Otto anni di lavori sono incompatibili con l’esistenza dell’autostrada

TAV — Zona Frassino

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Di Luca Delpozzo
(g.b.)

Il ter­ri­to­rio del bas­so Gar­da è uno di quel­li mag­gior­mente col­pi­ti dal trac­cia­to dell’; sono numerosi, infat­ti, i pun­ti crit­i­ci: dis­truzione di un ter­zo del­la pro­duzione del ; pas­sag­gio in gal­le­ria davan­ti al cinqu­cen­tesco san­tu­ario del Frassi­no; attra­ver­sa­men­to del sito di inter­esse comu­ni­tario (Sic) del laghet­to del Frassi­no; il ponte sul fiume Min­cio. Una situ­azione tal­mente del­i­ca­ta, da essere sta­ta evi­den­zi­a­ta anche da una relazione tec­ni­ca del­la Soci­età autostrade, che in uno stu­dio ha sot­to­lin­eato, oltre a una serie di cav­al­cavia da demolire e ricostru­ire in sede diver­sa, decine di crit­ic­ità nel­la sola con­viven­za tra il cantiere per l’Alta veloc­ità — otto anni la dura­ta pre­vista — e la sem­plice manuten­zione del trat­to autostradale. «Siamo asso­lu­ta­mente con­trari a ques­ta lin­ea fer­roviaria», rib­adisce a Desen­zano Gabriele Loviset­to, del Comi­ta­to pro­mo­tore del Par­co delle colline moreniche, «ma se pro­prio deve essere real­iz­za­ta, allo­ra meglio che il trac­cia­to ven­ga sposta­to a sud dell’anfiteatro moreni­co, con effet­ti meno dev­as­tan­ti». Ma l’indicazione non è con­di­visa da tut­ti i parte­ci­pan­ti all’incontro. «Dire che pas­si più a sud è già con­cedere uno spi­raglio alla », affer­ma un rap­p­re­sen­tante dei Comi­tati verone­si, «cre­do, invece, che sarebbe più gius­to essere tut­ti com­pat­ti nel dire che l’alta veloc­ità non deve essere fat­ta. Bisogna puntare a che si scel­ga di ammod­ernare la rete fer­roviaria esistente. È di questo che c’è bisog­no: pot­er­si spostare agevol­mente e in sicurez­za da una parte all’altra d’Italia potrà, questo sì, incidere nel­la riduzione del traf­fi­co su ruote».

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