Il dato risulta da una ricerca svolta per iniziativa del Comune su 1208 famiglie della cittadina. Solo il 10% frequenta l’oratorio e il 4% parchi e biblioteche

Tempo libero, bimbi a casa

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Di Luca Delpozzo
Sara Mauroner

Due figli, entram­bi i gen­i­tori lavo­ra­tori dipen­den­ti in aziende del bas­so Gar­da, che per con­cil­iare i tem­pi con la scuo­la svol­go­no un lavoro part-time o si affi­dano all’aiuto dei par­en­ti più stret­ti. E’ ques­ta la famiglia-tipo di Desen­zano, come emerge da una recente indagine svol­ta dal Comune in col­lab­o­razione con l’agenzia «P.a.group, svilup­po e inno­vazione» all’interno del prog­et­to «I tem­pi del­la cit­tà» dell’assessorato ai di Desen­zano. Si trat­ta di una ricer­ca che ha coin­volto cir­ca il 70% delle famiglie che man­dano i pro­pri figli alle scuole ele­men­tari e medie desen­zane­si, per capire meglio le abi­tu­di­ni del­la cit­tad­i­nan­za e per ideare nuovi servizi su misura.Dall’indagine emerge che il 48% delle 1208 famiglie inter­vis­tate è com­pos­to da madre, padre e due figli, men­tre di figlio uni­co si par­la nel 17% dei casi; i nuclei com­posti da un solo gen­i­tore rap­p­re­sen­tano l’8%, men­tre le famiglie così dette numerose, per­ché com­poste da più di cinque per­sone, sono cir­ca il 19%. Per quan­to riguar­da l’occupazione, nel­la metà dei casi entram­bi i gen­i­tori sono lavo­ra­tori dipen­den­ti. Il 31% dei papà dichiara invece di essere impren­di­tore o libero pro­fes­sion­ista. Le casal­inghe sono sem­pre meno, il 28% del totale, seg­no questo dell’emancipazione delle madri, fat­tore reso pos­si­bile gra­zie all’aiuto dei non­ni ed ai servizi comu­nali offer­ti. Bene anche per quan­to riguar­da il tas­so di dis­oc­cu­pazione: i gen­i­tori che dichiara­no di non avere un lavoro sono soltan­to l’1,4% del totale. Se da un pun­to di vista eco­nom­i­co si può immag­inare che le famiglie desen­zane­si non abbiano grosse dif­fi­coltà, qualche pre­oc­cu­pazione in più destano i dati rel­a­tivi ai gio­vani. Ben l’85% dei bam­bi­ni dichiara di trascor­rere il pro­prio tem­po libero in casa, e di questi sono ben 252 i bam­bi­ni che non svol­go­no nessun’altra attiv­ità al di fuori delle mura domes­tiche. Sem­pre get­to­nati riman­gono i cen­tri sportivi, fre­quen­tati dal 53% dei bam­bi­ni, men­tre all’oratorio si reca solo il 10%. I parchi sono fre­quen­tati soltan­to dal 4% delle famiglie e la stes­sa per­centuale si ritro­va per quan­to riguar­da la biblioteca.«Non si può negare che il dato rel­a­ti­vo al tem­po libero dei bam­bi­ni ci abbia colti un po’ di sor­pre­sa — com­men­ta l’assessore ai Servizi Sociali Sil­via Colas­an­ti — per questo moti­vo cercher­e­mo di inda­gare sulle moti­vazioni che por­tano i più pic­coli a stare in casa. Di cer­to Desen­zano offre parec­chie pos­si­bil­ità alle famiglie: si va dalle numerose attiv­ità sportive pre­sen­ti sul ter­ri­to­rio, al Cen­tro di Aggregazione Gio­vanile dove, oltre a fare i com­pi­ti, i ragazzi pos­sono incon­trar­si e socializzare».Per venire incon­tro nel migliore dei modi alle esi­gen­ze dei pro­pri figli, il 28% dichiara che uno dei due gen­i­tori ha scel­to di ridurre l’orario di lavoro, il 27.5% di ricor­rere all’aiuto di non­ni e zii, nel 17% dei casi la madre è diven­ta­ta casalin­ga e l’11% fa ricor­so ai servizi comu­nali. «Le richi­este per l’asilo nido sono in con­tin­ua cresci­ta — spie­ga l’assessore Colas­an­ti — e ad oggi non rius­ci­amo a venire incon­tro a tutte le richi­este. E’ ovvio che ques­ta indagine servirà all’amministrazione comu­nale per avere ben chiare le esi­gen­ze dei cit­ta­di­ni e per raf­forzare nei lim­i­ti delle pos­si­bil­ità i servizi già esisten­ti».

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