Giovedì la quinta edizione della manifestazione. Un percorso enogastronomico-culturale nelle vie del centro storico che richiama una folla di buongustai, armati di piatto e bicchiere

Torna «Salògolosa» la vetrina dei sapori

14/05/2002 in Manifestazioni
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Di Luca Delpozzo
Salò

«Salò­golosa» tor­na giovedì 16 mag­gio, dalle ore 18 a notte fon­da. La man­i­fes­tazione, giun­ta alla quin­ta edi­zione, è sta­ta pre­sen­ta­ta ieri mat­ti­na dal sin­da­co e dal coor­di­na­tore tec­ni­co Ange­lo Dal Bon. Ogni anno richia­ma centi­na­ia di per­sone, all’in­seg­na del mot­to «pro­fu­mi, sapori e musiche». Il per­cor­so enogas­tro­nom­i­co-cul­tur­ale, orga­niz­za­to da una Comi­ta­to che fa capo appun­to a Dal Bon e dal­l’Ar­cigo­la, patro­ci­na­to dal Comune (e, in par­ti­co­lare, dal­l’asses­so­ra­to alla Cul­tura), si sno­da fra le strade del cen­tro stori­co. Ai vis­i­ta­tori ven­gono offer­ti cibi e vini locali di qual­ità. Per la par­ti­co­lar­ità del­la ser­a­ta, alcu­ni pri­vati met­tono a dis­po­sizione ter­razze, salot­ti e atrii di vec­chi palazzi stori­ci; diver­si com­mer­cianti i loro negozi, pres­so i quali ascoltare musi­ca clas­si­ca abbina­ta a un bic­chiere di e a una spe­cial­ità gas­tro­nom­i­ca, gui­da­ta dagli stes­si pro­dut­tori e ris­tora­tori. Per parte­ci­pare, è nec­es­sario acquistare una sche­da di coupons che, stac­cati sin­go­lar­mente, dan­no dirit­to ad accedere alle numerose degus­tazioni. Ai parte­ci­pan­ti viene con­seg­na­ta una map­pa det­tagli­a­ta del per­cor­so e fat­to omag­gio di una tas­ca con bic­chiere, posate e piat­to. Quest’an­no il cos­to di una sche­da è di 50 euro. Le preno­tazioni si pos­sono effet­tuare nel book­shop sot­to i por­ti­ci del Comune, nel box office di vico­lo Toma­cel­li 3 o via Inter­net, clic­can­do su www.salogolosa.it. All’inizia­ti­va han­no ader­i­to 22 ris­toran­ti, 5 pas­tic­cerie, 16 pro­dut­tori di salu­mi e for­mag­gi, 7 di olio, 45 can­tine e l’Is­ti­tu­to pro­fes­sion­ale alberghiero «Cate­ri­na de’ Medici» di Gar­done Riv­iera. Citi­amo alcu­ni piat­ti: «Luc­cio alla bar­caio­la o ai por­ri, «Salu­mi del­la Valti­done», «Speck d’o­ca», «Quaglie rip­i­ene al tartu­fo del­la Valte­n­e­si», «Lumache in umi­do con erbette dol­ci», «Tomine Piemon­te­si», «Stuzzi­chi­ni garde­sani», «Gnoc­chi con tre­visano al bagoss», «Risot­to ai for­mag­gi Cà Lojera», «Cre­spelle alle zuc­chine con ricot­ta del », «Cason­cel­li in sal­sa di noci», «Creme di for­mag­gi del­la Val Brem­bana, del Val Taleg­gio e del­la Val Seri­ana», «Marmel­late e cotog­nate», «Cre­spelle ai funghi», «Pap­pa al pomodoro», «Buca­ti­ni all’ana­tra, piop­pi­ni e ricot­ta affu­mi­ca­ta», «Porchet­ta allo spiedo», «Bossolà allo zabaione cal­do», «Filet­ti di per­si­co in mar­i­na­ta», «Sfi­lac­ci­no di cav­al­lo all’o­lio e salu­mi d’asi­no», «Guan­ciali­no di vitel­lo in sal­sa verde», «Medaglioni Gabriele D’An­nun­zio», «Vitel­lo all’o­lio del Bag­no­lo» (local­ità col­linare sopra Salò), «Con­tro­filet­to di man­zo ai pro­fu­mi garde­sani», «Filet­to di cavedano alle arance amare», «Fois Gras», «Rol­lè di tro­ta», «Man­zo in sal­sa di Ser­le», «Carpac­cio di salmone alle spezie, con tartare di ver­dure». E poi dessert, dol­ci con frut­ta alla fiamma, liquori. Il bar­man Bepi Fer­rari, tor­na­to dagli Sta­ti Uni­ti, pre­sen­terà il suo Negroni «The Leg­end». Le prece­den­ti edi­zioni di «Salò­golosa» sono state un aut­en­ti­co tri­on­fo. La gente per­corre le vie e le con­trade del cen­tro stori­co, entra in questo o in quel locale per gustare una spe­cial­ità, si fer­ma sot­to i por­ti­ci o davan­ti ai tavoli che dis­tribuis­cono i vini e gli spuman­ti, ascol­ta la musi­ca degli artisti sis­temati all’in­ter­no di una casa o in un ango­lo del­la piaz­za (chi suona il piano, chi la bat­te­ria, il bas­so, il flau­to, l’arpa, il clar­inet­to, la trom­ba, il corno, il trom­bone, il bas­so­tu­ba, il vio­li­no, la chi­tar­ra). Davvero uno spet­ta­co­lo gioioso. Tut­ti muni­ti di una sporti­na, con piat­to, posate e bic­chiere, per assag­gia­re i menù e ritrovare il sen­so del­lo stare assieme. In pie­di o sedu­ti sulle pan­chine del lun­go­la­go, con­ver­san­do del più e del meno. Ci si riap­pro­pria del­la cit­tà, in una sor­ta di buf­fet all’aria aper­ta, con­for­t­ati dal cli­ma dolce. Abbi­amo vis­to giap­pone­si incer­ti se scegliere i cap­poni d’erbe o le aole fritte, ragazzi attrat­ti dalle sar­dine in con­sa, anziani — mag­a­ri ritrovatisi a dis­tan­za di anni — che brin­da­vano alle­gri. La man­i­fes­tazione, come ha ricorda­to il sin­da­co salo­di­ano, è sta­ta copi­a­ta da altre local­ità, come Pia­cen­za e Bres­cia. Seg­no che l’idea garde­sana ha fat­to centro.

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