È una gara ciclistica a tappe, si chiama «Tour de Pance» e forse non servirebbero altre parole per descrivere la competizione

Tour de Pance, una sfida a tappe per i pesi massimi della pedalata

31/10/2001 in Curiosità
Di Luca Delpozzo

È una gara ciclis­ti­ca a tappe, si chia­ma «Tour de Pance» e forse non servireb­bero altre parole per descri­vere la com­pe­tizione orga­niz­za­ta da un grup­po di “seris­si­mi” ami­ci rivani. Inter­rot­ti per una sera gli allena­men­ti, i ciclo-goliar­di si sono ritrovati lunedì al bar Con­ti d’Ar­co per rivedere su grande scher­mo le loro tragi­comiche imp­rese nelle due pas­sate edi­zioni (il tour è nato nel 2000), per man­gia­re una fet­ta di tor­ta e conoscere i pro­gram­mi futuri. Ad ani­mare le tappe del «Tour de Pance», dis­eg­nate nel­la Busa — solo per fare alcu­ni nomi — Guer­ri­no Bet­ta “Lo squa­lo”, Pao­lo Tonel­li “Pan­tu­na”, Fabio Drescig “Cic­cio Slav­ic”, Ser­gio Amis­ta­di “Ceci­do gas”, Pietro Rag­gi “il com­mer­cial­ista”, i fratel­li Ciro e Roc­co Frizzi “The broth­ers”, Mau­r­izio Zec­ca in sel­la al suo “can­cél”, Loris Bonin­seg­na “Baf­fo”, Fabio Zanoni “Cater­pil­lar”, Jim­my “Eta Beta”, Fab­rizio “Bicio” Di Sta­sio, Liv­io Leoni “Vecio”, Enri­co For­na­cia­ri (orga­niz­za­tore e pre­sen­ta­tore del­la ser­a­ta) e, ovvi­a­mente, “Lele” Benoni “Il can­ni­bale”, vinci­tore di ambedue le edi­zioni dis­pu­tate fino ad ora. Le immag­i­ni scor­re­vano e, tra sfot­tò e lazzi, è par­so a tut­ti chiaro che accan­to alla goliar­dia sta crescen­do l’ag­o­nis­mo. Pri­mo «Tour de Pance», luglio 2000: molti con­cor­ren­ti sono fuori for­ma, le loro promi­nen­ti pance li fan­no sbuf­fare sui ped­ali, i rotoli­ni di cic­cia sto­nano con le attil­latis­sime mise da ciclisti e in molti gareg­giano in sel­la a moun­tain bike. Giug­no 2001, sec­on­da edi­zione: molte pance si sono ridotte notevol­mente, parec­chi rotoli­ni sono spar­i­ti e chi sbuf­fa­va ora appare prepara­to e grin­toso, tut­ti cav­al­cano bici da stra­da. Stu­pe­facente la meta­mor­fosi de “Lo squa­lo” il quale, da un anno all’al­tro, ha con­quis­ta­to una silou­ette invidi­a­bile e l’al­tra sera lan­ci­a­va bel­li­cosi procla­mi per il 2002. «Alla prossi­ma — promet­te­va — ve schizo tuti!»