Restaurato, per volontà dei cittadini di Formaga, l’olio su tela dell’altare maggiore L’intervento di recupero è stato voluto dal parroco don Valerio Scolari

Torna a splendere l’antica Pala

19/09/2004 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

For­ma­ga, minus­co­la frazione del­l’en­troter­ra gargnanese, con­ta molto meno di un centi­naio di abi­tan­ti. Non si trat­ta di un bor­go dimen­ti­ca­to solo per­ché la gente, che tenace­mente anco­ra vi abi­ta, ama il suo paese. Tan­to che molti di quel­li che se n’er­a­no andati qualche deci­na di anni fa sono tor­nati e han­no sis­tem­ato la vec­chia abitazione. Ebbene, questo pic­co­lo bor­go è sta­to pro­tag­o­nista, di recente, di un’im­pre­sa che per le sue forze non cos­ti­tu­isce impeg­no da poco: gli abi­tan­ti han­no deciso di rac­cogliere i fon­di nec­es­sari al recu­pero del­la pala del diciottes­i­mo sec­o­lo, che sovras­ta l’altare mag­giore del­la chieset­ta del paese. Lo sti­mo­lo è venu­to dal par­ro­co, don Vale­rio Sco­lari, atten­to a val­oriz­zare gli aspet­ti più inter­es­san­ti di ogni pic­co­lo bor­go che cos­ti­tu­isce la sua par­roc­chia. For­ma­ga si è mossa da tem­po, con l’in­ten­zione di com­mis­sion­are il restau­ro del­la pala che raf­figu­ra la « Madon­na con Bam­bi­no in glo­ria e i san­ti Francesco da Pao­la e Anto­nio da Pado­va che appare a San Mau­r­izio». Si trat­ta di un olio su tela delle dimen­sioni di cm 270 x 170 con centi­natu­ra. Forse è un’­opera che, se fos­se col­lo­ca­ta in un’al­tra chiesa, passerebbe inosser­va­ta ma che nel pic­co­lo edi­fi­cio sacro del­la frazione acquista un val­ore del tut­to par­ti­co­lare. Lo stu­dio al quale è sta­to affida­to il lavoro si è mosso su strette indi­cazioni del­la Soprint­en­den­za al pat­ri­mo­nio stori­co e artis­ti­co di Bres­cia Cre­mona e Man­to­va che, dal can­to suo, si è atti­va­ta in tem­pi assai stret­ti. Basti con­sid­er­are che, rice­vu­ta la richi­es­ta di inter­ven­to qualche giorno pri­ma del­lo scor­so con­cede­va l’au­tor­iz­zazione all’ese­cuzione del restau­ro il 12 gen­naio di quest’an­no. Il via lib­era era ovvi­a­mente accom­pa­g­na­to dalle con­suete rac­co­man­dazioni, una su tutte: «Pri­ma di intrapren­dere qual­si­asi tipo di oper­azione, il restau­ra­tore dovrà pren­dere accor­di con il fun­zionario». Ora la pala, restau­ra­ta a dovere, ha ripreso la sua nat­u­rale col­lo­cazione, con una cer­i­mo­nia uffi­ciale tenu­ta nei giorni scor­si. Ele­va­to l’af­flus­so di pub­bli­co nel­la frazionci­na, con cer­i­mo­nia reli­giosa e illus­trazione dei lavori di restau­ro da parte di chi ha mes­so mano alla tela. Quin­di, bic­chier­a­ta finale per rac­cogliere la parte dei fon­di che anco­ra man­cano per sal­dare i con­ti delle spese. L’im­pre­sa, quin­di, può dirsi ormai rius­ci­ta: la tela è sta­ta restau­ra­ta e paga­ta. «Per for­tu­na non era­no sta­ti effet­tuati restau­ri prece­den­ti — è sta­to chiar­i­to — poiché, in svariati altri casi, la buona volon­tà ha ottenu­to l’ef­fet­to di dete­ri­o­rare mag­gior­mente le opere, anziché recu­per­ar­le. La tela di For­ma­ga non era in pes­si­mo sta­to, ma ha richiesto una lun­ga opera di restau­ro che ha por­ta­to ai risul­tati che si vedono». E, ai restau­ra­tori, è anda­to il mer­i­ta­to applau­so dei pre­sen­ti. Dal can­to loro, gli abi­tan­ti appaiono sod­dis­fat­ti per lo sfor­zo sostenu­to. Un sac­ri­fi­cio notev­ole che è sta­to segui­to da altre offerte giunte dai pae­si vici­ni. Sig­ni­fica­ti­vo anche il gesto del grup­po di volon­tari del­la vig­i­lan­za, che han­no devo­lu­to buona parte del rim­bor­so spese rice­vu­to dal Comune pro­prio al recu­pero del­la Pala di Formaga.

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