Anonimo residente critica il sindaco con una lettera

«Torbole, un paese trascurato»

23/05/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
r.s.

Il «res­i­dente» (di sicuro tor­bolano) si cela dietro l’anon­i­ma­to. Chissà per­ché, vis­to che ogni crit­i­ca è legit­ti­ma, se si mantiene nel­l’am­bito di un con­fron­to civile. Tut­tavia, dal­la let­tera divul­ga­ta in paese e arriva­ta anche in comune, egli pare molto ben doc­u­men­ta­to. Ama il suo pae­sel­lo e attac­ca chi a par­er suo lo sta trascu­ran­do: gli ammin­is­tra­tori pub­bli­ci. Anzi, per l’ac­cusatore, il vero artefice di tan­to sface­lo è il sin­da­co: reo di non amare altret­tan­to il suo Comune, per­ché arri­va da fuori.A parte l’opin­abil­ità di quest’ul­ti­ma con­sid­er­azione, il «res­i­dente» mette pro­prio il dito nelle tante piaghe, note a tut­ti. E sono tan­ti a pen­sare che ci sia bisog­no di più cura per farvi fronte. Pic­coli e grossi nodi da risol­vere (Colo­nia Pavese tra i più ingom­bran­ti). L’e­len­co for­ni­to dal­l’anon­i­mo, a d ogni modo, è lun­go. Si va dalle pan­chine stinte e dis­as­trate alle ringhiere arrug­i­nite. Dal­la spor­cizia ormai endem­i­ca di cer­ti luoghi, specie nei pres­si delle «famose isole eco­logiche» (le scale che por­tano ai gia­r­dinet­ti a lato del­l’uf­fi­cio tur­is­ti­co ne han­no il triste pri­ma­to), alle aiuole del lun­go­la­go, prive anco­ra di fiori e con con­torni scon­nes­si per non par­lare dei ces­ti­ni «da ter­zo mon­do». C’è anche del­l’al­tro da met­ter nel con­to. Ci sono i lavori mal ese­gui­ti, infat­ti, ad aggravare la situ­azione: il mar­ci­apiede di Via Mat­teot­ti e l’as­fal­tatu­ra di Via Stra­da Pic­co­la, nonos­tante tut­to anco­ra piena di poz­zanghere. O quel­li anco­ra da fare. Come ad esem­pio la sis­temazione del­la miri­ade di rappezzi, che poi sono le buche nel sel­ci­a­to di por­fi­do, riem­pite provvi­so­ri­a­mente con asfal­to. C’è poi il pra­to di Vil­la Cian, mal­tenu­to, e l’er­ba alta lun­go le strade. L’ac­cusa a questo pun­to sarebbe quel­la di un cantiere comu­nale che non si impeg­na o latita.Una con­sid­er­azione anche sul fat­to che sarebbe meglio occu­par­si del par­co Pavese più che del­l’ed­i­fi­cio stes­so, «che sarà un deb­ito enorme per il suo man­ten­i­men­to». L’in­vi­to finale è di andare a copi­are da altri, se non si è in gra­do di fare da soli.