L’esposizione è ospitata sotto tensostrutture. L’ingresso è libero. Mercoledì si chiude con la benedizione degli animali

Tornano trattori e carri agricoli, come ai bei tempi

14/01/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
e. s.

La fiera tor­na alle orig­i­ni. Ed il muta­men­to si avverte subito, arrivan­do sul vialone d’ingresso al paese. Il tradizionale acces­so al cam­po fiera ripro­pone le immag­i­ni di un tem­po: trat­tori, car­ri agri­coli, attrez­za­ture per la cam­pagna, cav­al­li mec­ca­ni­ci che aiu­tano l’agricoltore mod­er­no. E la mente tor­na subito al pas­sato, le fiere di un tem­po. Comi­ta­to fiera e Ammin­is­trazione han­no man­tenu­to fede all’impegno che era quel­lo di recu­per­are i tradizion­ali set­tori del­la rasseg­na, di cer­care un rilan­cio. L’avvio risul­ta incor­ag­giante. Sul fronte dei macchi­nari e attrez­za­ture agri­cole gra­zie alle ade­sioni e, da ven­erdì mat­ti­na, alle pre­sen­ze in fiera. Il ritorno alla tradizione, rin­no­va­ta con il ricor­so all’enogastronomia di qual­ità, sem­bra un buon viati­co per la fiera lonatese, che da anni non può più con­tare sull’utilizzo delle aule delle scuole. Si è fat­to ricor­so all’affitto di ten­sostrut­ture che costano. Il bilan­cio del­la fiera, approva­to dal con­siglio, scon­ta, per questo moti­vo, un deficit sti­ma­to in ben 230 mil­ioni. Né appaiono all’orizzonte alter­na­tive. Il sin­da­co, alla pre­sen­tazione del­la fiera, è sta­to chiaro. Il prog­et­to di real­iz­zare un cam­po fiera con strut­ture fisse è sta­to accan­to­na­to. C’è già Mon­tichiari poco dis­tante e ben col­le­ga­ta. Ma allo­ra quale sarà la fiera del futuro? Guardan­do alla 43ª edi­zione inau­gu­ra­ta ieri mat­ti­na l’unica novità di rilie­vo assieme al ritorno dei trat­tori è cos­ti­tui­ta dall’enogastronomia. C’è in piaz­za Munici­pio il salone del Gus­to bres­ciano, men­tre alla scuo­la c’è quel­lo dell’enogastronomia nazionale. Le ade­sioni sono davvero numerose. Sono oltre 30 i con­sorzi, le asso­ci­azioni, gli enti di tutela e pro­mozione di prodot­ti ital­iani di qual­ità che han­no ader­i­to all’invito degli orga­niz­za­tori. Si va dalle arance di Rib­era, al salame d’oca di Mor­tara, al for­mag­gio canes­tra­to di Puglia, ai vini di qual­ità toscani (Mon­tepul­ciano), al pro­sciut­to toscano e di Par­ma. E anco­ra: dai vini Berluc­chi a quel­li sicil­iani ai di Puglia, Cal­abria, Umbria. I bres­ciani sono rap­p­re­sen­tati dal Con­sorzio Gar­da clas­si­co e Gar­da bres­ciano, dall’Alambicco (grappe), dai vini di Fran­ci­a­cor­ta, dal grana Padano, Apab, Aipol (olio), for­mag­gi tipi­ci di Tremo­sine, prodot­ti bio­logi­ci Asso­ci­azione Lom­bar­da . Ma la fiera pro­pone anche altro. A com­in­cia­re dagli stand di quel­la che si può con­sid­er­are una mini cam­pi­onar­ia dove han­no largo spazio le auto­mo­bili, i mobili, gli elet­trodomes­ti­ci, e molti altri prodot­ti dell’agricoltura, dell’artigianato e del com­mer­cio. Da ieri pomerig­gio e fino a ques­ta sera il cam­po espos­i­ti­vo poi ver­rà allarga­to fino ad occu­pare cor­so Garibal­di, la stra­da cen­trale di Lona­to, dove tro­verà spazio la sezione ded­i­ca­ta ai ricor­di. Saran­no in mostra car­ri agri­coli preparati dalle frazioni di S. Cipri­ano, S. Tom­ma­so, Cam­pagna, Cen­te­naro. Il traf­fi­co ver­rà devi­a­to sul­la tan­gen­ziale e sul­la stra­da che costeggia la lin­ea fer­roviaria. Lo stes­so var­rà anche per il servizio pub­bli­co, per cui le fer­mate di via Moli­ni, Scuole e Bar Sport ver­ran­no sop­presse ed i viag­gia­tori potran­no uti­liz­zare le fer­mate isti­tu­ite in prossim­ità del­la cur­va del cimitero di Lona­to ed all’ingresso ed all’uscita del­la Bet­to­la. Intan­to già da ven­erdì l’afflusso del pub­bli­co e dei vis­i­ta­tori (ricor­diamo che non si paga bigli­et­to d’ingresso) è risul­ta­to sostenu­to in tut­to il cam­po fiera. Suc­ces­so han­no anche riscos­so le molte man­i­fes­tazioni di con­torno. La 43ª edi­zione del­la fiera si chi­ude ques­ta sera come espo­sizione di prodot­ti e mer­ci. Avrà una coda lunedì sera con il con­veg­no ded­i­ca­to all’evoluzione dell’agricoltura lom­bar­da ma, soprat­tut­to, il 17 gen­naio, ricor­ren­za di S. Anto­nio Abate con la tradizionale benedi­zione degli ani­mali sul sagra­to dell’omonima chiesa e il taglio del «chisol». (e. s.)