Iniziativa del Virgilio e di Giancarlo D’Isola. Le pecore arrivano dal Baldo, un asino allevato per l’occasione

Torna il presepio vivente all’ombra dell’ossario

15/12/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Marzia Sandri

Riprende, dopo un anno di inter­ruzione, la rap­p­re­sen­tazione del vivente di Solferi­no, giun­ta ormai alla sua quar­ta edi­zione. Nel pic­co­lo par­co che sorge accan­to all’Os­sario, e che si spinge fin qua­si al cen­tro del paese, il grup­po di concit­ta­di­ni, gio­vani e meno gio­vani, che si sono prodi­gati per dare cor­po all’idea del­l’am­i­co Gian­car­lo D’Iso­la, fotografo di pro­fes­sione, non han­no dimen­ti­ca­to pro­prio nul­la. Arma­to solo di buona volon­tà, spir­i­to di inizia­ti­va, intrapren­den­za e un pizzi­co di fol­lia, il 26 dicem­bre dalle 9.30 alle 20, il grup­po, che si fa chia­mare “Vir­gilio”, for­ma­to in tut­to da una deci­na di volon­tari lavo­ra­tori — cui si aggiunger­an­no, la sera del­la rap­p­re­sen­tazione, altre trenta com­parse — ripro­por­ran­no in ver­sione live la nativ­ità di Gesù. Scorze di cortec­cia, assi e tronchi, chio­di, col­la, car­tapes­ta, paglia, sas­si e pezzi di leg­no sono il mate­ri­ale con il quale con per­izia e fan­ta­sia tra i pini sec­o­lari del gia­rdi­no gen­til­mente con­ces­so dal pres­i­dente del­la Soci­età di San Mar­ti­no e Solferi­no, sono state con­fezion­ate le capanne, da quel­la del Reden­tore, rica­va­ta da una grot­ta nat­u­rale sca­v­a­ta nel ter­reno, alla sala del trono di Erode, dal negozio del fab­bro alla casa del pesca­tore. Ma non sono sta­ti trascu­rati nep­pure i ricov­eri per gli ani­mali, le galline, le pecore e gli imman­ca­bili bue con l’asinel­lo. A ren­dere l’at­mos­fera ancor più sug­ges­ti­va con­tribuis­cono le torce posizion­ate di fronte alle capanne e lun­go il per­cor­so che si sno­da attra­ver­so il migli­aio di metri qua­drati che già a par­tire da quest’es­tate, ogni fine set­ti­mana, ha vis­to al lavoro il volen­teroso grup­po di ami­ci. Un po’ per il clam­ore soll­e­va­to, un po’ per­ché l’idea sem­bra piacere davvero molto, ormai il pre­sepe vivente di Solferi­no è diven­ta­to un vero e pro­prio even­to cui tut­ti, in paese, cer­cano di con­tribuire in qualche modo. Così la famiglia Nar­do, già da qualche mese sta all­e­van­do l’asinel­lo che sarà col­lo­ca­to nel­la stal­la accan­to a e altri agri­coltori si sono offer­ti di fornire la muc­ca e le galline, men­tre dai pas­coli del Monte Bal­do sono atte­si le pecore e gli agnel­li, accom­pa­g­nati da aut­en­ti­ci pas­tori . Ven­gono, invece, dai Lessi­ni gli zam­pog­nari che alli­eter­an­no, con le loro musiche, la San­ta Notte di Solferi­no. La rap­p­re­sen­tazione sarà ripetu­ta anche il 6 gen­naio, fes­ta del­l’, dalle 15 alle 20, per fes­teggia­re, con castagne, tè cal­do e vin brulè, l’ar­ri­vo dei Re Magi. E c’è da stare sicuri, quel giorno a man­care saran­no solo i cammelli.

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