Torre Viscontea di Castelnuovo del Garda: restauro effettuato secondo le disposizioni della Soprintendenza

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Di Redazione

Nelle scorse set­ti­mane la Torre Vis­con­tea, sim­bo­lo stori­co di Castel­n­uo­vo del Gar­da,  è sta­ta lib­er­a­ta dalle impal­ca­ture, sve­lando l’intervento di restau­ro che i castel­novesi atten­de­vano da anni. La Torre appare ora com­ple­ta­mente intonaca­ta, con due orolo­gi a numer­azione roman­i­ca su due lati.

Qual­cuno, abit­u­a­to da decen­ni alla torre in muratu­ra, ha soll­e­va­to qualche per­p­lessità: «Non è più la nos­tra torre» ha det­to. «Per­ché questo intona­co?» si è chiesto qual­cun altro. Non solo, anche l’orologio ha soll­e­va­to polemiche: «per­ché al pos­to dei numeri ara­bi ora ci sono i numeri romani?».

Avvi­a­to dall’Amministrazione prece­dente, il recu­pero del­la torre è sta­to cura­to dall’arch. Mau­r­izio Zam­bel­li, incar­i­ca­to dal­la soci­età Fap Invest­ments srl che ha finanzi­a­to l’intervento in segui­to a un accor­do pub­bli­co-pri­va­to.

Il prog­et­to iniziale prevede­va la parziale rimozione dell’intonaco con pulizia del­la muratu­ra a vista. La pro­pos­ta non ave­va però trova­to d’accordo la Soprint­en­den­za che nel 2017 autor­iz­za­va l’intervento ma a pre­cise con­dizioni: «Diver­sa­mente da quan­to prospet­ta­to in prog­et­to, non andran­no rimossi gli strati d’intonaco che rico­prono sia la torre medio­e­vale che la sopras­tante cel­la cam­pa­naria, per la rimes­sa in vista del para­men­to murario orig­i­nar­ia. Essi andran­no, vicev­er­sa, oppor­tu­na­mente con­sol­i­dati e sot­to­posti a d un ido­neo trat­ta­men­to di puli­tu­ra nonché inte­grati, nelle porzioni lacunose, inco­er­en­ti o d’intonaco cemen­tizio, con un impas­to a base di calce che per gran­u­lome­tria, com­po­sizione e cro­mia dovrà risultare anal­o­go agli intonaci esisten­ti da restau­rare». E con­clude: «Tut­ti gli inter­ven­ti di restau­ro andran­no effet­tuati sot­to il diret­to con­trol­lo di un restau­ra­tore in pos­ses­so dei req­ui­si­ti di legge».

«Cer­ta­mente sono sta­ti rispet­tati i det­ta­mi del­la Soprint­en­den­za – com­men­ta il sin­da­co Gio­van­ni Dal Cero –. È pur vero però che abbi­amo ered­i­ta­to la prat­i­ca dall’Amministrazione prece­dente e non abbi­amo avu­to alcu­na voce in capi­to­lo sug­li inter­ven­ti».

Per quan­to riguar­da invece gli orolo­gi del­la torre, anche questi ogget­to di polemiche, i rilievi strati­grafi­ci mostra­no al di sot­to del­la cel­la cam­pa­naria i quad­ran­ti degli orolo­gi nel prospet­to Est e Sud del­la torre. Sull’intonaco bian­co si ril­e­vano trac­ce di numer­azione roman­i­ca: anche se in parte cop­er­ti da una pati­na bian­ca, sono ben leg­gi­bili i numeri XI, XII, II e III.

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