Sabato e domenica la gara sulla futuristica parete artificiale inaugurata nel 2000. In gara ci sono i migliori climbers del mondo

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05/09/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Arco

Da sedi­ci anni, nel sec­on­do week end di set­tem­bre, i migliori climbers del mon­do si dan­no appun­ta­men­to a pochi chilometri dal . Arco ded­i­ca questo fine set­ti­mana (saba­to 7 e domeni­ca 8 set­tem­bre) al Rock Mas­ter, il Fes­ti­val del­l’ar­rampi­ca­ta, un pò come Wim­ble­don per i ten­nisti o il Tour de France per i ciclisti. L’edi­zione 2002 attribuirà quat­tro titoli: «Dif­fi­coltà» (il clas­si­co tro­feo che andrà ai due cam­pi­oni, uomo e don­na, del­la com­bi­na­ta su via “a vista” e “lavo­ra­ta”), «Speed» (per gli sprint­er del­la ver­ti­cale), «Boul­der» (per spe­cial­isti delle dif­fi­coltà estreme, a pochi metri da ter­ra, sen­za cor­da) e «Duel» (la nuo­va spet­ta­co­lare spe­cial­ità, uomo con­tro uomo). Gli uomi­ni-rag­no richia­mano, al soli­to, migli­a­ia di spet­ta­tori. Teatro del­la gara sarà la futur­is­ti­ca parete arti­fi­ciale inau­gu­ra­ta nel 2000. Due gran­di arcate in tubo­lare di acciaio, sospese a cop­pie di piloni alti 25 metri, con­ver­gono fino a for­mare una grande vol­ta a diciot­to metri di altez­za. Una cop­er­tu­ra in poli­car­bon­a­to las­cia intravedere dietro la stra­pi­om­bante roc­ca del castel­lo. Alle due arcate sono aggan­ciati i pan­nel­li per l’ar­rampi­ca­ta. A destra e sin­is­tra, le due pareti per le gare di dif­fi­coltà: una con pro­fili eguali e par­al­leli; l’al­tra, invece, com­pli­ca­ta da sper­oni, prue e bom­bat­ure, dove bisogna inventare i movi­men­ti più incred­i­bili per super­are le con­tin­ue rot­ture di pen­den­za. Al cen­tro, le due piste ver­ti­cali per il par­al­le­lo di veloc­ità. Oltre duemi­la prese mobili di tutte le fogge e dimen­sioni, dalle liste di pochi mil­limetri ai mam­mel­loni enor­mi ma imprendibili. A liv­el­lo ago­nis­ti­co, il Rock Mas­ter pro­por­rà una grande sfi­da gen­er­azionale tra il «mito» Fran­cois Legrand (vinci­tore nel recente Mas­ter di Sarre Cheva­lier e per quat­tro volte ad Arco) e i gio­vani cam­pi­oni cresciu­ti sulle pareti arti­fi­ciali, che da un anno si aggiu­di­cano tut­ti i podi inter­nazion­ali: il ceco Mrazek, i france­si Chabot e Pou­vreau. Per l’I­talia le sper­anze di risul­ta­to si con­cen­tra­no sul milanese Cris­t­ian Ben­na, sul vicenti­no Beni­amino Lagni e sul varesino Flavio Crespi. Tra le donne, a con­trastare la bel­ga Sarkany e la slove­na Cufar ci saran­no la vicenti­na Jen­ny Lavar­da e la veneziana-altoatesina Luisa Iovane. Nel Boul­der, gran­di pos­si­bil­ità per l’as­colano Mau­ro Cal­ibani, cam­pi­one mon­di­ale in car­i­ca, affi­an­ca­to dal lig­ure Cris­t­ian Core. Tra le donne, la tori­nese Giu­lia Giammar­co pun­ta a miglio­rare il sec­on­do pos­to 2001. Il Rock Mas­ter rap­p­re­sen­ta, in un cer­to sen­so, la sto­ria del­l’ar­rampi­ca­ta sporti­va mod­er­na. Nell’86 si tenne un cir­cuito con Bar­donec­chia. Il tito­lo se lo aggiu­dicò Patrick Edlinger, il pri­mo vero grande mito. L’an­no dopo le fale­sie di Arco com­in­cia­rono a diventare una delle mete preferite degli arrampi­ca­tori di tut­ta Europa. Un grup­po di ammin­is­tra­tori comu­nali e di appas­sion­ati decise di dar vita ad una nuo­va for­mu­la, sul­la rupe del castel­lo. Nell’88, infat­ti, si allestì una strut­tura arti­fi­ciale, rin­no­va­ta un paio di anni fa: l’at­tuale parete è uni­ca al mon­do, per dimen­sioni e forme.

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