Dopo quattro mesi di attività sperimentale cessa il pattugliamento della motovedetta che rientra nei cantieri navali di Adria La Guardia costiera ha effettuato 45 uscite per chiamate di soccorso

Tornano a casa i 12 angeli del Garda

Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

La Guardia costiera las­cia il lago di Gar­da. Alla con­clu­sione dei quat­tro mesi del servizio sper­i­men­tale la motovedet­ta, che ha pat­tuglia­to le acque lacus­tri per l’intera estate, a par­tire dal­la pri­ma set­ti­mana del mese di otto­bre tor­na ad Adria, men­tre l’equipaggio che in questo peri­o­do ha oper­a­to con più che otti­mi risul­tati, rien­tra alla Cap­i­tane­r­ia di Por­to di Venezia. Il servizio atti­va­to ai pri­mi di giug­no e che ha garan­ti­to una pre­sen­za inin­ter­rot­ta 24 ore su 24 di vig­i­lan­za sul­la sicurez­za dei nav­i­gan­ti e degli appas­sion­ati degli sport nau­ti­ci, ces­sa infat­ti da lunedì 30 set­tem­bre. La motovedet­ta, unità fiore all’occhiello del­la cap­i­tane­r­ia ver­rà quin­di trasferi­ta dal por­to di Bogli­a­co a Peschiera per poi rag­giun­gere via ter­ra, con mezzi spe­ciali, i cantieri rodig­i­ni per essere sot­to­pos­ta a nec­es­sarie ver­i­fiche. «Nor­mali ma indis­pens­abili», fa pre­sente il coman­dante mares­cial­lo Mari­no Diomede, « dopo aver nav­i­ga­to per meno di tre­cen­to ore — motore ed aver per­cor­so qualche cosa come 3661 miglia marine nelle acque lacus­tri». E l’equipaggio, com­p­lessi­va­mente dod­i­ci uomi­ni esper­ti mari­nai, che han­no assi­cu­ra­to un servizio impor­tante sin­te­tiz­za­to in 45 uscite di soc­cor­so oltre alle 78 adde­stra­tive, è sta­to fes­teggia­to in occa­sione di un incon­tro con la stam­pa pro­mosso dal­la Comu­nità del Gar­da. Era­no pre­sen­ti il prefet­to e il pres­i­dente del­la Provin­cia di Bres­cia, rispet­ti­va­mente Anna Maria Can­cel­lieri e Alber­to Cav­al­li. Nel ringraziare l’equipaggio per il lavoro svolto in questi quat­tro mesi in sin­er­gia con le altre forze dell’ordine e con il servizio dei volon­tari che oper­a­no nelle acque bena­cen­si, il pres­i­dente del­la Comu­nità Giuseppe Mongiel­lo si è det­to fiducioso si pos­sa arrivare velo­ce­mente, e questo per inter­ven­to dei par­la­men­tari dell’area del Gar­da, a isti­tuzion­al­iz­zare un servizio che ora purtrop­po è atti­vo solo nel peri­o­do esti­vo. E un inter­ven­to in questo sen­so lo ha assi­cu­ra­to il prefet­to Can­cel­lieri che si farà inter­prete di una soluzione defin­i­ti­va in quan­to il Gar­da «non può fare a meno del servizio del­la sicurez­za in fat­to di pre­ven­zione». Prob­le­ma quel­lo del­la sicurez­za in acqua come sulle spi­ag­gie con impeg­na­ta anche l’amministrazione provin­ciale di Bres­cia nell’appoggiare i Comu­ni. Il pres­i­dente Cav­al­li sot­to­lin­e­an­do l’importanza del servizio svolto dal­la Guardia costiera ha pos­to in evi­den­za come «sia sem­pre occa­sione di orgoglio incon­trare quan­ti che con com­pe­ten­za e impeg­no svol­go­no il servizio di vig­i­lan­za». L’importanza di pot­er con­tare su una guardia costiera pre­sente per tut­to l’anno sul lago di Gar­da è sta­to sot­to­lin­eato anche da Anto­nio Pasot­ti respon­s­abile per la Comu­nità del set­tore tur­is­mo. Ma il poten­zi­a­men­to del soc­cor­so nel lago di Gar­da, Como e Mag­giore è lega­to alla prossi­ma finanziaria. Già lo scor­so anno, il sen­a­tore Umber­to Chin­car­i­ni si era fat­to pro­mo­tore assieme ad altri quindi­ci onorevoli del­la Lega Nord, di un dis­eg­no di legge che impeg­na il Gov­er­no a inserire nel­la finanziaria i sol­di per man­tenere atti­vo per tut­to l’arco dell’anno sul Gar­da il servizio sper­i­men­tale richiesto dalle regioni Vene­to, Lom­bar­dia e Trenti­no, arrivan­do a isti­tuzion­al­iz­zare una cap­i­tane­r­ia di Por­to anche per le acque interne. A sper­ar­ci sono in molti anche se il momen­to, vista la situ­azione eco­nom­i­co-finanziaria a liv­el­lo nazionale, non è sicu­ra­mente dei migliori. Il mares­cial­lo Mari­no Diomede e il coman­dante dell’unità Mar­co Ravanel­li nel ringraziare per l’accoglienza ris­er­va­ta all’intero equipag­gio alter­natosi nel servizio con la motovedet­ta, han­no sot­to­lin­eato come gli inter­ven­ti in acqua siano sta­ti riv­olti in gran parte ai sur­fisti che affol­lano le acque dell’alto lago e come sem­pre i tur­isti, par­ti­co­la­mente quel­li stranieri, forse ingan­nati dal­la vic­i­nan­za delle sponde del baci­no, non si ren­dano con­to del­la peri­colosità di un baci­no come il Gar­da con muta­men­ti cli­mati­ci, in estate, repen­ti­ni.