La maggioranza approva interventi di completamento dell’area già occupata dai campeggi

Toscolano, cemento sulla foce

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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Il tema, in una fase seg­na­ta da un dibat­ti­to forte sull’utilizzo del ter­ri­to­rio, è di strin­gente attual­ità. Sti­amo par­lan­do di Toscolano Mader­no, e dell’ultimo con­siglio comu­nale, durante il quale la mag­gio­ran­za di cen­trode­stra ha deciso di…riempire la foce, vale a dire la zona dei campeg­gi, che nel Piano rego­la­tore gen­erale fig­u­ra­va come «area bian­ca», pri­va insom­ma di una des­ti­nazione urban­is­ti­ca. Nel mag­gio del ’93, la Giun­ta del­la sug­gerì di stu­di­are una soluzione det­tagli­a­ta per la zona in ques­tione. Migli­a­ia e migli­a­ia di metri quadri per i quali bisog­na­va sta­bilire il da far­si. Ora, a dis­tan­za di sette anni, la deci­sione defin­i­ti­va, dopo avere esam­i­na­to le osser­vazioni spedite dai cit­ta­di­ni. «Qui ci sono i prin­ci­pali campeg­gi pre­sen­ti sul ter­ri­to­rio comu­nale — spie­ga l’architetto Mario Abba nel­la relazione accom­pa­g­na­to­ria -. Nel­la parte a Est del tor­rente, lun­go via Reli­gione, a fian­co del nuo­vo cam­po sporti­vo, ecco i 16.620 metri quadri occu­pati da strut­ture pro­dut­tive, i Cantieri del Gar­da, da tem­po dismes­si. Il com­par­to urban­is­ti­co è servi­to da tutte le reti nec­es­sarie: luce, acqua, gas, fog­natu­ra e rete tele­fon­i­ca». Già, ma cosa suc­ced­erà? La vari­ante prevede, nel­la fas­cia a lago, la creazione di un per­cor­so ciclope­donale che pos­sa col­le­gare tut­to il litorale, da Mader­no a Toscolano. E’ sta­to inoltre pre­vis­to l’ampliamento e il poten­zi­a­men­to del pic­co­lo por­to esistente, a Est del tor­rente. Una strut­tura pub­bli­ca che, uni­ta­mente ad altri servizi, potrà deter­minare un’offerta tur­is­ti­ca più ric­ca e qual­i­fi­ca­ta. E gli attuali campeg­gi? «Rimar­ran­no al loro pos­to. I nuovi inse­di­a­men­ti tur­is­ti­co-ricettivi — ha spie­ga­to il sin­da­co Pao­lo Ele­na — andran­no a sos­ti­tuire gli edi­fi­ci pro­dut­tivi dismes­si. Una scelta lega­ta al fat­to che i vec­chi Cantieri, in sta­to di degra­do, non sono più com­pat­i­bili con l’attuale asset­to urbano. Gli alti costi di sman­tel­la­men­to pos­sono però essere cop­er­ti da ricon­ver­sioni com­pat­i­bili col ter­ri­to­rio e, al tem­po stes­so, remu­ner­a­tive». Su una parte del­la foce viene però introdot­ta la zona D8. Con un vol­ume­tria di 24.930 metri cubi, pari al 78 per cen­to dell’esistente (31.960 mc.). Hotel e case per le vacanze, insom­ma. I pri­mi, a ges­tione uni­taria, dovran­no avere almeno sette camere, con o sen­za servizio autonomo di cuci­na. Rien­tra­no in ques­ta cat­e­go­ria anche le res­i­den­ze tur­is­tiche alberghiere, che offrono allog­gio in appar­ta­men­ti cos­ti­tu­iti da uno o più locali, con un peri­o­do di per­ma­nen­za supe­ri­ore ai sette giorni. Le case per vacanze? Sarà pos­si­bile affit­tar­le per peri­o­di infe­ri­ori ai tre mesi (con­sec­u­tivi). Indice di uti­liz­zo del ter­ri­to­rio 0.50; altez­za mas­si­ma delle costruzioni nove metri e mez­zo. Numerose le critiche piovute sul­la scelta dal­la mino­ran­za. L’ex sin­da­co Sil­vano Boni, che gui­da il cen­trosin­is­tra, ha apprez­za­to «il modo inno­v­a­ti­vo e gius­to col quale si è sta­bili­ta l’indivisibilità delle piaz­zole dei campeg­gi». E’ sta­to infat­ti introdot­to il divi­eto di vendere, di con­cedere in locazione per più anni e di qualunque altra for­ma di ces­sione che fac­cia venir meno il carat­tere di pub­bli­co eser­cizio uni­tario dei com­p­lessi. Andran­no rispet­tati i seguen­ti indi­ci: sul lot­to fon­di­ario un abi­tante ogni mq.; piaz­zole di almeno 50 mq. per tende, roulotte e camper; bun­ga­low di tipolo­gia uni­taria (gli alles­ti­men­ti mobili o sta­bili, di super­fi­cie com­pre­sa tra 10 e 40 mq., altez­za mas­si­ma sei metri, non dovran­no super­are il 25 per cen­to del numero totale degli spazi autor­iz­za­ti). Boni ha invece con­tes­ta­to «l’abnorme edi­fi­ca­bil­ità con­ces­sa alla foce. Una porzione di 54 mila metri qua­drati a lago ottiene indi­ci tipi­ci delle zone di com­ple­ta­men­to, con fab­bri­cati alti fino a nove metri e mez­zo. Si trat­ta di due lot­ti, uno di 39.370 mq., l’altro di 16.620 mq., con un risul­ta­to scon­vol­gente. Sul com­par­to numero uno potreb­bero inse­di­ar­si volu­mi di vil­lette e‑o case a schiera sen­za soluzione di con­ti­nu­ità. L’unico lim­ite è det­ta­to dagli indi­ci fon­di­ari e dalle dis­tanze dei con­fi­ni. Con ques­ta vari­ante viene inoltre van­i­fi­ca­ta tut­ta la speci­fi­ca nor­ma­ti­va regionale sui campeg­gi, che sarebbe invece indis­pens­abile appli­care». L’ambientalista Cristi­na Milani ha poi ricorda­to che l’area inter­es­sa­ta dai provved­i­men­ti è ad alto ris­chio (a monte scorre il tor­rente, che por­ta a lago l’acqua del­la diga di Valvesti­no), e ha affer­ma­to che l’altezza di nove metri e mez­zo è ecces­si­va. E non sono man­cate le con­tes­tazioni in mer­i­to alla doc­u­men­tazione alle­ga­ta. Ser­gio Berta­sio, ex Lega nord, ora dell’Ape, ha abban­do­na­to l’aula crit­i­can­do un com­men­to dell’architetto Abba (che non era pre­sente alla sedu­ta consiliare).

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