I Comuni di Brenzone e di San Zeno di Montagna nominano i nuovi amministratori: un preciso segnale politico per il futuro

Telecabina e funivia fidanzate. Unificazione all’orizzonte: Bortolussi è il consulente di Malcesine e ora guida il cda degli impianti di Prada

21/08/2009 in Attualità
Di Luca Delpozzo

I Comuni di Brenzone e di San Zeno hanno rinnovato il consiglio di amministrazione della Prada Costabella Srl, la società che decide le sorti dell’impianto di risalita la cui proprietà e divisa tra le due amministrazioni comunali. Il cambio ai vertici è stato fatto dal sindaco del secondo paese dell’alto Garda, Rinaldo Sartori, e dalla collega Graziella Finotti, primo cittadino del comune montano. Al vertice della società Prada Costabella siede ora Gianfranco Bortolussi. Consiglieri: Luigi Consolati, titolare della Baldense Viaggi, e Vittorino Zanolli, ex funzionario del comune di San Zeno.Il presidente del nuovo consiglio di amministrazione, di durata triennale, 73 anni domenica, risiede a Peschiera e ha esperienza nel settore degli impianti di risalita: è stato direttore generale della Funivia di Malcesine e ora è consulente della direzione dell’impianto.«Siamo molto soddisfatti per la nomina», ha detto il sindaco di Brenzone. «Il presidente», prosegue Rinaldo Sartori, «è stato designato dal Comune di Brenzone e recepito da San Zeno, mentre gli altri due consiglieri sono stati indicati dal comune di San Zeno e da noi recepiti. Con gli stessi identici obiettivi: rilanciare l’impianto di Prada e renderlo operativo il prima e al meglio possibile».La nomina va infatti nella direzione che anche l’allora assessore provinciale al turismo,oggi presidente del Consiglio provinciale di Verona, Antonio Pastorello, aveva auspicato: un «gestore unico di tutti gli impianti di risalita della provincia di Verona».Ci dovrà essere un «unico gestore e un unico consiglio di amministrazione», aveva detto Pastorello. «Non possiamo più permetterci una gestione divisa: si pensi solo all’impegno per i singoli ammortamenti di spesa». «Le strutture (di risalita, ndr.), grandi o piccole, dovranno operare insieme: Malcesine, Prada, Ferrara di Monte Baldo, Erbezzo, Monte Tomba e San Giorgio. Niente più compartimenti stagni, nel segno dell’efficienza», aveva concluso. E la nomina di Bortolussi pare andare in questa direzione: getta le basi per «una futura collaborazione con la Funivia di Malcesine», si è lasciato sfuggire il sindaco Sartori.Del resto, l’impianto di Prada ha già ricevuto dalla Regione Veneto la «proroga di un anno alla vita tecnica dell’impianto» ma, «per ottenere un ulteriore anno», conclude Sartori, «bisognerà presentare un progetto e finanziamenti consoni a ciò che si deciderà di fare».Di fronte ai Comuni di Brenzone e San Zeno c’è un bivio: la possibilità di rinnovare l’impianto o sostituirlo completamente. La prima ipotesi costerebbe circa 1 milione di euro; la seconda, servirebbe molto di più. E visto che la Funivia di Malcesine ha per partner la Camera di Commercio e la Provincia, la scelta di allearsi in un futuro con l’impianto di Malcesine potrebbe salvare anche l’impianto di Prada.

Commenti

commenti