Comitati allarmati dalla Laganà: «Significa che non sono state svolte le indagini preliminari al progetto». Lo Studio geotecnico italiano ha chiesto al Comune documenti sul territorio

Tav, scoppia il caso geologico

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Il Comune non figu­ra tra quel­li invi­tati dall’assessore provin­ciale Gilber­to Poz­zani all’incontro di mart­edì sul­la : il fat­to ha allar­ma­to ulte­ri­or­mente i Comi­tati che da tem­po si oppon­gono alla real­iz­zazione del­la nuo­va trat­ta fer­roviaria. «Ce lo ha con­fer­ma­to lo stes­so com­mis­sario prefet­tizio», spie­ga la por­tav­oce Lau­ra Richel­li, «le abbi­amo chiesto di ten­er­ci infor­mati su questo incon­tro e su quan­to sta acca­den­do vis­to che Peschiera finirà per essere il paese più mas­sacra­to dai supertreni». Sul prog­et­to con­tin­u­ano a restare aper­ti molti inter­rog­a­tivi. «Non potrebbe essere altri­men­ti», con­tin­ua Richel­li, «vis­to e con­sid­er­a­to che il Comune si è vis­to richiedere, solo pochi giorni fa, una serie di doc­u­men­tazioni dal­lo Stu­dio geot­ec­ni­co ital­iano, incar­i­ca­to da Aquater spa di carat­ter­iz­zare l’area inter­feri­ta dal­la trat­ta -Verona da un pun­to di vista idro­ge­o­logi­co». «In prat­i­ca al Comune è sta­to chiesto di fornire la carte del reti­co­lo idro­grafi­co e del­la per­me­abil­ità, l’ubicazione di pozzi e sor­gen­ti, let­ture piezo­met­riche peri­odiche e, infine, i dati meteo-cli­mati­ci e riguardan­ti il chimis­mo delle acque. Ma su quali basi ci si può sen­tire tran­quil­li, ci doman­di­amo, se solo ora ven­gono richi­esti ele­men­ti così impor­tan­ti pre­lim­inare a un qual­si­asi prog­et­to dopo anni che si dis­cute su un tragit­to Tav che, pur non essendo esec­u­ti­vo, non è mai sta­to pos­si­bile mod­i­fi­care?». «E se da queste anal­isi emergessero inter­feren­ze pesan­ti con risorse d’acqua, che accadrebbe? Ecco per­ché non cre­di­amo alle ras­si­cu­razioni dell’assessore Poz­zani così come a quelle sen­tite da politi­ci e tec­ni­ci del­la Tav in questi anni. La richi­es­ta giun­ta al Comune, e par­ti­ta da Milano in data 16 gen­naio 2004, tes­ti­mo­nia che certe ver­i­fiche geo­logiche sono anco­ra da eseguire e che la locale e ad uso cantieri è anco­ra tut­ta da pro­gram­mare. E c’è già chi par­la di espro­pri». La richi­es­ta pre­sen­ta­ta da parte del­lo Stu­dio geot­ec­ni­co ital­iano «sem­bra des­ti­na­ta a rac­cogliere notizie utili più alla ese­cuzione delle opere e ges­tione dei cantieri piut­tosto che des­ti­nate, ad esem­pio, ad una val­u­tazione di impat­to ambi­en­tale», è il parere del geol­o­go Alber­to Fred­do. «E non si può esclud­ere», sot­to­lin­ea, «che il raf­fron­to tra la doc­u­men­tazione speci­fi­ca sug­li aspet­ti idro­ge­o­logi­ci e il dis­eg­no del trac­cia­to fac­cia emerg­ere prob­lem­atiche non pre­viste dal prog­et­to esistente. D’altra parte, in questo sen­so non sono più state fat­te indagi­ni da almeno un decen­nio». «Il Comi­ta­to desidera quin­di rib­adire», riprende la Richel­li, «la pro­pria crit­i­ca all’opera, crit­i­ca che non è stru­men­tale ma moti­va­ta dai dan­ni irrepara­bili che ver­ran­no arrecati a questo paese». «Sarebbe triste», con­tin­ua la Richel­li, «dover­ci ritrovare, tra qualche anno, nel­la situ­azione di Firen­ze», scrivono i Comi­tati in un doc­u­men­to con­seg­na­to al com­mis­sario Laganà, «dove il tri­bunale ha chiesto il rin­vio a giudizio dei respon­s­abili del con­sorzio Cavet per il prog­et­to del­la Bologna-Firen­ze. I reati con­tes­ta­ti van­no dal prosci­uga­men­to di risorse idriche ai fanghi immes­si nei fos­si dei fon­di e nei ter­reni agri­coli, dal­la dif­fu­sione nell’ambiente di sostanze tossiche alla perdi­ta di com­bustibile o car­bu­rante: c’è tut­to, e di più, in un elen­co di tre pagine». Il Comune, nel frat­tem­po, attende una rispos­ta dal legale di fidu­cia sul val­ore del­la delib­era di Giun­ta dell’11 dicem­bre 2002, con­traria al trac­cia­to Tav. «Ci siamo riv­olti all’avvocato che ha cura­to il ricor­so al Tar pre­sen­ta­to dai Comu­ni verone­si», spie­ga il seg­re­tario comu­nale Gio­van­ni Peruzzi, «e atten­di­amo una rispos­ta. In sostan­za, dob­bi­amo capire quan­to sia deter­mi­nante la delib­era por­ta­ta alla Con­feren­za servizi, espres­sione del­la volon­tà ammin­is­tra­ti­va sul­la con­tra­ri­età a Tav». Nel doc­u­men­to la Giun­ta rib­adi­va innanz­i­tut­to di non con­di­videre la real­iz­zazione dell’Alta Veloc­ità nel ter­ri­to­rio aril­i­cense e, in sec­on­da bat­tuta, ritene­va «indis­pens­abile» il pieno sod­dis­faci­men­to di una serie di con­dizioni a tutela del ter­ri­to­rio e del paese. «Se quan­to accadu­to nel­la Con­feren­za di servizi avesse il sig­ni­fi­ca­to che ci aus­pichi­amo», con­clude Peruzzi, «tut­ti gli inter­locu­tori, Tav in tes­ta, non potreb­bero elud­ere le istanze del Comune».

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