Volontari pronti a partire per una nuova missione umanitaria: numerose le opere finora realizzate. Todomè dispone di acqua, luce, medicine. Il sogno ora è una centrale idroelettrica

Togo, quando la generosità non ha confini

04/01/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Nicola Alberti

I volon­tari del prog­et­to 3T sono pron­ti a par­tire per una nuo­va mis­sione uman­i­taria in Togo, ennes­i­mo tas­sel­lo di quel­lo che può con­sid­er­ar­si un vero e pro­prio mira­co­lo ital­iano in ter­ra africana. Il prog­et­to nasce nel novem­bre 2000 da un felice incon­tro di buone inten­zioni: quelle del­la par­roc­chia sirmionese di don Eveli­no, quelle di un gio­vane stu­dente di teolo­gia prove­niente dal Togo e quelle dei sirmione­si che han­no la capac­ità di rim­boc­car­si le maniche anche per gli altri. Teofi­lo, lo stu­dente, spie­ga e risp­ie­ga quan­to gli ital­iani siano for­tu­nati e quan­to poco basterebbe per aiutare chi ha vera­mente bisog­no. Don Eveli­no rilan­cia, i pri­mi sirmione­si prestano atten­zione e Teofi­lo mostra loro Todomè. Poche capanne, molti bam­bi­ni e niente di niente, solo tan­ta mis­e­ria e povertà. C’è da lavo­rare e tan­to, ma i sirmione­si non si tira­no indi­etro. Sirmione alza lo sguar­do dal reg­is­tra­tore di cas­sa del­la pro­pria bot­te­ga e com­in­cia a volare alto. All’atto cos­ti­tu­ti­vo dell’associazione sen­za scopo di lucro era­no in dod­i­ci, oggi sono 122, con ram­i­fi­cazioni fino in Sardeg­na. I pri­mi ad andare in Africa furono 7 e rimasero 49 giorni, oggi i grup­pi che si sono recati a Todomè, sono 20, per un numero com­p­lessi­vo di 134 volon­tari, per totale di «giorni feri­ali lavo­rati» pari a 2281. Sì, ferie lavo­rate, per­ché in molti han­no pre­so le ferie in Italia per poi pas­sar­le lavo­ran­do in Africa, in tan­ti, già in pen­sione, han­no spe­so le loro energie per Todomè. Ieri era­no un grup­po di sirmione­si ani­mati di buona volon­tà, oggi sono riconosciu­ti a liv­el­lo nazionale dalle autorità del Togo, come la sec­on­da orga­niz­zazione non gov­er­na­ti­va del paese. I volon­tari in quat­tro anni han­no por­ta­to: acqua, luce, med­i­cine ed ora c’è da scom­met­ter­ci una cen­trale. Han­no costru­ito un acque­dot­to, 3600 metri di tubi posizionati in ter­ra africana, 59 colon­nine di dis­tribuzione dell’acqua, una cis­ter­na ed un poz­zo, il tut­to real­iz­za­to da quegli stes­si tec­ni­ci che durante il resto dell’anno si occu­pano delle manuten­zioni alle splen­dide ville sirmione­si. Poi è arriva­to il dis­pen­sario medico con un assis­tente med­icale, un infer­miere, due ostet­riche, un lab­o­ra­to­rio chim­i­co ed una assis­tente. Poi è arriva­to l’impianto elet­tri­co ed il grup­po elet­trogeno. Ma 3T è inter­venu­ta anche nel set­tore agri­co­lo, dove attra­ver­so un per­i­to agrario, ha spie­ga­to le tec­niche di colti­vazione mod­erne, finanzi­ate da micro­presti­ti usati per acquistare ani­mali e semen­ti. Con 1200 euro è sta­to pos­si­bile finanziare 80 micro­prog­et­ti di altret­tante famiglie. Non pote­va man­care la scuo­la, una sol­i­da strut­tura, in gra­do di con­sen­tire una con­ti­nu­ità nell’insegnamento tal­vol­ta sospe­so per la piog­gia, altre volte per­ché nei din­torni si aggi­ra qualche ani­male sgra­di­to … come un ser­pente. Il sog­no nel cas­set­to è una cen­trale idroelet­tri­ca mod­er­na con un bassis­si­mo impat­to ambi­en­tale ed una manuten­zione non trop­po com­p­lessa. Ser­vono cen­tomi­la euro, tan­ti, ma non trop­pi se i ragazzi di 3T con­tin­uer­an­no come han­no cominciato.