Le restrizioni nell’accesso alle cure spaventano anche albergatori e commercianti. I 70 euro in più potrebbero tradursi in un forte calo di presenze

Ticket sulle terme, crescono i timori

02/10/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sirmione

Terme in fib­ril­lazione il giorno dopo l’inserimento in Finanziaria del tick­et di 70 euro sulle cure ter­mali. I ver­ti­ci delle dopo aver appre­so la notizia sono sta­ti impeg­nati in una riu­nione oper­a­ti­va, per­al­tro già in agen­da, che ha occu­pa­to l’in­tera gior­na­ta di ieri. Gli esper­ti, con a capo il con­sigliere del­e­ga­to del­la soci­età Fil­ip­po Maria Fer­né, han­no avu­to anche ripetu­ti con­tat­ti con Fed­ert­erme. Ma non c’è sco­ra­men­to, piut­tosto una cer­ta pru­den­za. Infat­ti, dal­la sede di Fed­ert­erme, attorno alle 19, è giun­to un pri­mo doc­u­men­to in cui si legge che «il Par­la­men­to deve rivedere la nor­ma» e invi­ta le Regioni a inter­venire. «E’ sicu­ra­mente un pri­mo pas­so del quale dob­bi­amo dare atto in pri­mo luo­go al min­istro Sirchia che ha dato la sua disponi­bil­ità per indi­vid­uare soluzioni che non penal­iz­zassero il set­tore ter­male»: questo un pri­mo com­men­to di Costan­zo Jan­not­ti Pec­ci, pres­i­dente di Fed­ert­erme, l’as­so­ci­azione che rap­p­re­sen­ta oltre 350 terme ital­iane, alla stesura del testo di legge finanziaria nel­la parte che riguar­da le cure ter­mali. Pec­ci aus­pi­ca, inoltre, che il Par­la­men­to appor­ti i nec­es­sari cor­ret­tivi. Intan­to il diret­ti­vo è sta­to con­vo­ca­to a Roma ven­erdì 4 otto­bre pres­so la sede di Con­find­us­tria. Indub­bi­a­mente, l’ap­pli­cazione del tick­et di 70 euro, pari a qua­si 140 mila lire, se con­fer­ma­ta nel­la Finanziaria, non potrà creare che malu­mori nel set­tore. A Sirmione , però, la pau­ra ser­peg­gia anche nel set­tore alberghiero e in quel­lo del terziario i quali fino­ra han­no ben­e­fi­ci­a­to del­la pre­sen­za di due stazioni ter­mali di asso­lu­to val­ore in Italia, tan­to da essere clas­sifi­cate «la pri­ma azien­da pri­va­ta ter­male» nel nos­tro Paese. Al «Cat­ul­lo» e al «Vir­gilio» ven­gono ero­gati fanghi e bag­ni, idro­mas­sag­gi, insuf­flazioni, cure inala­to­rie, ven­ti­lazioni pol­monari, irrigazioni, mas­sag­gi, e via dis­cor­ren­do. Sia Raoul Negri, pres­i­dente dei Com­mer­cianti, sia Dino Barel­li, numero uno degli Alber­ga­tori, han­no di che se pre­oc­cu­par­si. Dice Barel­li: «Appren­do solo ora del rad­doppio del tick­et. Temi­ano riper­cus­sioni e tra l’al­tro la sta­gione tur­is­ti­ca quest’an­no si chi­ude in rosso». Anche Negri si dichiara «pre­oc­cu­pa­to per le con­seguen­ze che potreb­bero ricadere su Sirmione». Se qual­cuno avesse anco­ra qualche dub­bio sul ruo­lo recita­to dalle Terme nel com­par­to tur­is­ti­co di Sirmione è servi­to con alcu­ni dati. I due sta­bil­i­men­ti di Colom­bare (Vir­gilio) e del cen­tro stori­co (Cat­ul­lo) nei pri­mi sei mesi di quest’an­no han­no fat­to seg­nare un »5%: 15.800 cli­en­ti che han­no svilup­pa­to qua­si 190 mila pre­sen­ze. Par­ti­co­lar­mente fre­quen­ta­to il Cen­tro di Sor­dità Rino­gena che con 2.900 arrivi incre­men­ta del 7,5% rispet­to allo stes­so peri­o­do del 2001. Bene anche il Cen­tro Bron­cop­neu­mo­logi­co, trasfer­i­tosi dal «Cat­ul­lo» al «Vir­gilio»: gli arrivi sono aumen­tati del 13%. E altret­tan­to bene sta andan­do il Cen­tro Esteti­co Ter­male del «Cat­ul­lo» che, dopo un anno dal taglio del nas­tro, vede crescere la pro­pria clien­tela. I risul­tati ottenu­ti fino­ra sono in lin­ea con le pre­vi­sioni del­la vig­ilia. La Soci­età Terme ha real­iz­za­to lo scor­so anno opere per 3,6 mil­ioni di euro ed è sta­ta rag­giun­ta la mas­si­ma occu­pazione con 385 addet­ti, di cui il 70% res­i­den­ti in zona. Il fat­tura­to (dati 2001) è sta­to di 17,7 mil­ioni di euro con un incre­men­to del 9,4%. Infine, l’u­tile: 1,08 mil­ioni di euro. Le Terme di Sirmione, infine, han­no anche il set­tore alberghiero che, sem­pre lo scor­so anno, ha fat­to reg­is­trare un » 17,8% di fat­tura­to. La strate­gia di desta­gion­al­iz­zazione delle pro­prie attiv­ità è risul­ta­ta fino­ra vin­cente. Le pre­oc­cu­pazioni non risparmi­ano anche la Val­ca­mon­i­ca. Euge­nio Soli­ni, pres­i­dente delle terme di Ango­lo , appre­sa la notizia, si mostra­va ieri, lieve­mente «soll­e­va­to» rispet­to a quan­to non lo fos­se saba­to scor­so, pri­ma che la finanziaria venisse dis­cus­sa e approva­ta. «Dir­mi com­ple­ta­mente sod­dis­fat­to del­la deci­sione del gov­er­no di alzare sig­ni­fica­ti­va­mente il tick­et per chi vuole usufruire delle cure ter­mali non pos­so cer­to, però riten­go che l’introduzione del tick­et sia il minore dei mali. Se avessero taglia­to le cure, le con­seguen­ze per le terme sareb­bero state assai gravi e, per­sonal­mente, per soprav­vi­vere, avrei dovu­to ridurre dras­ti­ca­mente la man­od­opera occu­pa­ta. Così invece — dice anco­ra Soli­ni — finire­mo con l’avere qualche con­trazione nelle pre­sen­ze, che non potrà mai essere tan­to sig­ni­fica­ti­va da indur­ci ad assumere provved­i­men­ti par­ti­co­lari». Qualche pre­oc­cu­pazione mag­giore il nos­tro inter­locu­tore, ripen­san­do alla Finanziaria, ce l’ha con rifer­i­men­to agli esen­tati dal paga­men­to del tick­et. «Una cosa che mi pare di non potere con­di­videre — aggiunge Soli­ni — è l’aver tolto l’esenzione dal tick­et ai pen­sion­ati. È gius­to che siano esen­tati i gran­di inva­li­di, ma sarebbe sta­to egual­mente gius­to che con­tin­u­assero ad esser­lo anche i pen­sion­ati a bas­so red­di­to per­chè di fronte ad una cura dal cos­to di 150–200 euro, pagar­ne 70 di tick­et è un grosso sac­ri­fi­cio che non tut­ti saran­no dis­posti a fare». Il tim­o­re è quin­di che alla fine qualche con­trazione nelle pre­sen­ze potrebbe esser­ci? «Non sono un mago — è la rispos­ta — e quin­di non son in gra­do di preved­er­lo. Ho invece qualche certez­za sul fat­to che con­trazioni ci saran­no sul numero delle cure che ogni ter­mal­ista chiederà. Fino ad oggi — osser­va anco­ra Soli­ni — chi ave­va esen­zioni totali o parziali, fini­va per fare una sec­on­da o mag­a­ri una terza cura. Ora, invece, aven­do un tick­et così alto da pagare, finirà che chi pri­ma face­va mag­a­ri tre cure ne farà due e chi ne face­va due ne farà solo una, quel­la del servizio san­i­tario nazionale. Un calo quin­di — con­clude Soli­ni — alla fine ci sarà». Quan­to alle cure ter­mali nel­la stazione di Ango­lo Terme, quel­la più richi­es­ta è la cura idropini­ca indi­ca­ta per molte malat­tie del­lo stom­a­co, del duo­de­no, dell’intestino, del fega­to e delle vie bil­iari, dei reni e delle vie uri­nar­ie. In sin­to­nia con Ango­lo, i «vici­ni» di Boario e Ome alle prese con un provved­i­men­to poco gra­di­to e del quale al momen­to non si pos­sono che prevedere effet­ti negativi.

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