Quattro impianti all’ingresso del paese rilanciano la politica di prevenzione degli incidenti. Avvisano della velocità e delle eventuali sanzioni per chi corre

Telecamere per rallentare

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Chi in questi giorni ha temu­to che basti un’inquadratura dell’eccesso di veloc­ità per rice­vere la mul­ta a casa può stare tran­quil­lo. I quat­tro seg­nali stradali appe­na entrati in fun­zione agli ingres­si del paese altro non sono che dis­sua­sori. Insom­ma, seg­nalano la veloc­ità e le even­tu­ali sanzioni in cui si potrebbe incap­pare, ma nul­la di più. La tele­cam­era che ril­e­va i dati è ben vis­i­bile sul lato dei pan­nel­li, al cen­tro dei quali campeg­gia la cifra che indi­ca a quan­to stan­no sfrec­cian­do i veicoli; la novità, almeno per Peschiera, con­siste nel fat­to che insieme all’indicazione del­la veloc­ità appare anche il tipo di provved­i­men­to in cui si potrebbe incor­rere: meno due pun­ti sul­la patente quan­do si supera di 10 chilometri il lim­ite con­sen­ti­to. I seg­nali sono sta­ti posizionati sul­la Garde­sana, poco pri­ma del­la Casa di cura Ped­er­zoli per chi arri­va da Pacen­go; in via Venezia, stra­da di ingres­so al paese per chi proviene da Castel­n­uo­vo; in viale Indipen­den­za, per chi proviene dal­la local­ità Roviz­za, al con­fine con Sirmione e la provin­cia di Bres­cia; sul­la vec­chia statale 11, poco pri­ma del­la cur­va del Cor­ner, per chi giunge sem­pre da Sirmione. Ques­ta zona, così chia­ma­ta dal cog­nome del­la famiglia veneziana pro­pri­etaria di una vas­ta area, è sem­pre sta­ta uno dei nodi crit­i­ci del­la locale; l’ultimo inci­dente mor­tale risale solo a poche set­ti­mane fa. «Il dis­sua­sore è sta­to col­lo­ca­to in quel pun­to per­ché pri­ma del­la cur­va c’è il lim­ite dei 70 chilometri orari, men­tre subito dopo si pas­sa ai 50, per­ché si entra nell’abitato di San Benedet­to. Era quin­di nec­es­sario adottare un sis­tema che por­tasse gli auto­mo­bilisti a decel­er­are pri­ma di affrontare il Cor­ner», spie­ga Pao­lo Melot­ti, asses­sore alla via­bil­ità. «Insis­to sul fat­to», con­tin­ua, «che i seg­nali instal­lati sono solo dei dis­sua­sori di veloc­ità; il che sig­nifi­ca che le tele­camere che han­no desta­to tan­ta pre­oc­cu­pazione tra i cit­ta­di­ni non sono lì per ril­e­vare le infrazioni». Dunque nes­sun peri­co­lo di ved­er­si recap­itare a casa ver­bali, tut­tavia non per questo ci si deve sen­tire autor­iz­za­ti ad abbas­sare la guardia, anzi. «Il mes­sag­gio imme­di­a­to che questi pan­nel­li lan­ciano agli auto­mo­bilisti è un richi­amo alla loro atten­zione, anche per­ché l’auspicio è che le forze di polizia vig­ili­no anco­ra di più anche su questo aspet­to. L’automobilista che entra in Peschiera si tro­va di fronte un seg­nale che lo avverte che sta superan­do i lim­i­ti con­sen­ti­ti dal codice del­la stra­da e che un’ even­tuale pat­tuglia posizion­a­ta poco dopo potrebbe fer­mar­lo e sanzionarlo, fino a togliere pun­ti dal­la patente». Ma la polit­i­ca di pre­ven­zione degli ecces­si di veloc­ità attua­ta dal Comune non si limi­ta a questo. «In via Salvi é sta­to real­iz­za­to un dos­so stradale di quel­li larghi un metro e mez­zo: pos­sono servire anche per gli attra­ver­sa­men­ti pedonali e a dif­feren­za delle cunette real­iz­zate anni addi­etro sono più vis­i­bili a dis­tan­za e por­tano l’automobilista a decel­er­are per tem­po». «I risul­tati ottenu­ti sem­bra­no più che buoni e gli abi­tan­ti del­la via si dicono con­tenti di ques­ta soluzione. La nos­tra inten­zione è, allo­ra, di adottare questo tipo di dos­so anche nelle altre vie in cui si rende nec­es­saria la loro pre­sen­za». «Con tut­ta prob­a­bil­ità», con­clude Melot­ti, «com­in­cer­e­mo subito dopo l’estate; spe­ri­amo, in questo modo, di aiutare i nos­tri cit­ta­di­ni e anche noi stes­si ad abit­u­ar­si ad andare più piano. Una scelta che non può che gio­vare a tutti».

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