Riunione tra Ags, Provincia e sindaci del Garda per separare con un piano unico le acque bianche dalle nere. Una commissione dell’Azienda servizi farà la mappa delle reti fognarie comunali

Tecnici al lavoro per risanare il lago

Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

Il col­let­tore sub­lacuale del Gar­da è arriva­to al pun­to di non ritorno: rischia di scop­pi­are, ovvero di sver­sare ripetu­ta­mente a lago se non si inter­viene al più presto con un prog­et­to uni­co di pronta emer­gen­za. In prat­i­ca, tut­ti i Comu­ni del­la riv­iera veronese, bres­ciana e trenti­na dovran­no pro­cedere ad una com­ple­ta revi­sione degli impianti fog­nari. Lo faran­no coor­di­nati e sup­por­t­ati da una com­mis­sione di tec­ni­ci dell’Ags (, ente gestore dell’impianto) che, per capire come sep­a­rare al cen­to per cen­to acque scure da acque chiare, real­izzerà una vera e pro­pria map­pa dell’intero sis­tema fog­nario garde­sano. Il piano di lavoro comune è sta­to con­corda­to mart­edì all’Ags, a Peschiera, in un incon­tro tra ammin­is­tra­tori del­la cos­ta veronese, pres­i­dente del­la Provin­cia Alear­do Mer­lin, pres­i­dente del­la Ags Vit­tori­no Zanet­ti e diret­tore, sem­pre dell’Azienda servizi, Euge­nio Azza­li. Durante la riu­nione è sta­to fat­to un impor­tante pas­so ver­so la definizione di quell’Ambito ter­ri­to­ri­ale otti­male (Ato) che per sua natu­ra si addice al Gar­da. Dopo le ultime anal­isi, che han­no evi­den­zi­a­to ripetu­ti sfora­men­ti dei para­metri micro­bi­o­logi­ci, la situ­azione è infat­ti parsa crit­i­ca. Sono ormai anni che il col­let­tore ha prob­le­mi e che biolo­gi ed ambi­en­tal­isti ripetono che è sovrac­car­i­ca­to. L’ultimo moni­to è arriva­to da Gior­gio Franzi­ni, respon­s­abile a Verona dell’ufficio lago di Gar­da dell’Arpav (Agen­zia regionale per la pre­ven­zione e la pro­tezione ambi­en­tale del Vene­to). Pro­prio Franzi­ni spie­ga: «Tra le fonti di inquina­men­to pos­sono esser­ci perdite delle con­dotte e dal­la stazione di pom­pag­gio del col­let­tore, rot­ture del sis­tema fog­nario e con­seguente sver­sa­men­to a lago, immis­sioni di acque scure nel sis­tema delle con­dotte plu­vi­ali». Quin­di pun­ta il dito: «In questo momen­to urge che i Comu­ni svin­col­i­no le acque scure dalle chiare per ridurre gli sver­sa­men­ti». Molte tra le ammin­is­trazioni locali stareb­bero già proce­den­do in ques­ta direzione, ma è molto ciò che res­ta da fare. «A Peschiera il 75 per cen­to del reti­co­lo fog­nario sep­a­ra acque bianche da acque nere», com­men­ta il sin­da­co Bruno Dal­la Pel­le­g­ri­na, «ora dovre­mo attuare una sep­a­razione com­ple­ta. Così dovran­no fare anche Mal­ce­sine, Bren­zone, Tor­ri, Gar­da, Bar­dolino, Lazise, Coster­mano, Castel­n­uo­vo e pure i Comu­ni bres­ciani e tren­ti­ni. Il col­let­tore e il depu­ra­tore non pos­sono sop­portare un cari­co supe­ri­ore a quel­lo derivante da una popo­lazione di 330mila abi­tan­ti. Ora siamo al lim­ite: la popo­lazione è aumen­ta­ta e d’estate arriv­i­amo pro­prio ad una con­cen­trazione di 330mila pre­sen­ze. L’impianto è al lim­ite del­la sat­u­razione». E le tracimazioni sono inevitabili quan­do, come quest’anno, le pre­cip­i­tazioni sono for­ti. Così, mart­edì, si è ipo­tiz­za­to un piano di inter­ven­to uni­co. «Come pri­ma mossa sarà una com­mis­sione dell’Ags ad indi­vid­uare, con il sup­por­to degli uffi­ci tec­ni­ci comu­nali, i pun­ti del­la rete fog­nar­ia in cui acque bianche e nere con­fluis­cono», spie­ga Dal­la Pel­le­g­ri­na, «ma sarà un tec­ni­co dell’Ags a fare i rilievi e a real­iz­zare la map­patu­ra pre­cisa delle tubazioni». «Bisogna pro­cedere ad una com­ple­ta sep­a­razione delle acque bianche da quelle nere», sot­to­lin­ea a sua vol­ta Alear­do Mer­lin, pres­i­dente del­la Provin­cia, «l’evoluzione mete­o­ro­log­i­ca di questi anni, con pre­cip­i­tazioni con­tin­ue, rende il lavoro nec­es­sario. Trat­tasi di razion­al­iz­zazione del ciclo inte­gra­to delle acque che per il Gar­da va fat­ta con­sideran­do le tre provin­cie di Verona, Tren­to e Bres­cia». «Una legge del Vene­to», pros­egue il pres­i­dente del­la Provin­cia, «prevede che pos­sa essere con­sid­er­a­to Autorità d’ambito. Non esisten­do leg­gi omo­ge­nee in Trenti­no e Lom­bar­dia, in un incon­tro con i pres­i­den­ti delle Province di Tren­to e Bres­cia si è con­venu­to che è il momen­to di con­sid­er­are il Gar­da come uni­co baci­no, inclusa la ges­tione del reti­co­lo fog­nario». Dal­la com­mis­sione dell’Ags sca­turirà un prog­et­to che sarà poi pre­sen­ta­to all’assemblea dei sin­daci che val­uter­an­no come agire. «Si par­la di un inves­ti­men­to di centi­na­ia di mil­ioni di euro», nota Dal­la Pel­le­g­ri­na, «e ci vor­rà qualche anno pri­ma di arrivare ad una situ­azione ide­ale. Ma allo­ra, con un un cari­co minore, il col­let­tore avrebbe bisog­no di inter­ven­ti minimi».