Sulle rotte del lino: una ricerca storica apre nuovi orizzonti

Toscolano: lo studio di Oreste Cagno

07/01/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

«Il lino nel­l’al­to Gar­da bres­ciano» è il tito­lo del­la recente pub­bli­cazione di Oreste Cagno, ban­car­io in pen­sione con l’hob­by del­la ricer­ca stor­i­ca. In appen­dice, Cagno pro­pone altri due temi: le bec­ca­c­ce del­la Valvesti­no e il viag­gio di una car­toli­na. La sto­ria prin­ci­pale, quel­la riferi­ta al lino, si svilup­pa sul Gar­da Occi­den­tale, all’e­poca in cui l’area appartene­va alla Serenis­si­ma, la Repub­bli­ca di Venezia. L’an­no è il 1793, vale a dire una man­ci­a­ta di anni pri­ma che la Repub­bli­ca Vene­ta venisse can­cel­la­ta con la pace. «In ques­ta sede inten­di­amo riportare alla memo­ria — spie­ga l’au­tore — l’enorme impor­tan­za che il lino ebbe nel­la nos­tra riv­iera ed in modo par­ti­co­lare nel salo­di­ano. In sec­on­do luo­go inten­di­amo dimostrare, con l’aval­lo di una inedi­ta doc­u­men­tazione, che non solo nel capolu­o­go ma anche a Toscolano era atti­va la lavo­razione arti­gianale del lino, nonché l’at­tiv­ità mer­can­tile ad essa con­nes­sa». A sostenere quest’ul­ti­ma tesi viene por­ta­ta una let­tera spedi­ta da Toscolano ed ind­i­riz­za­ta a Rovere­to, nel Prin­ci­pa­to Vescov­ile di Tren­to, «uno scrit­to di natu­ra com­mer­ciale, zep­po di abbre­vi­azioni e ter­mi­ni tec­ni­ci» in cui ad apparire chiari sono il mit­tente (gli ere­di Gio. Avanzi­ni) ed il des­ti­natario (Giuseppe Tam­bosi, di Rovere­to). Quest’ul­ti­mo era «tito­lare di una grossa impre­sa che operò nel set­tore tes­sile per due sec­oli e che ave­va fil­iali in tut­ta Europa». La ricer­ca pros­egue, con illus­trazione del per­cor­so del­la mer­ce, del suo paga­men­to fino a quan­do «giun­ta felice­mente in por­to la let­tera, il lino ed i denari, pro­tag­o­nisti del­la nos­tra avven­tu­ra» si con­clude anche la ricer­ca.