Tornano i «Cenacoli filosofici»

05/04/2013 in Cultura
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Di Luigi Del Pozzo

Nona edizione per i «Cenacoli filosofici», organizzati dalla civica «Bruno Emmert» assieme all’assessorato alla cultura del Comune di Arco:

a par­tire dal 9 aprile, tut­ti i mart­edì per cinque incon­tri, incon­tri con­dot­ti dal pro­fes­sor Augus­to Tam­buri­ni e pen­sati come momen­ti di rif­les­sione, con­fron­to e libero scam­bio di idee intorno ai più impor­tan­ti temi dell’esistenza e del­la vita sociale. Non è richi­es­ta una preparazione speci­fi­ca; la fre­quen­za è lib­era; s’inizia alle ore 20.30.

 

Un’iniziativa il cui obi­et­ti­vo è aiutare a sem­pli­fi­care l’esistenza e a fare uso delle capac­ità razion­ali e critiche per vivere in modo più sereno pos­si­bile. I «Cena­coli filosofi­ci» si pro­pon­gono l’apertura e la disponi­bil­ità al con­fron­to su temi che cias­cuno a piaci­men­to potrà sug­gerire, oppure pro­posti di vol­ta in vol­ta dal con­dut­tore. Non ulti­mo, obi­et­ti­vo dei «Cena­coli» è di imprimere un cam­bi­a­men­to in pos­i­ti­vo alle prospet­tive dei parte­ci­pan­ti e alla visione indi­vid­uale e uni­lat­erale delle cose.

 

«La filosofia va con­cepi­ta come una potente leva a dis­po­sizione di ogni per­sona che desideri nuove chi­avi di let­tura e inter­pre­tazione del­la realtà – dice Augus­to Tam­buri­ni ‑den­tro la quale scorre inesora­bil­mente la nos­tra stes­sa esisten­za. Attra­ver­so la doman­da filosofi­ca che cias­cun vivente è costret­to a far­si all’in­ter­no del­la pro­pria, più o meno lun­ga, espe­rien­za tem­po­rale, all’in­ter­no delle pro­prie umane relazioni, fra suc­ces­si, insuc­ces­si, cre­den­ze e fedi di vario tipo, gioie, sof­feren­ze, salute, malat­tia, noi pos­si­amo giun­gere fino sul­la soglia di un palaz­zo mer­av­iglioso e adden­trar­ci in stanze di varie forme e grandezze, sapi­en­te­mente arredate o vuote, dove, come per mira­co­lo e insieme sor­ti­le­gio, ci è pos­si­bile alleg­gerire lo spir­i­to, perdere la nos­tra gravosa pesan­tez­za, met­tere da parte le nos­tre scorie intes­sute di tante logore con­vinzioni e pregiudizi. È il magi­co incon­tro con il pen­siero filosofi­co risana­tore che ci per­me­tte di svuotare la mente di tut­to ciò che è inservi­bile o addirit­tura orpel­lo noci­vo per noi».

 

 

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