«La cena aiuterà la fondazione del Progetto 3T poichè devolveremo l'intero incasso della serata che, con nostra grande soddisfazione, ha già fatto registrare il "tutto esaurito"».

Teo, «missione» Togo

29/12/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sirmione

«La cena aiuterà la fon­dazione del Prog­et­to 3T poichè devolver­e­mo l’in­tero incas­so del­la ser­a­ta che, con nos­tra grande sod­dis­fazione, ha già fat­to reg­is­trare il “tut­to esauri­to”». Pier Anto­nio Ambrosi, patron del­la trat­to­ria «Vec­chia Lugana» non ha dub­bi. Il guadag­no del­la ser­a­ta, 6.400,00 euro, andrà a sostenere gli sforzi dei volon­tari che oper­a­no in Togo. Fin qui l’op­er­azione sol­i­da­ri­età. Ma dietro la sigla 3T c’è una sto­ria che meri­ta di essere rac­con­ta­ta. Abbi­amo scop­er­to che sig­nif­i­cano: Teophi­lo, Teolo­gia, Totodomè. Teophi­lo è un ragaz­zo del Togo approda­to in Italia sette anni fa per stu­di­are teolo­gia. Tro­vò accoglien­za a Sirmione, ospi­ta­to dal par­ro­co don Eveli­no Dal Bon. Per man­ten­er­si agli stu­di, e aiutare la famiglia, lavo­ra­va in un hotel del paese. E pro­prio sul luo­go di lavoro nacque il prog­et­to 3T. Il par­ro­co infor­ma­va la popo­lazione delle neces­sità di aiutare gli abi­tan­ti del vil­lag­gio di Teophi­lo, ed incar­i­ca­va alcu­ni abi­tan­ti di ver­i­fi­care di per­sona se l’inizia­ti­va pote­va essere fat­tibile. Fu così che sette volon­tari, un medico, un for­naio, un idrauli­co, un elet­tricista, un mura­tore, un com­mer­ciante e un reporter, par­tirono per il Togo. «Quan­do arrivam­mo nel vil­lag­gio — affer­ma Gian­fran­co Zaran­tonel­lo che fa da por­tav­oce del grup­po — il pri­mo moto fu di sco­ra­men­to. Non c’era acqua, ener­gia elet­tri­ca, niente medici. Niente. Il più vici­no ospedale si tro­va a 200 chilometri di dis­tan­za, con 3 medici, 3 infer­mieri per 100.000 abi­tan­ti. Ci siamo mes­si al lavoro. Con un prog­et­to ben defini­to, anche sot­to l’aspet­to agri­co­lo, vista l’in­ca­pac­ità di una cor­ret­ta ges­tione del ter­ri­to­rio. Quan­do siamo tor­nati in Italia, gli abi­tan­ti ci han­no implorato di non dimen­ti­car­li. E così è sta­to». Non sono sta­ti dimen­ti­cati. Tor­nati in Italia si è cre­ato un grup­po di per­sone di qua­si cen­to unità. Nel 2001 e quest’an­no al vil­lag­gio è arriva­to un trat­tore dono del­la di Bres­cia, un con­tain­er di med­i­c­i­nali, il dot­tor Vitan­ge­lo Gadale­ta ha presta­to la sua opera, un gen­er­a­tore di cor­rente, e una infinità di altre cose asso­lu­ta­mente indis­pens­abili. Tut­to lag­giù è un lus­so. Anche la spe­sa di 6 euro per un anno di stu­dio è un lus­so. Occorre tut­to. Si cer­cano aiuti.