Il Comune ha presentato una richiesta per ottenere la qualifica di «Città d’arte» per le caratteristiche morfologiche e storiche

«Territorio magico. Siamo tra il Baldo e il Garda»

01/09/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Antonella Traina Antonella Traina

IVolon­tà di man­tenere e sal­va­guardare la speci­ficità del ter­ri­to­rio di Capri­no. Ques­ta la moti­vazione che ha spin­to l’Amministrazione comu­nale a pre­sentare la richi­es­ta di ottenere la qual­i­fi­ca di Comune tur­is­ti­co in quan­to cit­tà d’arte. Una scelta che, però, sem­br­erebbe a pri­ma vista in con­trad­dizione con la volon­tà, fino­ra procla­ma­ta, di vol­er «mar­cia­re uni­ti come com­pren­so­rio» per le richi­este impor­tan­ti insieme ai Comu­ni con­ter­mi­ni. Affi, Riv­o­li, Cavaion e Coster­mano han­no infat­ti scel­to di con­ven­zionar­si con Castel­n­uo­vo e Pas­tren­go allo scopo di ottenere lo stes­so obi­et­ti­vo. Pro­prio per dis­si­pare qualunque dub­bio a questo propos­i­to giun­gono da Palaz­zo Car­lot­ti chiari­men­ti sul­la scelta fat­ta. «La nos­tra inten­zione rimane comunque quel­la di man­tenere buoni rap­por­ti con i Comu­ni con­fi­nan­ti e di rispettare le scelte che han­no fat­to», spie­ga il con­sigliere del­e­ga­to Francesco San­dri. «Ma per quan­to ci riguar­da abbi­amo deciso di per­cor­rere una stra­da diver­sa. Il nos­tro ter­ri­to­rio ha carat­ter­is­tiche uniche sia dal pun­to di vista mor­fo­logi­co( infat­ti è intera­mente mon­tano), che da quel­lo stori­co, ed è la cosa che più con­ta per rien­trare nel novero delle cit­tà d’arte». «Supe­ri­amo abbon­dan­te­mente i para­metri richi­esti dal­la legge», con­tin­ua San­dri. «Abbi­amo ben più di ven­ti cen­tri stori­ci, quan­do ne basterebbe solo uno. Lo stes­so dicasi per le ville pro­tette. A Capri­no sono undi­ci, per essere cit­tà d’arte ne ven­gono richi­este solo tre. A Capri­no stes­sa, dal pun­to di vista urban­is­ti­co, abbi­amo un’alta res­i­den­zial­ità, pro­prio come cen­tri stori­ci». Il van­tag­gio imme­di­a­to sarebbe quel­lo di usufruire del­la dero­ga per le aper­ture domeni­cali e fes­tive, che, però, non è ciò su cui pun­ta l’Amministrazione comu­nale. «Sono i sin­goli com­mer­cianti che even­tual­mente devono decidere se usufruire di ques­ta oppor­tu­nità e i nos­tri non sono par­ti­co­lar­mente inter­es­sati», con­tin­ua San­dri. «L’interesse mag­giore, invece, a lun­go ter­mine, è quel­lo di sfruttare la valen­za tur­is­ti­ca del paese».Caprino è in una posizione inter­me­dia fra la mon­tagna e il lago, ottenere questo riconosci­men­to equiv­ale a dare un mag­gior sen­so a questo obiettivo».

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