si­bil­ità eco­nom­i­ca per pen­dolari e turisti”. 
“Tem­pi di per­cor­ren­za com­pro­mes­si e meno treni – ha denun­ci­a­to Paroli­ni – releghereb­bero il ter­ri­to­rio bres­ciano ad una posizione più per­ifer­i­ca rispet­to alla prospet­ti­va di ‘cit­tà lin­eare’ che crea la lin­ea Venezia-Milano. Ques­ta pre­scrizione è per­tan­to di fon­da­men­tale importanza”. 
STAZIONE DI MONTICHIARI – Nel doc­u­men­to, che sarà trasmes­so al Min­is­tero dei Trasporti, sono inoltre spec­ifi­cate alcune pre­scrizioni riguardan­ti la stazione di Mon­tichiari, tra le quali quel­la di prevedere la futu­ra real­iz­zazione dell’interconnessione con il ter­mi­nal aero­por­tuale. A tal propos­i­to, l’Assessore bres­ciano, che nei mesi scor­si ave­va crit­i­ca­to l’atto di ind­i­riz­zo licen­zi­a­to del­la Log­gia, ha evi­den­zi­a­to che “inve­stire su Mon­tichiari avrà moltepli­ci ricadute pos­i­tive sul tes­su­to eco­nom­i­co e sociale bres­ciano: oltre a ridurre l’impatto del cres­cente numero di treni sul cen­tro abi­ta­to di Bres­cia, che sarebbe pro­gres­si­va­mente insosteni­bile, si potran­no sfruttare al meglio le poten­zial­ità e le infra­strut­ture di un’area, quel­la dell’aeroporto di Mon­tichiari, facil­mente acces­si­bile da tut­to il ter­ri­to­rio bres­ciano, dalle aree tur­is­tiche e dalle province limitrofe”.
“La posizione strate­gi­ca del­la fer­ma­ta , la pre­sen­za dell’aeroporto, rag­giun­gi­bile diret­ta­mente dal­la stazione, il col­lega­men­to con l’arteria autostradale Milano-Venezia e la BREBEMI – ha spie­ga­to Paroli­ni — faran­no di Mon­tichiari un mod­er­no polo inter­modale uni­co in Italia e di pri­maria impor­tan­za in Europa a servizio dell’economia bres­ciana. Solo così sarà pos­si­bile val­oriz­zare adeguata­mente lo sca­lo aero­por­tuale e favorire un proces­so di cresci­ta che avrà reali effet­ti pos­i­tivi in ter­mi­ni di posti di lavoro e attrat­tiv­ità”.
CAVE DI PRESTITO Nel comu­ni­ca­to Paroli­ni ha poi evi­den­zi­a­to “qualche per­p­lessità” in mer­i­to alle pre­scrizioni riguardan­ti le cave di presti­to. “Avrei prefer­i­to una for­mu­lazione più cat­e­gor­i­ca su ques­ta ques­tione – ha pre­cisato l’Assessore – preve­den­done l’eliminazione, invece del­la lin­ea più mor­bi­da adot­ta­ta dall’Assessorato all’ambiente, che pure ne chiede una rad­i­cale riduzione”.
TURISMO E TUTELA AGRICOLTURA — “Il prog­et­to defin­i­ti­vo del­la TAV inter­es­sa 21 Comu­ni del­la zona a sud e a est di Bres­cia. Di questi, 8 sono sta­ti riconosciu­ti da come Comu­ni a valen­za tur­is­ti­ca. Per questo – ha aggiun­to Paroli­ni – nel­la redazione di queste osser­vazioni abbi­amo sot­to­lin­eato la neces­sità di ridurre al min­i­mo le aree occu­pate e l’impatto sul ter­ri­to­rio”. L’Assessore ha infine ottenu­to l’inserimento di altre pre­scrizioni riguardan­ti la cantier­iz­zazione e la di cantiere, in par­ti­co­lare per  le lavo­razioni del­la gal­le­ria in prossim­ità del­la Casci­na Ser­raglio (Comune di Desen­zano) e il man­ten­i­men­to del fab­bri­ca­to del­la Casci­na Roveg­lia (Comune di Poz­zolen­go), nonché quel­la di “tute­lare la pro­duzione viti­co­la, che nel D.O.C. del Lugana tro­va la mas­si­ma eccel­len­za ed esprime un legame intrin­seco con il pro­prio ter­ri­to­rio. Oltre a min­i­miz­zare l’occupazione delle aree – ha con­clu­so Paroli­ni — la Regione pre­scrive la ricostruzione delle super­fi­ci vitate, garan­ten­do anche adeguati inden­nizzi alle aziende inter­es­sate dagli espropri”.

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