Dopo trent’anni si rivedono i muratori nell’ex materna

Tra breve via ai lavori

14/01/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

«Sono com­in­ciati i lavori». La voce si è dif­fusa in un lam­po in paese quan­do si è vista una squadra di operai entrare nel palaz­zone fatis­cente dell’ex asi­lo. Ma non è così: i mura­tori sono sì entrati, ma non è l’inizio del­la ristrut­turazione atte­sa ormai da tren­t’an­ni. «I lavori sono sta­ti effet­ti­va­mente già con­seg­nati dal­la alla dit­ta che ha vin­to la gara d’appalto», chiarisce il sin­da­co Davide Bendinel­li, «ma quelle dei giorni scor­si sono state soltan­to opere ese­gui­te per ver­i­fi­care la cor­rispon­den­za del capi­to­la­to con la situ­azione del­l’ed­i­fi­cio». Anco­ra sner­van­ti attese, dunque? «Ma no, è solo ques­tione di set­ti­mane. Ripeto, for­mal­mente, i lavori sono già sta­ti con­seg­nati» assi­cu­ra Bendinel­li. Il com­p­lesso dell’ex asi­lo è abban­do­na­to dal 1972, quan­do la scuo­la mater­na si trasferì nel­la nuo­va sede. In questi anni è sta­to un pes­si­mo bigli­et­to da visi­ta per Gar­da. Il caser­mone peri­colante è a ridos­so del pun­to di rac­cor­do fra la stra­da Garde­sana e la via che scende da Coster­mano, pas­sag­gio obbli­ga­to dei tur­isti in vacan­za nel­la zona. L’edificio, inti­to­la­to ad Umber­to Principe di Piemonte, venne inau­gu­ra­to nel 1908. A ren­derne pos­si­bile la costruzione era­no sta­ti una pri­ma don­azione al Comune di una caset­ta e di un ter­reno da parte di don Giulio Boc­cali, prete garibaldino, e un sostanzioso con­trib­u­to del­la con­tes­sa Pincher­le. Dal 1972, quan­do ha ces­sato di ospitare gli alun­ni del­la mater­na, in paese si è fat­to un gran dis­cutere sul­la sua des­ti­nazione. Chi vol­e­va abbat­ter­lo, chi la nuo­va sede munic­i­pale, chi addirit­tura un super­me­r­ca­to. Si rac­colsero firme per sostenere l’una o l’altra tesi, sur­riscal­dan­do almeno per un paio di decen­ni il dibat­ti­to politi­co locale. Final­mente, nel 1996 il futuro del palaz­zo sem­bra­va delin­eato: il Con­siglio comu­nale, allo­ra guida­to da Gior­gio Comenci­ni, ne ave­va deciso la ces­sione per un mil­iar­do di lire all’azienda di pro­mozione tur­is­ti­ca, alla quale era des­ti­na­to un finanzi­a­men­to regionale di pari impor­to. Non si era­no però fat­ti i con­ti con la buro­crazia statale, per la quale un ente ter­ri­to­ri­ale può cedere parte del pro­prio pat­ri­mo­nio vin­co­la­to solo ad un altro ente ter­ri­to­ri­ale: niente da fare, dunque, per la ven­di­ta fra il Comune e l’Apt, che era solo un «ente stru­men­tale» del­la Regione. L’anno dopo il Comune ha deciso di vendere l’ex asi­lo diret­ta­mente alla Regione, che si impeg­na­va a ricavar­ci la sede del­l’Apt e altri uffi­ci. E sta­vol­ta era arriva­to l’ok dei min­is­teri dei Beni cul­tur­ali e delle Finanze. Poi però l’iter si è nuo­va­mente bloc­ca­to, per­ché nel frat­tem­po la Regione ave­va deciso di elim­inare le Apt. Ora final­mente pare che ci siamo. E, come ave­va pro­pos­to il locale cir­co­lo di Allean­za Nazionale all’assessore regionale Mas­si­mo Gior­get­ti, si allargherà anche il vici­no sot­topas­so, elim­i­nan­do le bar­riere architet­toniche e ren­den­do­lo prat­i­ca­bile dalle car­rozzelle. «Con la Regione», con­fer­ma il sin­da­co Bendinel­li , «abbi­amo defini­to la ces­sione del­la porzione di ter­reno di per­ti­nen­za dell’ex asi­lo nec­es­saria per l’allargamento del sot­topas­sag­gio. Con­ti­amo di eseguire i lavori nel 2004».

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