La Regione ha stanziato 800mila euro, di cui metà per la parrocchiale di San Giovanni Battista. Pronto il progetto per restaurare e riaprire San Zen de l’Osèlet

Terremoto, soldi per le chiese

25/11/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Due con­tribu­ti region­ali, cias­cuno di 400mila euro, sono sta­ti asseg­nati per restau­rare le chiese che un anno fa, il 24 novem­bre alle 23.58, furono grave­mente dan­neg­giate dal ter­re­mo­to che scosse tut­ta la provin­cia e in par­ti­co­lare il . A Bren­zone le chiese lese furono in effet­ti tre: San Zen de l’Oselet di pro­pri­età comu­nale, del XII sec­o­lo; le par­roc­chiali di San Gio­van­ni Bat­tista in Bren­zone, del XV sec­o­lo, e di San Car­lo Bor­romeo a Castel­let­to. Per le prime due sono sta­ti richi­esti e sono arrivati i finanzi­a­men­ti, men­tre per l’ultimo edi­fi­cio sacro, che ha avu­to un dan­no minore sul­la fac­cia­ta, i lavori saran­no aut­o­fi­nanziati dal­la par­roc­chia che ha richiesto sovven­zioni al Comune e ad altri enti. «Entro oggi dob­bi­amo con­seg­nare a Venezia il prog­et­to esec­u­ti­vo del­la mes­sa in sicurez­za di San Zen de l’Oselet, dimostran­do di avere la cop­er­tu­ra dell’intero cos­to del lavoro, pari a 715mila euro», spie­ga il sin­da­co Gia­co­mo Simonel­li, «occorre met­tere in sicurez­za con un inter­ven­to di con­sol­i­da­men­to la strut­tura degli antichi affres­chi, forte­mente dan­neg­giati non tan­to nel­la loro essen­za artis­ti­ca, quan­to nel­la loro strut­tura, vis­to che si pre­sume che le scosse li abbiano stac­cati dal­la parete. Occor­rerà anche provvedere alla legatu­ra delle pareti, alla mes­sa in sicurez­za del tet­to del cam­panile con­trol­lan­do ulte­ri­or­mente le fon­da­men­ta dei muri perime­trali all’interno e all’esterno». Se la con­tribuirà con 400mila euro, il resto del prog­et­to con­ta su un con­trib­u­to di 350mila euro garan­ti­to dal­la Fon­dazione Cariverona e sui 65mila euro del Comune. Per il sin­da­co è una bel­la sod­dis­fazione: «Ricor­do bene quan­do, dopo il ter­re­mo­to, vidi il dan­no provo­ca­to. Inter­ven­nero pri­ma i vig­ili del fuo­co di , poi uscì il nos­tro tec­ni­co, un ingeg­nere sta­ti­co e, con­stata­ta la situ­azione, venne emes­sa un’ordinanza di chiusura che è tut­to­ra in vig­ore. Da allo­ra si è val­u­ta­to l’intervento da attuare e abbi­amo invi­a­to doman­da di finanzi­a­men­to in Regione su una sti­ma dei costi, quin­di Venezia ha delib­er­a­to il con­trib­u­to su inter­es­sa­men­to dell’assessore Mas­si­mo Gior­get­ti». Ora scadono i ter­mi­ni di pre­sen­tazione del prog­et­to. E Simonel­li con­tin­ua: «Abbi­amo già fat­to dei sag­gi sot­to il pavi­men­to per ver­i­fi­care lo sta­to delle fon­da­men­ta del­la chiesa, il muro che neces­si­ta di inter­ven­ti urgen­ti è quel­lo a nord, che ne è pri­vo nel­la parete ovest ver­so il lago, l’abside è invece sot­to­mu­ra­ta. Se la base del cam­panile è sol­i­da e la strut­tura può riten­er­si sta­bile, il tet­to è dan­neg­gia­to». Occorre agire in fret­ta. Il sin­da­co Gia­co­mo Simonel­li pros­egue: «Ora con­seg­ni­amo il prog­et­to esec­u­ti­vo, non appe­na la Regione ci comu­nicherà l’ammissibilità delle spese pro­ced­er­e­mo con la gara d’appalto e par­tire­mo con i lavori a inizio 2006». C’è molto lavoro da fare anche alla chiesa di San Gio­van­ni, dove, dal­la notte del ter­re­mo­to, la parte absi­dale inter­na è rimas­ta ingom­bra­ta da un’impalcatura per garan­tire la sicurez­za di chi ha con­tin­u­a­to a cel­e­brare la mes­sa e a fre­quentare le cer­i­monie reli­giose. «Giovedì scor­so il prog­et­to di ristrut­turazione è sta­to pre­sen­ta­to ai con­sigli eco­nom­i­co e pas­torale di Bren­zone», fa sapere don Graziano Milanel­lo, par­ro­co di Castel­let­to, e ammin­is­tra­tore par­roc­chiale di San Gio­van­ni Bat­tista in Bren­zone. «Abbi­amo le autor­iz­zazioni a pro­cedere dell’ufficio beni eccle­si­as­ti­ci del­la curia e del­la soprint­en­den­za», pre­cisa, «il sis­ma ha causato dan­ni notevoli alle capri­ate e agli intonaci interni dell’abside e delle navate, tan­to che subito venne mes­sa la pro­tezione per evitare che cal­ci­nac­ci si stac­cassero met­ten­do a repen­taglio la sicurez­za. Il lavoro si con­cen­tr­erà sul­la vol­ta del­la nava­ta e sul cati­no absi­dale. Poi si presterà atten­zione allo sta­to di solid­ità e di con­ser­vazione delle capri­ate che sosten­gono il tet­to, met­ten­do dei tiran­ti per dare solid­ità alla strut­tura por­tante, si con­trollerà la sta­bil­ità del cor­ni­cione che corre attorno alla chiesa e si dovran­no risanare le crepe pro­fonde cre­ate­si sul lato sud in cor­rispon­den­za dei fine­stroni, lesioni che, par­tendo dall’interno, han­no una esat­ta cor­rispon­den­za all’esterno da dove sono ben vis­i­bili. Il dan­no è grave anche al tim­pano che le scosse han­no leg­ger­mente sposta­to. Anche qui si met­ter­an­no tiran­ti per anco­rar­lo al cor­po del­la chiesa». Don Graziano aggiunge: «Ci saran­no ovvi­a­mente altri ritoc­chi da fare, tenen­do con­to delle infil­trazioni che han­no rov­ina­to affres­chi e dip­in­ti. Se ora la situ­azione non crea prob­le­mi a chi fre­quen­ta la chiesa, che rimane aper­ta, quan­do i lavori inizier­an­no le cer­i­monie saran­no prob­a­bil­mente cel­e­brate nel­la vic­i­na sala del­la Dis­ci­plina». Il prog­et­to ha un cos­to com­p­lessi­vo di cir­ca 600mila euro: «La Regione con­tribuisce con 400mila euro, il resto ver­rà cop­er­to e recu­per­a­to in altre forme dal­la par­roc­chia». Una vol­ta rice­vu­to il via lib­era da Venezia, si farà la gara d’appalto per affi­dare i lavori: «Con­ti­amo di par­tire a inizio 2006», dice don Graziano, che ricor­da la par­roc­chiale di Castel­let­to: «Lì era cadu­to un pez­zo del brac­cio del­la croce, dob­bi­amo rifar­la come la vec­chia, che non si può met­tere per­ché trop­po lesionata».

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